Cuál candidato anti-sistema? - Quale candidato anti-sistema?

Como siempre, la cultura del mercadeo -marketing, insisten caracteriza lo que debiera ser política. El regateo, la oferta, la etiqueta, el envase, el precio. Y como el mercado tiende a saturarse, los consumidores -algunos- estan siempre necesitados de "nuevos" productos.
En este mercadeo de la política peruana a nadie le interesa que la política sea la que cambie, sólo le interesa que le oferten "productos nuevos". Mientras más baratos, mientras menos complejos, mejor.
Aparentemente uno de estos nuevos productos de la política peruana sería el que representa Ollanta Humala y su movimiento nacionalista, etnocacerista  patriótico, etc.
Y la cultura del mercadeo ya le ha dado su lugar. Y su correspondiente etiqueta.
El candidato anti-sistema, le llaman.
Obviamente, el mismo sistema, los políticos oficiales, o los oficiales de la política nacional -que viene a ser lo mismo- se encargaron de endilgarle el cartelito. Y como siempre también, los medios de comunicación, magnífica maquinita al servicio del mercadeo, se encargan de expandir la oferta, de hacerla conocer a todos. De meternosla por las narices.
Y como siempre, todos nos tragamos el cuento. Esta vez casi sin respirar.
Pero, a qué sistema se opone este candidato?. En qué es completamente distinto a los demas candidatos (o políticos?) . -Qué extraño, con el tiempo "candidato" y "político" terminaron siendo lo mismo. Nada, absolutamente nada. Ollanta Humala no es para nada un hecho nuevo. Ollanta Humala y su "movimiento" es lo más sistémico de la política peruana. Es lo que mejor representa a eso que llamamos "política peruana". Humala y su "movimiento" son la síntesis de la historia política nacional, desde la fundación de la república. Toda la improvisación, todo el populismo, todo el autoritarismo, todas las fechorías de la derecha y todas las miserias de quienes dicen ser de izquierda están concentradas en Ollanta Humala y su "movimiento".
De otro lado, tampoco podemos olvidar que los más grandes rencores de la marginación fueron el sustento social del "etnocacerismo" que todos vimos nacer hace unos cuantos años.
Quienes hacíamos periodismo en Tacna en el momento que se produjo la salida de Ollanta y Antauro Humala, con un grupo de soldados que no sabían que sucedía; del cuartel de Locumba, le miramos el rostro a ese "etnocacerismo" que empezaba a crecer inusitadamente.
Toda esa masa anónima, excluida, sin identidad política tuvo por primera vez un nombre, un rostro, es como si se les hubiera reconocido por primera vez la calidad de seres humanos: la reserva. Y su "identidad política" fue el "etnocacerismo", no importó si pudieran explicarselo, sólo importó el nombre que los hizo comunes, parte de algo.
Ser reservista era, hace unos 30 años, por lo menos; la primera forma de inserción en el Peru oficial. Era casi como ser reconocido ciudadano. Quiénes han sido la reserva siempre?, los indígenas, los mestizos, los más pobres. Retornar a su pueblo como sargento, como miembro de la reserva, era, en primer lugar, poder dar fe de haber estado en la ciudad, tener experiencia citadina, haber estado objetivamente en el Peru oficial. Y lo más importante, eran el componente de un concepto crucial de la República, del sentido de un país, eran los defensores de la "patria".
Los reservistas, convocados por Humala, fueron por primera vez incluidos, los excluidos de siempre, fueron por primera vez llamados. No es raro que departamentos sureños como Tacna, Moquegua, Arequipa, Puno, registraran el mayor crecimiento de los reservistas de Humala. En las jornadas de protesta (que fueron muchas en el sur) los reservistas fueron la importante fuerza de choque. Sin ellos las protestas generadas en el sur no habrían tenido éxito. Los reservistas de Humala encontraron un sentido en su vida. Un sentido que incluso los hacia protagonistas de la vida política nacional.
Los giros que pueda dar Humala, de salir elegido; no importan. La reserva obedecerá.
Se me ocurre pensar que a estas alturas, con el crecimiento que los medios de comunicación (diarios, tv, radios, encuestadoras, todos son partes de la misma maquina) le dan a la candidatura de Humala, éste se convierte en el mejor candidato para el sistema. Sin un real partido al cual rendir cuentas. Sin un perfil político que cuidar, Humala será la mejor garantía para que el poder real siga en las manos de siempre.
Si gana Humala es como si hubiera ganado Alan García o Lourdes Flores Nano, los tres son lo mismo. Nada cambiará en el país si sale elegido alguno de ellos, por quienes los medios de comunicación (el poder de siempre) nos quieren obligar a votar.
Sólo si el elector se decide a desobedecer la propaganda del poder y vota libremente, no por uno de esos tres candidatos, quizas el Perú empiece a cambiar.

