Spedizione scientifica Ecomusas 1

  Rio Yanayacu Pucate - Riserva Nazionale Pacaya-Samiria
Località di XX de Enero e Yarina 

Gli ultimi boschi tropicali si trovano in Sud America, quelli dell'Amazzonia Nord Occidentale, corrispondenti al territorio peruviano, sono quelli che risaltano per il loro stato di conservazione. Sono lo scrigno che racchiude i segreti della più alta bio-diversitá della flora e della fauna nel mondo. Questo lo stimolo che ha mosso un gruppo di ricercatori italiani, con esperienza di lavoro in altre aree tropicali, a realizzare una spedizione scientifica in questa zona con la finalità di effettuare una prima valutazione della ricchezza di specie di alcuni gruppi zoologici rappresentativi da compararsi poi con quella rilevata in altre zone e documentata dai reperti  accumulati in anni di in  lavoro.

Una bellissima immagine della spedizione nell'Amazzonia peruviana

ECOMUSAS 1, così é stata battezzata la spedizione riunendo le iniziali dell'ambizioso piano di lavoro preparato in fase di studio: 
"Evaluación Comparativa Multitaxa Selvas Amazonicas".
La coordinazione scientifica dell'operazione, realizzata dal Museo di Storia Naturale di Carmagnola, un'istituzione nata all'inizio degli anni '70, ma particolarmente attiva a livello nazionale ed internazionale che costituisce un punto di riferimento per diversi gruppi di ricerca locali specializzati in varie branche naturalistiche, il Gruppo Piemontese di Studi Ornitologici "F. A. Bonelli" (GPSO), la Stazione Teriologica Piemontese (SteP), il Gruppo Ricerche Erpetologiche "M.G. Peracca" (GRE) e la Associazione Naturalistica Piemontese ANP.
Il Direttore del Museo, Dott. Giovanni Francesco Boano, rapidamente ribattezzato dai locali Juaneco Boa-no, profondo conoscitore e appassionato delle problematiche naturalistiche tropicali, ha riunito per la occasione un gruppo multidisciplinare di ricercatori costituito dal Dott. Fabrizio Silvano, Direttore del Museo di Storia Naturale di Stazzano (Alessandria), il Dott. Marco Pavia, dell'Istituto di Scienze della Terra della Università degli Studi di Torino, il Dott. Ottavio Janni, del Centro Nazionale di Ricerche (CNR), ed i Signori Alberto Tamietti e Stefano Zucca del Parco Regionale del Fiume Po. Alla spedizione è poi unito dalla città di Iquitos, il Biologo Carlos Rivera Gonzales, conosciuto erpetologo nazionale, rappresentante dell'Università Nazionale dell'Amazzonia Peruviana (UNAP) di Iquitos e membro attivo di Green Life A.C.
L'organizzazione logistica affidata al Sig. Mario De Col, rappresentante della Associazione Civile Green Life e Presidente del Consorzio "Rumbo al Dorado" che ha fornito il supporto tecnico di  mezzi, personale e infrastrutture.

Dopo una breve permanenza a Lima, in cui la delegazione è stata  ricevuta dai funzionari dell'Ambasciata Italiana, il gruppo ha proseguito verso l'interno della selva del Pacaya-Samiria.  Dal 14 al 24 del mese sono state svolte le attività previste su di un tratto di circa 60 chilometri del fiume Yanayacu Pucate, nel cuore della Riserva Nazionale, in zone di scarsa o praticamente nulla presenza umana. 

Foto ricordo dei componenti la spedizione scientifica italo-peruviana

Per ragioni di tempo, constatata l'elevata presenza di specie biologicamente diverse, le ricerche si sono concentrate su uccelli, anfibi, rettili e chirotteri. Alcuni risultati sono particolarmente significativi: in soli sei giorni di lavoro in una area limitata a poche centinaia di metri quadrati si sono identificate, tramite catture con reti-nebbia (mist-nets), registrazioni di canti, osservazioni e soprattutto grazie alla bravura nel riconoscere i canti degli uccelli amazzonici dimostrata da Ottavio Janni, oltre 250 specie diverse di uccelli. Tra di queste, almeno cinque,  non risultavano ancora segnalate nell'intera riserva, fra questi non sono solo specie di criptiche come alcuni Dendrocolaptidae (spagnolo: Trepadores) o Thamnofilidae (Hormigueros), ma anche vistose come il tucano (Pteroglossus mariae) o il Jacamar (Galbula cyanicollis). Particolarmente ricco l'elenco degli anfibi (una cinquantina di specie) individuati grazie all'esperienza di Carlos Rivera, che ha guidato i naturalisti italiani alla scoperta di numerosissime specie di Leptodattili (Leptodactylidae) e raganelle (fam. Hylidae). Del solo genere Hyla (presente anche in Italia con tre sole specie) si sono identificate una dozzina di specie, grazie anche alla tipicità sonora dei versi emessi. Meno numerosi in questo periodo, nella foresta umida indagata, i rettili, di cui comunque si sono osservati boa, anaconda e serpenti corallo. 
Attualmente sono in fase di studio, grazie ai campioni prelevati, i chirotteri, appartenenti principalmente alla famiglia dei Fillostomidi (Phyllostomidae), molti dei quali strettamente forestali e frugivori. L'identificazione di queste specie é particolarmente difficoltosa e richiede studi di laboratorio dovendosi spesso utilizzare l'esame del cranio e della formula dentale. Più facili da osservare, anche di giorno, i pipistrelli della famiglia Emballonuridi, aggrappati in piccoli gruppi su tronchi e rami sporgenti dall'acqua.
Naturalmente non sono mancate numerose osservazioni di mammiferi più grandi, come scimmie del genere Saguinus, si sono sentiti gli emozionanti cori delle scimmie urlatrici (gen. Alouatta), che rammentano l'avvicinarsi di un temporale e soprattutto si sono ammirati in numerose occasioni i delfini rosa (Inia geoffrensis)
Al ritorno a Iquitos, la forte ed emozionante esperienza vissuta è stata trasmessa  agli studenti della Facoltà di Scienze Biologiche della UNAP, in una conferenza in cui erano presenti il Decano Biologo Roberto Pezo e il Rappresentante Consolare Italiano Dott. Federico Marco Ventre.
Nella stessa occasione la delegazione ha donato alla Facoltà la quasi totalità degli esemplari raccolti, ricevendo in consegna una parte degli stessi per ulteriori studi di identificazione e classificazione nel quadro di un accordo di collaborazione che si spera possa proseguire in futuro.
Immaginiamo ora i nostri amici, già rientrati in Italia, tutti intenti nel loro appassionante lavoro di classificazione e sistemazione di appunti, materiali biologici e fotografici, siamo ansiosi di conoscere e far conoscere le loro conclusioni finali di questa prima e fortunata esperienza di interscambio scientifico italo-peruviano. Siamo certi saranno di grande interesse.
Auguriamo loro  buon lavoro e,... nella certezza che il "virus dell'Amazzonia ha colpito ancora una volta" .... un sincero "Arrivederci a presto!" 

Articolo e fotografie con la collaborazione  del sig. Mario De Col & Pompilio Inglesi

 

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