Piero Scaruffi:
scienziato cognitivo - scrittore - poeta - storico musicale - storico cinematografico - giornalista - consulente software e libero pensatore


Laureato in Matematica con indirizzo di Fisica Teorica. Dal 1983 risiede in California. Conduce carriere parallele di ricerca scientifica, software, poesia, viaggi,  musica, letteratura e cinema. 
Come scienziato si occupa di intelligenza artificiale, di scienza cognitiva, di teorie formali della mente. 
Ha compiuto ricerca e insegnato, fra l'altro, all'Universita` di Harvard (1984), all'Universita' di Stanford (1995-96), all'Universita` di Berkeley (1997-99). Per diversi anni ha gestito il Centro di Intelligenza Artificiale dell'Olivetti a Cupertino, in California. Ha scritto tre libri su questi temi. 
Svolge attivita` di consulenza software nel campo dell'Internet e dell'Intelligenza Artificiale. Insegna Scienza Cognitiva. Dal 1983 cura la rubrica "Qui Silicon Valley" per la rivista italiana ZeroUno. 

 Come poeta, e` stato segnalato/premiato a sette premi nazionali e ha pubblicato due volumi di liriche, "L'Ultimo" (Il Salice, 1991) e "Dialogo degli Amanti" (Lacaita, 1998), entrambi vincitori di premi nazionali. E' stato membro di Modern Poetry. Come critico musicale, ha collaborato a (negli USA) Option, CD Review, Sound Choice,  I/E, Nude As The News e Billboard, e (in Italia) a Rockerilla, Blow Up e New Sounds,  e ha pubblicato diversi libri, fra cui una Storia del Rock in sei volumi e due libri sulla musica d'avanguardia.  
Su Logos ha svolto attivita' di critica letteraria, recensendo novita' editoriali statunitensi 
e pubblicando a puntate una "Introduzione al Romanzo Contemporaneo Americano" (1989).
Articoli di critica cinematografica sono usciti (in Italia) su Logos e su Rockerilla. 
Nel 1996 e` uscito per Feltrinelli un libro sull'America, "Il Terzo Secolo", che e` entrato nella classifica dei best-seller de La Stampa. 
I resoconti di alcuni suoi viaggi di esplorazione in Sudamerica, Estremo Oriente e Asia Centrale sono stati riportati da alcune guide turistiche britanniche e  (in Italia) sono stati oggetto di articoli sul settimanale Tuttodove de La Stampa (anni '80) e sulla rivista Nuova Era (anni '90).
E` stato uno dei pionieri del giornalismo su Internet.
Nel 1985 diede vita alla sua prima rivista elettronica, distribuita per e-mail su Internet.
Fra il 1986 e il 1990 ha creato un online database, scaricabile via ftp.
Nel 1995 quel database si e` trasformato nel suo website personale.
In parallelo erano cresciuti, nell'arco di dodici anni, i suoi database di argomento scientifico, cinematografico, artistico, etc. Nel 1996 ha unito tutti i suoi database in un unico website, www.scaruffi.com , aggiundendo una sezione di politica, una di letteratura, i suoi articoli di Informatica e tutte le sue poesie. Nel 2000 ha nuovamente scorporato il website scientifico, creando www.thymos.com.  E` o e` stato membro di diverse organizzazioni umanitarie, fra cui Amnesty International, Oxfam e Care. 
Indirizzo di E-mail:  piero@scaruffi.com

 

Pubblichiamo, con il suo consenso, alcuni articoli dedicati al Perù
 apparsi nel 1997 sulla rivista Nuova Era.

