I laghi di Como e di Lecco..
regali della natura lombarda
Un viaggio verso uno spettacolo lacustre
di Angela Roig Pinto


Una raffica di vento, stridente ma fresca, aveva spostato le foglie disperse nella strada, come un annuncio che la cima era ormai vicina. La neve che si scioglieva lentamente lungo il cammino lo rendeva più faticoso ma non per questo diminuiva il desiderio di arrivare a Monte Colmegnone (località di Roccolo), la cui altitudine di 1350 metri regala un doppio scenario del Lago di Como. Alla destra è tutelato dalle montagne Grigne ed alla sinistra, dalle agresti valli lombardi. Alpi, vegetazione. Contrasti. Colori. Magia. Impossibile non inchinarsi davanti a quei accattivanti paesaggi.

Il sole, che si era mostrato timido durante la salita, in quel momento donava i sui raggi complici che illuminavano e giocavano come pareva loro, riflettendosi sulla neve e sul lago e scorrendo tra gli alberi, come festeggiando l’arrivo a quel paradiso che si offriva ai nostri occhi. Avvolti in quella aurea la vita diventa più semplice. Forse perchè la natura produce quella sensazione: tornare piccoli davanti alla sua grandezza.

E ancora mancava la discesa che col tramonto portava una festa di scintilli capricciosi, sempre però col lago di Como come testimone e custode fedele. Anche l’indomani non sarebbe stato di meno perchè la sua pittoresca costa sarebbe stata percorsa con la macchina e le sue acque attraversate in barca verso la località di Bellaggio, confine naturale col lago di Lecco. Lo stesso sole che il giorno prima si era finalmente manifestato, quella mattina non aveva nessun dubbio di scaldare l’avventura. Forte e deciso illuminava tutti gli scenari ed i monumenti più romantici della Lombardia che fiancheggiano e si sposano perfettamente col penetrante azzurro marino delle acque dei laghi di Como e di Lecco. La grandezza in tutta la sua espressione.

Superato Argegnano si arriva a Cadenabbia. Qui, come a Menaggio, si trovano i traghetti per attravesare il lago di Como verso Bellagio, che per la sua bellezza architettonica colora lo scenario con un urbanismo che bene si adatta al paesaggo lacustre. L’azzurro-cristallino del Lago di Como ai suoi piedi, il verde-marci alle sue spalle ed il sole... scintillando, sempre complice.

Anche il ritorno a Milano costeggiando il lago di Lecco fu motivo di una esplosione di sensazioni. Sempre protetta dalle montagne di “Dolomite” delle alpi orientali, la corrente calma del lago di Lecco si distingueva dolcemente.
Le sue acque cristalline e fresche ospitavano le anatre che allegramente si dimenavano tra gli erranti occasionali che –sulla riva del lago- riposavano in sintonia col sole, sodisfatti della passeggiata e ravvivanti la promessa palpitante di ritornare a quei luoghi, regali benevoli della natura.
 E sia così.