L’artigianato peruviano
Le mani degli Dei, si sono
fermate ad Ayacucho

di Angela Roig Pinto

Gli “Apus” (gli dei delle montagne) scesero nel piccolo paesino per modellarlo a loro piacere, con forme capricciose, contrastanti e colorate, senza sapere che la stessa grandezza con la quale crearono Ayacucho, nel sierra profonda del Perù, sarebbe stata appresa dalla sua popolazione che con le proprie mani ancora oggi trasforma in arte le risorse della terra.

La pietra, l’argilla, i fili d’oro acquistano vita dagli artigiani di Ayacucho (Perù), che con sottigliezza ma decisione fanno danzare questi materiali tra le loro mani a seconda del motivo che vogliono trasmettere. Alcune volte sono gli angeli che caduti dal cielo prendono forme graziose; altre, sono raffiguratiti gli antichi costumi della profonda sierra  peruviana, oppure le 33 chiese del paesino che confermano la fede popolare. Storia, folclore e misticismo diventano arte tra quelle mani marroni.

Una mattina che le montagne proteggevano il bel caldo di Ayacucho, arrivai a Pampa Quinua, che tempo fa era stato uno dei luoghi delle battaglie territoriali contro i cileni, ma ora, più di un secolo dopo, è un paesino di artigiani che, attraverso le generazioni, hanno perpetuato il segreto nel modellare l’argilla e scolpire il legno, come se fosse stato insegnato loro dagli “Apus”.

Basta percorrerne le strade, ancora senza asfalto ne modernità perturbante, per farsi avvolgere da quel luogo di arte millenaria. Ogni singolo angolo della Quinua possiede una storia artigianale ben conservata dalle famiglie che sono riuscite a catturare l’essenza delle tradizioni delle Ande ed a darle corpo con i materiali donati dalla natura.

Al solito, i motivi principali sono espressioni religiose e dell’immaginario andino, come la magnifica processione di Pasqua (seguita da migliaia di turisti da tutto il mondo), i riti che invocano la fertilità della terra, le feste tipiche e quanto possa essere ricreato dagli artigiani.

Anche i colori dei “Retabli” (piccole cappeline di legno simili a quelle europee) rappresentano diversi temi adattati al folclore andino, come: l’eterno conflitto tra il bene e il male, l’adorazione alla “Pachamama” (terra) ed i fatti di vita quotidiana. Inoltre, la pietra di “Huamanga” (capitale ayacuchana), bianca, cristallina e pura come il cuore della sua gente, è trasformata in disegni meravigliosi; altrettanto belli sono i tessuti fatti dal cotone dell’alpaca, con temi che evocano sempre la ricchezza culturale propria del Perù.

Quelle mani marroni, di callosità ribelle, dimostrano la passione della loro arte, che permette di ritornare con l’immaginazione a quei tempi mistici, dove la modernità non inquina la semplicità della vita. Quelle mani hanno ereditato la forza e la saggezza degli Apus. Una vera fortuna.
 

PERUANITA© 2000-2008
All rights reserved