Le Citta' Perdute del Peru 

La scoperta di Machu Picchu nel 1911 da parte di Hiram Bingham porto' agli onori delle cronache mondiali la "preistoria" del Peru. Il mito della "citta' perduta" degli Inka costituisce tuttora una delle principali attrazioni turistiche del pianeta. 
Tra i tanti miti da sfatare a proposito dell'antico Peru, quello di Machu Picchu e' in realta' il primo: la cittadella e' abbastanza recente (fu una delle ultime costruite dagli Inka prima dell'invasione spagnola) e non presenta particolare interesse architetturale (soprattutto se paragonata al Rinascimento che era in corso nello stesso periodo in Europa!). Di "citta' perdute" negli ultimi decenni ne sono state scoperte tante altre (piu' di cento), soprattutto al nord, che datano da secoli, se non millenni, prima degli Inka. E si continua a scoprirne. Purtroppo, per mancanza di archeologi, di mezzi e di strutture, spesso arrivano prima i cosiddetti "ladri di tombe", che dietro di loro lasciano soltanto le mura degli edifici. Gran parte del tesoro (archeologico) del Peru e' oggi in mani private. Non e' raro che, arrivando in qualche paesino sperduto delle Ande, la collezione di anfore, ori e mummie piu' interessante sia quella privata del sindaco o del droghiere, piuttosto che quella del museo comunale. Un itinerario turistico delle antiche civilta' del Peru potrebbe cominciare a Lima, nei cui pressi si erge Pachacamac (ma della piramide del Sole dell'era Wari che sorgeva sulla cima del colle e' rimasto ben poco), e proseguire con una rapida incursione nel Sud, dove sono situate due delle meraviglie archeologiche pluri-millenarie del Peru: la necropoli di Paracas (attualmente pero' sommersa dalla sabbia, si puo' visitare soltanto il museo) e le enormi linee tacciate nella Pampa Colorada di Nazca, fra cui celebri quelle dell'"astronauta" e della "scimmia" (visibili pero' soltanto dall'aereo). Da Nazca non e' distante Kawachi, un complesso di piramidi che data piu' o meno dalla stessa epoca. Nei pressi del lago Titicaca (a 3800 m. slm), che innumerevoli leggende designano come il luogo da cui ebbe origine la civilta' andina (o addirittura l'umanita' intera), sorgono l'immenso centro cerimoniale di Tiwanaku (in Bolivia), che per mille anni dovette esercitare un'influenza enorme su tutta la zona, e le suggestive, ma molto piu' recenti, torri funerarie di Sillustani (presso Puno). Cuzco e dintorni, con le infinite rovine degli Inkas (Machu Picchu, ma anche Sacsayhuaman,  Qengo, Pisac, Ollantaytambo) sono, come detto, anche troppo "battuti" dai tour organizzati. Per chi volesse provare qualcosa di meno banale, e avesse tempo a sufficienza, consigliamo una spedizione in mulo alle antiche rovine di Vilcabamba, oggi Espiritu Pampa. Lungo la strada si incontrano Vitcos e Yurac Rumi, scoperte da Bingham insieme a Machu Picchu e (almeno la seconda, il centro religioso degli Inka) forse piu' importanti. 
Purtroppo di Wari, la citta'-impero che a un certo punto dominava mezzo Peru, rimangono testimonianze piu' che altro al museo di Ayacucho. Sistima che il solo centro della citta' occupasse 120 ettari. 
