El eterno pozo sin fondo  ~  L'eterno pozzo senza fondo

da Juan Miranda Sanchez
Ottawa, Canadá

El eterno pozo sin fondo

"No podemos caer más bajo!". Lo asombroso de la frase es que, en el Peru, ésta tiene una tremenda capacidad para recrearse, reciclarse, reactualizarse y "tirar para adelante!".
"No podemos caer más bajo!"Pero si,…sí se puede!, sí se puede!
Si creíamos que después del gobierno de Alan Garcia habíamos tocado fondo, nos equivocamos, si creíamos que era después de Fujimori-Montesinos, para nada!, podemos llegar aún más abajo.

Desde la "restauración de la democracia" en 1980, después de 12 años de dictadura militar; la democracia representativa, la institucionalidad democratica (sociedad civil, partidos políticos, instituciones, etc.) no ha ofrecido nunca un modelo de país. Y desde hace 15 años ni siquiera el discurso político tiene sentido en la vida nacional.
Es imposible imaginar que hubiera peor escenario que el que se presenta para el país en las próximas elecciones. Pero los peruanos somos capaces de demostrar que sí lo hay.
El escenario político y social no sólo no cambia, sino que se envilece aún más.
Todas las candidaturas con posibilidades de ser elegidas para los próximos años representan la continuidad del sistema. No hay patraña más grande que esa del "candidato antisistema".

Fujimori fue nuestro primer "candidato antisistema" y alli estuvieron prestos los guardianes del sistema: el ejército, el empresariado, la iglesia conservadora, la derecha política, para sostenerlo. Alguien duda que, como se teme; sucederá lo mismo con Ollanta Humala si gana en primera vuelta,?.

Cambiarán las cosas con Lourdes Flores Nano?, no. Con ella lo único nuevo es que se sincerarán los términos, se reducirá la demagogia y volverá a blanquearse un poco más el ejecutivo, que se habrán creido! Quizas hasta algunos ex ministros reaparezcan.
Alan García representa alguna esperanza?. El solo hecho que García vuelva a aparecer en el escenario político peruano terminó con las esperanzas de quienes pensaban que el país podía madurar como sociedad, podía aprender de sus errores.

La democracia representativa, esa institucionalidad occidental, es un modelo imposible en el Perú. Es un modelo imposible en un país que no logra construir una nación, que no logra articular la voluntad de las diferentes nacionalidades. Es imposible en un país que históricamente ha carecido de una "clase dirigente", que no contó nunca con un sector capitalista nacional importante; que sólo tienen un sector empresarial endeble más especulador que generador de riqueza y que nunca ha tenido un modelo de país al cual arribar.

La búsqueda de soluciones en el Perú no pasa por elegir un nuevo gobierno, pasa por hacer viable nuestro país. Y cuando los diversos sectores de la sociedad peruana nos sentemos a discutir la viabilidad del país -y no sólo a disputarnos las cuotas de poder- quizas toquemos el fondo y estemos dispuestos a salir del pozo.


L'eterno pozzo senza fondo

Non possiamo cadere più basso! ". La cosa sorprendente della frase è che, in Perù, questa ha una tremenda capacità per ricrearsi, aggiornarsi, riattualizzarsi e "tirare avanti! ".
Non possiamo cadere più basso! "Ma si,…sí che si può! Si, si può!
Se credevamo che dopo il governo di Alan Garcia avevamo toccato fondo, ci eravamo sbagliati, se credevamo che era dopo Fujimori-Montesinos, per niente!, possiamo arrivare ancora più in basso.

Dalla "restaurazione" della democrazia nel 1980, dopo 12 anni di dittatura militare; la democrazia rappresentativa, l'istituzione democratica (società civile) partiti politici, istituzioni, etc., non ha offerto mai un modello di paese. E da 15 anni il discorso politico non ha neanche senso nella vita nazionale.
È impossibile immaginare che ci fosse peggiore scenario che quello che si presenta per il paese nelle prossime elezioni. Ma noi peruviani siamo capaci di dimostrare che sì può.
Lo scenario politico e sociale non solo non cambia, ma si svilisce ancora più.
Tutte i candidati con possibilità di essere eletti per i prossimi anni, rappresentano la continuità del sistema. Non c'è bugia più grande del "candidato antisistema".

Fujimori fu nostro primo "candidato antisistema" e lì erano pronti i guardiani del sistema: l'esercito, l'imprenditorialità, la chiesa conservatrice, la destra politica, per sostenerlo. Qualcuno dubita che, come si teme; succederà la stessa cosa con Ollanta Humala se vince alla prima tornata?

Cambieranno le cose con Lourdes Flores Nano?, No. Con lei l'unica cosa  nuova è che si giustificheranno i termini, si diminuirà la demagogia e si tornerà sbiancare un po'  i dirigenti  che  saranno più credibili! Magari fino a far riapparire alcuni ex ministri.
Alan García rappresenta qualche speranza?. Il solo fatto che García riappaia nello scenario politico peruviano annulla la speranza di coloro che pensavano che il paese potesse maturare come società,  imparando dai propri errori.

La democrazia rappresentativa, quell'istituzione occidentale, è un modello impossibile in Perù. È un modello impossibile in un paese che non riesce a costruire una nazione, che non riesce ad articolare la volontà delle differenti nazionalità. È impossibile in un paese che storicamente non ha avuto una "classe dirigente", che non ha avuto mai un settore capitalista nazionale importante; che ha solo un settore imprenditoriale debole più speculatore che generatore di ricchezza e che non ha avuto mai un modello di paese al quale approdare.

La ricerca di soluzioni in Perù non passa attraverso la scelta di un nuovo governo, passa sull'indicare una via al nostro paese. E quando i diversi settori della società peruviana si siederanno per discutere gli indirizzi da dare al paese - e non solo per disputarsi quote di potere - magari tocchiamo il fondo e siamo disposti ad uscire dal pozzo.

Juan Miranda Sánchez Ottawa, Canadá                  

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