NOTIZIE SUI MONUMENTI DEDICATI A CRISTOFORO COLOMBO  CHE ESISTONO NELL'EROICA CITTÀ DI TACNA

                             di FREDY GAMBETTA  

Miei buoni amici, che sono anche miei confidenti da molti anni, quelli che una volta sbattevano la porta e muovevano i mobili, sono i folletti buoni che mi fanno visita, oltretutto mi lasciarono e continuano a lasciarmi, preziosi documenti con cui, attraverso le mie cronache, do mio apporto alla storia di Tacna. 
Ad esempio, ho di fronte a me l'Atto che riguarda la collocazione della prima pietra del monumento a Cristoforo Colombo di Tacna datata 12 ottobre del 1892. Il prezioso documento è firmato dall'intendente cileno Antonio Edwards, da tre membri della Giunta dei Sindaci, dal Signor Raffo Agente Consolare dell'Italia e da alcuni italiani residenti nella città:A. Lanieri, A.Tavolara,J.Gnecco,S Roccatagialata,J. Vaccaro, V.Rossi e A.Bollo inoltre da L. Zañartu, J Navarro e V.Noziglia in veste di segretari firmarono di fronte al notaio Pubblico V. Villalòn.
Il Reale Agente Consolare d'Italia fu nominato Presidente Onorario del comitato incaricato di erigere il monumento all'illustre conterraneo Cristoforo Colombo, mentre la responsabilità effettiva in qualità di Presidente fu assunta dall'egregio Signore. A.Lanieri uomo che godeva di solvenza economica, posizione sociale ed il rispetto della città che da dodici anni era stata occupata dai cileni dopo la Battaglia di "El Campo de la Alianza."
Lanieri fu l'incaricato di preparare la prima pietra che doveva essere collocata. Tale cerimonia fu fatta in modo solenne dai padrini del simbolico atto svoltosi nella Piazza d'Armi, che da quel giorno, come scritto nell'Atto, si chiamò Piazza  Colombo. In quell'occasione furono presenti l'intendenti Edwards, il Reale Agente consolare d'Italia e l'Egregio Signor Antonio Martinez de Silva, Vice Console di Spagna. Furono redatti tre Atti. Il Primo fu sotterrato insieme alla pietra fondamenta o alla Prima Pietra come la chiamano oggi, la seconda conservata nell'archivio dell'Onorevole Giunta dei Sindaci e la Terza nella Reale Agenzia di'Italia.
Quale di questi tre documenti si trova in mio possesso? Soltanto i folletti buoni che mi visitano lo sanno.
Il monumento, inaugurato l'anno seguente con una grande cerimonia.
Il nome di Piazza Colombo si è mantenuto per circa trent'anni dopo la restituzione di Tacna  al Perù da parte del Cile.Successivamente fu realizzato il Paseo Civico e il monumento fu trasportato all'inizio del viale Bolognesi. Da allora la Piazza riprese la denominazione originale di Piazza d'Armi. Molta gente di Tacna ignora che esista un altro monumento dedicato a Colombo, molto più antico, che fu donato a Tacna dal Prefetto di Tarapacà, l'Egregio Idelfonso Zavala, illustre personaggio di Tarapacà che morì nell'Heroica Ciudad nel 1858.
Questo monumento si trova abbandonato nell'antico Ospedale di San Ramòn, in balìa dei pazienti con problemi psichiatrici che sono assistiti sul posto. Da quello che mi racconta il mio diletto amico, lo Storico Luis Cavagnaro, quel monumento una volta si trovava addirittura in quello che oggi è il viale Bolognesi.
Questo monumento faceva parte dell'ornamento ordinato e fatto istallare il progressista, Prefetto Zavala, un amante e difensore della costituzione, che nel novembre del 1855, era riuscito a soffocare proprio a Tacna movimenti  sediziosi contro il governo del Maresciallo D. Ramòn Castilla, sostenuti da Pedro Chocano e Domingo Albarracin.
Il Maggiore tributo che possiamo scrivere in memoria di Idelfonso Zavala, le cui spoglie riposano nel cimitero di Tacna, sono le parole che al suo riguardo pronunciò il Saggio Francisco De Paula e Vigil.
"L'adulazione e la venalità non si permisero di toccare i suoi portici". Ma questa è un'altra storia, come possiamo percepire è antico il culto che la gente di Tacna ha reso al navigatore genovese Cristoforo Colombo, il primo fu regalato dal Prefetto Zavala ed il Secondo da una colonia di emigrati italiani che contribuirono ad abbellire il paesaggio urbano, inoltre quei emigrati insegnarono la fabbricazione del buon vino che ha arricchito l'arte culinaria locale ed hanno lasciato una discendenza che oggi inalbera il meglio della PERUANITA' nei vari campi.

traduzione di S.Garcia

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