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Juan Miranda Sanchez
Ottawa, Canadá
Sono passati più di 3 mesi da quando la Commissione della Verità e Riconciliazione, CVR,
in Perù, presentasse al paese la sua relazione finale; molto in anticipo
di quello che
ci si aspettava, la maggioranza di questo paese indolente ha dato i segni della
suo folle cinismo; non
solo ha dimenticato la verità, ma ci ha imbrogliato con la Commissione
che ha seppellito nella fossa comune della propria memoria in un debole tributo,
quegli anni di violenza che la propria indifferenza accese.
Fino ad ora, il paese peruviano, quello delle "grandi maggioranze", non
ha generato il minimo dibattito intorno ai punti essenziali della relazione della CVR, a nessuno
interessa, a nessuno, quasi a nessuno provoca almeno una riflessione.
Tuttavia, gli ultimi sondaggi nazionali intorno alla preferenza di voto per le prossime elezioni generali dimostrano non
solo per queste "maggioranze" che la verità degli ultimi 20 anni di scarna violenza non ha lasciato loro nessuna lezione, ma approvano la violenza e la
premiano.
Secondo i dati della Compagnia Peruviana degli Studi di Mercato ed Opinione Pubblica, CPI, la prima opzione alla presidenza del Perù
ce l'ha il candidato del partito A.P.R. Alan García Pérez, con il 19% delle preferenze,
mentre al secondo posto risulta Alberto Fujimori Fujimori, ancora latitante in Giappone.
Entrambi i personaggi, García e Fujimori, furono di fronte, qualche volta,
a periodi di governo nel paese da dimenticare, uno dietro un altro,
generarono quell'habitat di sperpero, corruzione, cleptocracia, impunità nella quale si alimentò, crebbe e si sviluppò quella "maggioranza" che ora chiede che ritornino,
qualsiasi di loro, a governarci.
Con García (1985) il Perù visse una delle maggiori crisi della sua storia, economica, istituzionale, politica, morale, etc., il paese sembrò avere toccato fondo ed aveva perso ogni orizzonte, la crisi nazionale ad ogni livello era tale che alcuni analisti non dubitarono di paragonarla al limbo nel quale il Perù si trovava dopo la guerra col Cile
del 1879.
Dopo Garcia e l'APRA qualunque cosa poteva succedere in un Perù
indescrivibile ...e successe.
Mario Vargas Llosa commise uno dei maggiori errori della sua vita, a capo
della destra di tutti i colori, dalla più reazionaria fino alla più
moderata, si trovò davanti un sconosciuto, un NN come il capo che
prese il potere in Germania e costituì il III° Reich.
Fujimori Fujimori ed il suo semplice motto "Onestà , Tecnologia e Lavoro" fu l'immagine che la maggioranza captò rapidamente, e l'APRA portò avanti una campagna di
demonizzazione della destra che sviluppò nell'immaginazione di queste maggioranze un futuro apocalittico col fondo musicale delle più depressive composizioni del gruppo Pink Floyd.
E funzionò. Lo sconosciuto Fujimori si impadronì del potere. Ora
avrebbero saputo di chi si trattava.
Il suo governo incominciò riordinando l'economia, compito che era obbligato a fare chiunque che avrebbe preceduto García e l'APRA, e reinserendo
il paese
nella sfera internazionale, come sopra.
Ma all'inizio prese corpo anche un processo sotterraneo di deterioramento e
decomposizione dell'azione politica, delle istituzioni e perfino degli individui. Per 10 anni
prese piede, con disinvoltura, una cappa di corruzione, illegalità, marginalità, prepotenza, impunità, violazione sistematica
dei diritti, una distruzione tale dei valori che iniziò a penetrare
l'individualità dei componenti della società peruviana. Un sistema che
evidenzia come Montesinos, Fujimori e Alan García, non sono stati incidenti nella storia nazionale; bensì il prodotto elaborato di una società malata che come vediamo ora, è capace di rigenerare le sue malattie e continuare ad agonizzare in esse.
Ma per quello a cui si riferisce il presente articolo, Garcia-Fujimori hanno la
responsabilità politica in diversi fatti che accaddero durante i 20 anni di violenza
su cui investigò la CVR.
Nell'epoca di García l'azione si incrudì fuori dei limiti della legge da parte delle forze armate,
verso le popolazioni andine, ed a lui rimane la responsabilità nell'assassinio
dei prigionieri, molti dei quali riconosciuti terroristi; nell'annientamento
nelle prigioni peruviane.
