Il dipartimento di Tacna, il cui capoluogo
omonimo dista 1.333 chilometri da Lima, è situato all'estremo meridionale del territorio
peruviano, al confine con
il
Cile. Territorio che, nella Guerra del Pacifico del 1879, il Perù perse
insieme alle regioni di Arica e Tarapacà. Con il Trattato di Ancón (20-X1883),
ratificato a Lima il 3 giugno 1929, al Perù fu restituito solamente il dipartimento di
Tacna.
L'ambasciatore d'Italia Dott. Sergio Busetto ha visitato
Tacna assieme al presidente del COM.IT.ES, Giovanni Defendi, al
rappresentante al CGIE, Giacomo Canepa, ed altri membri della collettività
italiana. Al suo ritorno in Ambasciata ci ha concesso la seguente
intervista: |
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Dott. Busetto, qual'è stato lo scopo del viaggio?
Anzitutto fare una visita consolare, ma ho approfittato per riunire i nostri connazionali e
incontrarli per conoscere la realtà locale e le loro attività. La visita è
servita inoltre anche per prendere contatto con le autorità locali e Regionali
con l'obiettivo di conoscere meglio la struttura socio economica e le problematiche di questo
zona del Paese in particolare, trattandosi della parte meridionale del Perù. Avere
nozione delle varie vicende che si sono sviluppate con il Cile che giocano un aspetto molto importante nello sviluppo della Regione di Tacna.
Ci può esprimere la sua opinione sulle attività in quella città?
Nella zona ci sono grossi problemi di carattere economico, attualmente si vive una fase di
stagnazione, me ne sono reso conto parlando con i rappresentanti istituzionali
quali il Sindaco, Presidente della Regione e con il Prefetto. I posti di lavoro sono sempre meno ed
inoltre vi è un grave problema di pressione demografica legato alla "calata",
usiamo questa parola un po' strana pero abbastanza significativa, a Tacna di molti contadini
dalle "sierras" (le montagne) della regione e dal Dipartimento di Puno. Secondo il Presidente della Regione sono circa cinquantamila
le persone arrivate in questi ultimi anni, che creano tantissimi problemi occupazionali, di vita e di ordine pubblico.
La situazione è anche legata al fatto che la prevista zona franca, nei fatti non lo sia
ancora completamente come la immaginano loro, sappiamo che c'è in atto una discussione
sulla proposta di legge in materia.
Quale crede che sia il problema?
Si vede che, tanto da Arica e altre città del Cile, come da molte città della Bolivia, a Tacna entra molta merce di contrabbando. Ê per quello che c'è una situazione socio economica abbastanza particolare e molto difficile.
Loro chiedono aiuto all'Italia, desiderano essere aiutati, tanto che il Sindaco ha chiesto la possibilità di fare un "gemellaggio" con qualche città italiana, mi sono riservato
di dare una risposta perché si tratta di cose molto delicate e bisogna vedere
quale interesse ci può essere per Tacna da parte Italiana.
Rispetto alla nostra collettività?
Per quanto riguarda la nostra collettività, è stata in qualche misura danneggiata dal terremoto,
siamo intervenuti con misure d'emergenza alla fine di giugno dell'anno scorso. Sembra però che in sostanza sia una collettività ben
integrata i cui membri vivono bene. C'è una "Casa degli Italiani" nuova,
piccola ma funzionale, bella e curata con molto impegno. Le mogli dei nostri connazionali e discendenti sono altamente impegnate con
l'arredamento di questa costruzione un'opera molto bella, che mi ha sorpreso gradevolmente.
È gente semplice, molto cordiale e gentile. Sono molto ben inseriti nelle attività e nelle realtà
cittadina e regionale, ed hanno un profondo sentimento d'italianità. Ho
apprezzato la sede del Club Sportivo a Pocollay, che a causa del terremoto ha sofferto dei danni al muro di recinzione. In sostanza
ci sono belle installazioni che sono utilizzate, pur non essendo italiani, anche da famiglie d'origine locale, il che mi ha fatto molto piacere.
Che politica pensa proporre per il futuro?
Cercheremo di vedere in quale modo si potranno aiutare le autorità di Tacna a superare questa fase, anche attraverso un loro inserimento, se sarà possibile, nell'accordo di conversione del debito estero peruviano.
E la nostra sede Consolare?
Problemi particolari nel servizio consolare non ci sono, abbiamo un eccellente rappresentante come Console Onorario, il signor Juan Paulo CANEPA, che
lo gestisce in forma esemplare, non abbiamo nessuna lamentela. Ho sentito che c'è un desiderio d'italianità, voglia di cultura, la necessità d'un corso della nostra
lingua, tutte cose importanti che dovremmo cercare di affrontare e risolvere.
Riassumendo è stata una visita proficua che mi ha dato la possibilità di
comprendere ed apprezzare il motivo per il quale Tacna è stata una delle città con
la maggior quantità di connazionali che, nonostante il tempo trascorso, mantengono una presenza notabile nelle attività
commerciali, culturali e quelle dedicate al tempo libero.
Queste le risposte del dott. Busetto, che ci hanno illustrato in sintesi i risultati del suo viaggio e
le intenzioni future del nostro rappresentante ufficiale.
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