Per progettare invece il viaggio a nord, conviene partire da Sechin, il palazzo di cui sono celebri le truci incisioni nella pietra, per la semplice ragione che e' la rovina piu' importante del lontanissimo passato peruviano (1000-1500 A.C.). Si trova sulla costa, nei pressi di Chimbote e sulla strada per Huaraz. Da Huaraz partono i tour per Chavin de Huantar (di nuovo a 3000 m), il centro cerimoniale che costitui' nell'800-600 a.C. l'inizio della civilta' vera e propria (qui, nel labirinto di uno dei suoi templi, e' conservata la famosa stele "Lanzon"). 
Dalla citta' costiera di Trujillo, uno dei gioielli coloniali del Sudamerica, si passa per visitare Chan Chan, la citta' imperiale dei Chimu', che si estende per 28kmq in mezzo a quello che oggi e' un sinistro deserto (soltanto la cittadella di Tschudi, un decimo del complesso, e' aperta al pubblico), e le piramidi del Sole e della Luna, che sono i resti piu' importanti della cultura Moche. 
Quella del Sole e' anche uno dei piu' grandi edifici del mondo: 228x136x41metri (soltanto quella della Luna e' pero' in corso di restauro). Nei pressi di Trujillo sono anche in corso gli scavi di una citta' di cui si sa poco o nulla, ribattezzata El Brujo. Piu' a nord, presso Pacasmayo, si trovano le rovine di Pacatnamu, altro imponente complesso di piramidi. 
Ancora piu' a nord, facendo base a Chiclayo, si possono visitare Tucume (un complesso di 26 piramidi), le tombe di Batan Grande (in cui venne trovato il "Tumi" d'oro di nove etti) e la tomba di Sipan, dalla quale nel 1987 e' stato estratto il tesoro che sta adesso facendo il giro dei musei di tutto il mondo (attualmente a New York). 
Le citta' della costa erano costruite di "adobe", ovvero essenzialmente di terra bagnata, e pertanto non hanno resistito alle intemperie. Chachapoyas (da poco raggiungibile in aereo) e' destinata a diventare uno dei centri del turismo archeologico mondiale, grazie alla dovizie di rovine che si trovano nelle montagne vicine. Oggi la visita a queste zone richiede tempo e soprattutto buone gambe. Per andare alla fortezza di Kuelap, la piu' famosa, bisogna prendere un autobus per Tingo e poi camminare tre ore lungo un ripido sentiero (oppure affittare un mulo). Yalape, Pueblo Alto, Purunllacta (tutte vastissime, ma in pessime condizioni) e le tante altre che compongono quello che un celebre archeologo ha chiamato "gran vilaya" occorrono talvolta diversi giorni di cammino. 
La piu' spettacolare citta' di queste zone e' forse il "Gran Pajaten", raggiungibile in tre/quattro giorni da Moyabamba (nei cui pressi si trova anche quello che gli indios chiamano "Pueblo de los Muertos"). Quasi tutte queste citta' sono state scoperte recentemente e sono ancora in gran parte inesplorate. Il Pajaten sarebbe composto addirittura di migliaia di edifici, dimostrando che anticamente queste zone al confine fra le Ande e l'Amazzonia erano quantomeno densamente popolate. 
Non si puo' invece ancora esplorare la "Ciudad Encantada" di cui gli indios stessi hanno paura. Non si tratta pero' di fantasmi: la zona di Ayacaba, quasi al confine con l'Ecuador, e' uno dei centri del traffico di droga... Cosi' come non si possono ancora esplorare le decine di citta' di cui mormorano gli indios, dal sud al nord del Peru, in gran parte territorio di caccia privato dei ladri di tombe. 