Fujimori, da parte sua; incorse come hanno descritto diverse
testimonianze, in delitto di lesa umanità.
Seppe ed appoggiò l'attività di azioni criminali contro cittadini peruviani attraverso un
corpo speciale che agì parallelamente alle forze armate. Una volta che si
scoprirono queste violazioni, si processarono i colpevoli, un tribunale militare, la stessa istituzione degli accusati, diede loro sanzioni
leggere,
inoltre, Fujimori ed i suoi soci del congresso approvarono una legge di amnistia che diede loro la libertà ed istituzionalizzò l'impunità per questi casi.
Nel frattempo, la maggioranza della società peruviana con la sua indifferenza
approvava questi fatti, come risulta dagli archivi dei mezzi di comunicazione dell'epoca, gli stessi che pubblicano
oggi nelle prime pagine lo sfondo che quella maggioranza nazionale dà a
Garcia-Fujimori, senza alcuna analisi critica .
La relazione della CVR è chiara, quasi 70000 vittime della violenza e della nostra indifferenza nazionale.
Per ogni 4 vittime, 3 sono indigeni di lingua quechua, poveri tra i poveri di questo paese.
Questa la faccia delle vittime di morte violenta nel nostro paese, gli indigeni più poveri del Perù.
Questo interessa a qualcuno? Qualcuno ha detto: questo non deve
ripetersi ? No, la maggioranza del paese, questo discorso delle inchieste nazionali
sta dicendo che questi fatti devono ripetersi.
La maggioranza del paese non vuol trarre alcuna esperienza dai peggiori anni della vita repubblicana. La maggioranza del paese vuole tornare a vivere l'epoca García-Fujimori.
Perché è solo in un habitat come questo, con le condizioni generate in quegli anni, dove questa maggioranza può sopravvivere.
L'eredità è la stessa, Belaunde-Garcia,-Fujimori, in quegli anni l'amoralità
è diventata adulta in Perù.
Al cittadino non interessa chi possa stare al governo, gli interessa solo
la possibilità che questo gli permetta trarre vantaggio, non importa se mediante un contratto milionario, mediante un esonero
considerevole di tributi, mediante un contrabbando scandaloso, appropriandosi di un posto nella strada che non gli appartiene, invadendo un terreno che ha
gia un padrone, o utilizzando alimenti e doni per manipolazioni "politiche", non
importano gli importi, il tema è avere subito un vantaggio, sia di milioni di dollari, o appropriandosi di una borsa di riso. Quella è l'unica politica di questa maggioranza, il vantaggio qui
e adesso.
E ora nel Perù, gli eventi del deviato governo di Alejandro Toledo gratificano anche questo stato di cose, la comparsa di
personaggi estemporanei che formano il suo "partito" inalberano lo stesso spirito, il vantaggio a
qualsiasi prezzo.
Nel teleromanzo che ha come protagonista il vicepresidente Raúl Dieci
Canseco, che rappresenta la figura più vicina a Fernando Belaunde, i cognomi si ripetono; la reazione della maggioranza nazionale fu la stessa. A nessuno
importò che il nipote di Belaunde avesse voluto favorire un conoscente mediante un decreto supremo di esonero
dal pagamento delle imposte, a nessuno interessò che lo stesso nipote di Belaunde ritirasse unilateralmente
il Paese dal gruppo che si oppose agli interessi dei potenti governi del commercio mondiale, come
ordinò gli Stati Uniti, a nessuno interessò nulla di questo. Richiamò
la loro attenzione solo quando il caso si trasformò in qualcosa di
farsesco, quella maggioranza ha reagito solo quando seppe che il vicepresidente
aveva una relazione con l'ex fidanzata di suo figlio. Questi sono i livelli dell'opinione pubblica nazionale. Con
questi standard, come sorprenderci che questa maggioranza di "rassegnati peruviani"
continui ad incoraggiare in Perù le candidature di
García-Fujimori ? Non gli sono bastati 20 anni di violenza, non
gli basta aver sostenuto per più di 500 anni odi e razzismi, non gli
bastano
400 fosse comuni, sepolture clandestine dove si occultarono le vittime di tutto questo paese, non è loro
sufficiente. Possono aprire un'altra fossa comune, per seppellirci la memoria e la verità che permetta loro
di continuare impunemente a devastare quello che rimane del Perù.
Juan Miranda Sánchez Ottawa, Canadá
Trad. M.J. P.Liberati & S.Garcia
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