CORRADO: UN VOLDOSTANO DIFFERENTE

Corrado Esposito    Corrado e Maria nel giorno del Matrimonio 1951

Oggi non scrive il giornalista, ma l'amico. Sono passati giusto trenta giorni nei quali tutti i giorni desideravo scrivere di un personaggio della nostra collettività. Con una scusa o l'altra non mi decidevo, un volere e non volere, una sorta di rifiuto per non ammettere che se n'era andato ...

Un uomo, con una spiccata pronuncia partenopea, che gli valse il soprannome con cui lo presentavo da amico " il valdostano". 
Il 15 maggio scorso venne nel mio ufficio e mi consegnò un curriculum vitae, una fotocopia della Smorfia o Cabala e circa sessanta pagine in cui raccontava la sua vita iniziando dai suoi avi più lontani. Righe scritte con una ironia e una narrativa semplice e divertente.  Mi disse :
" Mi presento: Corrado Salvatore Fortunato Esposito, per gl'italiani, e, per gli spagnoli,  prego aggiungere anche il cognome materno, Argenziano.
Sono nato a Napoli il 16 agosto 1924 e mi sento un napoletano
verace, innamorato della mia città, della sua gente, delle sue tradizioni, delle sue canzoni, ma in contrasto al mio spiccato accento partenopeo, condannato dal soprannome di -Valdostano-, datomi dal semi-polentone, chiamiamolo amico, Pompilio Inglesi. In compenso a tanta nordicità mi sono sentito obbligato a ricambiare questa squisitezza affibbiandogli l'alias di -Terrone -, memore di quella legge di fisica che afferma che ad una azione corrisponde una reazione
".
La fisica la conosceva molto bene già che si laureo da Geometra nell'Istituto Giambattista della Porta e nella facoltà di Economia e Commercio dell' Università di Napoli, sembra che imparò molto bene la chimica e la grammatica, già che fece una magnifica reazione con Maria Rosario Madonna, ( Madonna magnifica signorina) che sposò il 21 ottobre del 1951. L'ultimo giorno di novembre partirono per Lima in nave arrivando a fine dicembre nel porto del Callao.
Dopo un anno e mezzo di matrimonio nacque il primo figlio che pesava più di cinque chilogrammi, per farlo nascere il pediatra lo estrasse con il forcipe, tanto forte fu la stretta sulla testa che non arrivò al terzo giorno di vita. Nel luglio 1954 nacque un altro bambino di circa cinque chili che, come il primo, chiamarono Amedeo. Due anni dopo nacque, con le stesse caratteriste dei precedenti, Marcello.
Dal suo arrivò in Perù, Corrado lavorò nelle più svariate attività, io, lo conobbi quando tornò dal sud del Paese dove faceva esperimenti in agricoltura. In quegli anni  io prendevo la laurea, mentre lui dirigeva un'Azienda d'origine nordamericana e vendeva macchine. Aveva un carattere buono e carismatico e tutti gli volevano bene, anche se  " non mondava nespole" e non aveva peli sul la lingua.
Dopo un'operazione al cuore della quale non ebbe strascichi, era entusiasta perché in una riunione aveva invitato i suoi amici, tra cui l'Ambasciatore e consorte, per un pranzo. Appuntamento dato, in notevole anticipo, per un sabato in cui avrebbe festeggiato le Nozze d'Oro del matrimonio e nel commentare tale futura ricorrenza aggiunse in tono scherzoso "Non c'è male che duri cent'anni se il corpo resiste". Era previsto che per l'occasione Lui doveva preparare le Tagliatelle alla genovese, che sono napoletane e condite con pomodoro ( pelati) ed altri incredienti e non con il pesto.
Purtroppo, due giorni prima alla memorabile data, è scomparso da questa vita terrena, lasciando nel dolore la famiglia e gli amici.
Sono passati trenta giorni ..., tutti i giorni penso al mio caro amico ..., 
alla sua cara Maria e parlo ogni tanto con suo figlio Amedeo. Sono cosciente che ha lasciato un vuoto tra noi che nessuno potrà riempire, l'unica cosa che posso fare oggi è ricordarlo e dirgli quello che sempre ripeteva: "Vogliamoci sempre bene!"
Corrado, faro onore alla mia parola, cercherò di unire l a nostra collettività, non so se riuscirò a farlo e per questo ora, chiedo il Tuo aiuto.
Italiani, vogliamoci sempre bene!

             

www.peruanita.it