Breve cronaca del Peru 

Per quanto esistano resti di civilta' anteriori (in particolare a Sechin), la storia del Peru (o, meglio, "preistoria", in assenza di reperti scritti) viene comunemente fatta iniziare intorno all'800 a.C., con la cultura di Chavin, nelle Ande nordorientali del paese. 
Fu questa cultura, spargendosi a nord fino all'Ecuador e a sud fino oltre Lima, che diede origine alle civilta' piu' evolute dell'"alto formativo". Se i Paracas (e poi i Nazcas) fanno storia a parte all'estremo meridione del Peru, infatti, da Lima in su si svilupparono presto delle culture "regionali" come quella Moche, documentata da numerosi ritrovamenti di ceramiche. I Moche dovevano essere dei feroci guerrieri, in quanto la loro societa' era retta da una rigorosa gerarchia militare al cui vertice stavano i "sacerdoti guerrieri". 
Intorno all'anno 700 si verifico' il prima serio tentativo di unificare il Peru: la citta' di Wari si lancio' in una serie di conquiste che la portarono ad espandersi da Arequipa a Cajamarca. Quando l'impero Wari inizio' a sfaldarsi, nacquero diversi stati regionali, fra cui il regno Chimu e il Lambayeque sulla costa settentrionale, dove fiori' la citta' di Chan Chan. I Chimu' si arresero agli Inka nel 1471 dopo undici anni di assedio. Sulle Ande si diffuse la cultura di Chachapoyas, di cui pero' si sa ancora pochissimo. Gli Inka, a partire da Pachacutec, misero fine senza pieta' a tutti questi regni locali. Come poi gli spagnoli sfruttassero le rivalita' intestine fra i due eredi al trono Inka per impossessarsi dell'impero, e' storia nota. Gli Inka durarono in effetti soltanto un secolo e rappresentano pertanto soltanto una piccola parte di questa lunga e complessa storia.
Oggi sappiamo molto piu' di un secolo fa, e non passa anno che non si scopra qualcosa di nuovo. A fronte del nuovo scenario storico che ci si para difronte, la storia del Peru precolombiano ci appare tanto turbolenta che non ci stupiremmo se un giorno sui libri di storia gli invasori piu' pacifici del Sudamerica risultassero essere proprio gli odiati conquistadores. Non certamente gli Inka, che distrussero e massacrarono le civilta' preesistenti con un metodo quasi scientifico, e alla fine si distrussero fra di loro prima che lo potessero fare i conquistadores. 

I misteri dell'antico Peru 

I misteri delle antiche civilta' del Peru sono in realta' tali soltanto per gli scrittori di fantascienza. E' indubbiamente sconvolgente che mille anni fa si siano costruiti templi e fortezze in cima alle Ande utilizzando macigni del peso di diverse tonnellate, ma non impossibile: basta disporre di molta manodopera ed erigere rampe oblique di fianco alle mura che si intendono costruire, e poi far rotolare i massi su tali rampe. Non c'e' bisogno di scomodare i marziani, insomma. E piu' avvincente il mistero delle grandi linee nel deserto di Nazca. Anche qui gli scrittori (o, meglio, speculatori) di fantascienza ne hanno approfittato per immaginare ogni sorta di imprese marziane, mentre in realta' esistono persino troppe ipotesi "terrestri": quella di Maria Reiche (forse la massima studiosa delle linee) che si trattasse di un grande calendario astronomico, grazie al quale era facile capire cosa coltivare nelle varie stagioni; quella di Georg Von Breuning che si trattasse semplicemente di una serie di piste di corsa per delle "Olimpiadi" locali (in effetti ogni figura e' composta da linee parallele che tanto bene si prestano per questo scopo da essere state usate per gare motociclistiche prima di diventare un monumento nazionale!); e quella di Jim Woodman che a quei tempi si usassero delle mongolfiere primitive (in effetti le figure sono visibili soltanto dall'alto). L'ipotesi delle piste di corsa e' forse quella piu' convincente, anche se nella vicina Bolivia i contadini usano tuttora grandi linee nella terra (rette, pero') per scopi agricoli. Semmai il vero mistero (tuttora irrisolto) e' costituito dalle innegabili somiglianze fra la civilta' egizia e quelle del Peru, a partire dalle piramidi per arrivare alla mummificazione. Se davvero le Americhe vennero popolate dallo stretto di Bering, ovvero dall'Asia, com'e' possibile che la civilta' egizia abbia avuto eredi soltanto nelle Americhe, e nessuno nei paesi intermedi? Se si traccia su una carta geografica la distribuzione delle "citta' perdute" si nota che le ultime scoperte tendono ad ampliare la zona verso est, verso la giungla amazzonica. Alcuni studiosi cominciano a domandarsi se non sia li' da cercarsi la soluzione al mistero di tutti i misteri, ovvero le origini delle grandi civilta' sudamericane. La ragione per cui si sa poco della "preistoria" della giungla e' che non c'era nulla o semplicemente che e' difficile per noi arrivarci? Le ultime scoperte fanno propendere per la seconda ipotesi e aprono nuovi affascinanti orizzonti alla ricerca archeologica. Il problema e' che, ancora nel 1500, i popoli del Peru non avevano inventato la scrittura, e pertanto non ci hanno lasciato una testimonianza diretta della loro vita quotidiana. Paradossalmente, proprio il fatto che queste popolazioni fossero cosi' primitive ha alimentato la leggenda che fossero cosi' evolute. 