Juan Miranda Sanchez
Ottawa/Canada

 

Come sempre, la cultura del mercato- marketing, spingono per  caratterizzare quello che dovrebbe essere politica. La contrattazione, l'offerta, l'etichetta, il contenitore, il prezzo. E come il mercato tende a saturarsi, i consumatori - alcuni- hanno sempre bisogno di "nuovi" prodotti.
In questo mercato della politica peruviana a nessuno interessa che la politica abbia un cambiamento, interessa solo promuovano "prodotti nuovi", quanto più economici, meglio se meno complessi.
Apparentemente uno di questi nuovi prodotti della politica peruviana dovrebbe essere quello che rappresenta Ollanta Humala e il suo movimento nazionalista, etnocacerista, patriottico, etc.
E la cultura del mercato gli ha dato già il suo luogo e la corrispondente etichetta.
Candidato anti-sistema, lo chiamano.
Ovviamente, lo stesso sistema, i politici ufficiali, o gli ufficiali della politica nazionale - che poi è la stessa cosa - si sono incaricati di applicargli il cartellino. E come sempre anche, i mezzi di comunicazione, magnifica macchina al servizio del mercato, si sono incaricati di allargare l'offerta, di farli conoscere a tutti, di infilarceli su per il naso.
E come sempre, tutti divoriamo il racconto. Questa volta quasi senza respirare.
Ma, a che sistema si oppone questo candidato?. In che cosa è completamente diverso dagli altri candidati, o politici?. - Che strano, con il tempo "candidato" e "politico" finiscono per essere la stessa cosa. Niente, assolutamente niente. Ollanta Humala non è per niente un fatto nuovo. Ollanta Humala ed il suo "movimento" è la cosa più di sistema della politica peruviana. È quello che meglio rappresenta a quello che chiamiamo "politica peruviana". Humala ed il suo "movimento" sono la sintesi della storia politica nazionale, dalla fondazione della repubblica. Tutta l'improvvisazione, tutto il populismo, tutto l'autoritarismo, tutte le malefatte della destra e tutte le miserie di chi afferma di essere di sinistra sono concentrate in Ollanta Humala ed il suo "movimento."
D'altronte, non possiamo dimenticare che i più grandi risentimenti dell'emarginazione sono stati il sostentamento sociale del "etnocacerismo" che tutti  hanno visto nascere alcuni anni fa.
Chi faceva giornalismo a Tacna nel momento che si ebbe l'uscita di Ollanta ed Antauro Humala, con un gruppo di soldati che non sapevano che succedeva; dal quartiere di Locumba, guardammo il volto di quel "etnocacerismo" che iniziava a crescere insolitamente.
Tutta quella massa anonima, esclusa, senza identità politica ebbe per la prima volta un nome, un viso, è come se gli fossero stati riconosciuti per la prima volta la qualità di esseri umani: la riserva. E la sua "identità politica" fu il "etnocacerismo", non importava se potevano esprimerlo, importava solo il nome che li fece diventare entità, parte di qualcosa.
Essere riservista era, circa 30 anni fa, per lo meno, la prima forma di inserimento nel Perù ufficiale. Era quasi come essere riconosciuto cittadino. Chi sono stati da sempre nella riserva?, gli indigeni, i meticci, i più poveri. Ritornare al proprio paese come sergente, come membro della riserva, era, in primo luogo, poter dar fede di essere stato in città, avere un'esperienza cittadina, essere stato obiettivamente nel Perù ufficiale. E la cosa più importante, era la componente di un concetto cruciale della Repubblica, del senso di un paese, erano i difensori della "patria."
I riservisti, convocati da Humala, furono per la prima volta compresi, gli esclusi di sempre, furono chiamati per la prima volta. Non è raro che dipartimenti meridionali come Tacna, Moquegua, Arequipa, Puno, registrassero la maggiore crescita dei riservisti di Humala. Nelle giornate di protesta che furono molte nel sud, i riservisti furono l'importante forza di scontro. Senza di loro le proteste generate nel sud non avrebbero avuto successo. I riservisti di Humala trovarono un senso alla propria vita. Un senso che li faceva protagonisti della vita politica nazionale.
Le svolte che diano ad Humala la possibilità di essere eletto, non importano. La riserva ubbidirà.
Mi è successo di pensare che a queste altezze, con la crescita che i mezzi di comunicazione (giornali tv, radio, intervistatori, tutti sono parte della stessa macchina), danno alla candidatura di Humala, questo, si trasforma nel miglior candidato per il sistema. Senza un partito reale  al cui render conto. Senza un profilo politico da curare, Humala sarà la migliore garanzia affinché il potere reale sia nelle stesse mani di sempre .
Se guadagna Humala è come se avesse guadagnato Alan García o Lourdes Flores Nano, i tre sono la stessa cosa. Niente cambierà nel paese se viene scelto, se sarà eletto chiunque di loro, coloro che i mezzi di comunicazione, il potere di sempre, ci vogliono obbligare a votare.
Solo se l'elettore decide di disubbidire alla propaganda del potere e vota liberamente, non per uno di quei tre candidati, magari il Perù inizia a cambiare.

Juan Miranda Sanchez
Ottawa/Canada

www.peruanita.it