Per visitare le citta' perdute

Il Peru di Fujimori ha compiuto passi da gigante nel campo turistico. Non e' piu' un'impresa per nessuno visitare le grandi rovine Inka, soprattutto nella zona di Cuzco. Salvo la cronica disorganizzazione dei paesi latini, le strutture turistiche sono numerose e ormai abbastanza sofisticate. Mancano hotel di lusso, su cui infatti si sta concentrando l'attenzione delle autorita', ma citta' come Cuzco offrono al turista un'ampia scelta di alloggiamenti paragonabili alle migliori pensioni italiane, e a prezzi molto competitivi.  Anche il paesino ai piedi di Machu Picchu, Agua Calientes, dispone ormai di sistemazioni piu' che decorose. Cuzzo rigurgita di agenzie di turismo, il cui "menu" comprende tutte le combinazioni possibili di esplorazione nei dintorni. Che arrivi in aereo o in treno il turista viene accolto da centinaia di operatori, che mediamente godono di un'ottima reputazione. Fra le tante agenzie di Cuzco citiamo: Lima Tours, Milla Tours, SAS Travel, Luzma Tours. Ma spesso le piccole agenzie offrono un servizio migliore. Fra le guide consigliamo: Amalia Escobar, Juana Pancorbo, Victoria Condori. Sono tutti nomi noti all'ufficio d'informazioni governativo sulla Plaza de Armas. A Lima l'Istituto de Arqueologia Amazonica, e in particolare Federico Kaufmann, e' un'ottima fonte di informazioni e consigli. Lima Tours e' forse l'agenzia turistica meglio organizzata. Andean Tours e Explorandes sono fra quelle che si specializzano nelle zone andine fuori mano. Rolando Peceros e' una guida (contattabile tramite Lima Tours) esperta di tutto il Peru. Per volare sulle grandi linee di Nazca consigliamo Aerocondor e AeroMontecarlo . 
A Trujillo: Clara Luz Bravo Diaz (nota ai maggiori alberghi). A Chiclayo: Lambayeque Tours (piazza centrale). A Chachapoyas una fonte d'informazione e aiuti preziosissima e' il signor Cesar, all'Istituto di Cultura (jr Junin 817), e nella piazza centrale ha sede l'unica agenzia turistica della zona. 
Gran parte delle rovine piu' imponenti e famose si trovano sulle Ande. Il clima (sia in termini di temperatura che di precipitazioni) favorisce le passaggiate  Purtroppo il turista deve prima abituarsi a vivere in altura, dai 2400 metri di Machu Picchu in su, lambendo spesso i 4000 metri. I piu' sensibili possono farsi prescrivere dal medico uno dei tanti farmaci disponibili sul mercato, ma generalmente e' sufficiente una giornata di riposo all'arrivo. Fra le attivita' locali da far coincidere con un viaggio in Peru, ricordiamo che il 24 Giugno a Cuzco si svolge il pittoresco festival del solstizio invernale (i festeggiamenti iniziano due settimane prima) e l'ultima domenica di agosto si tiene il rito Inka di Huarachicoy. Le autorita' peruviane sono in generale estremamente cordiali verso i turisti. Le strutture turistiche, dalle agenzie ai musei, sono generalmente aperte tutti i giorni, compresi i festivi, senza intervallo per il pranzo. I cittadini italiani non necessitano di visto per recarsi in Peru. 
(Copyright © 1997 Nuova Era) 
RINGRAZIAMO PIERO SCARUFFI
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