Remo Cesa

   LETTERA A REMO CESA

 di Giacomo Canepa

Ciao, caro amico.

Parole semplici, pronunciate tante volte: ma tanto significative in questo caso! 
Caro: sì, perché mi eri veramente caro. 
Amico: sì l'aggettivo che si confaceva meglio a te che a chiunque altro. Sei stato sempre un gran amico, non solo perché sapevi ascoltare, consigliare e aiutare, ma perché sapevi anche rimproverarmi quando me lo meritavo!

Quasi mezzo secolo di amicizia. Ricordo ancora come se fosse ieri, il tuo arrivo al Raimondi - in quinta media - carico di problemi per il conguaglio di tutti i tuoi studi in Italia, problemi che "scaricavi" mentre aspettavamo che spalancassero le porte della scuola.

I tempi della Pre-Ingegneria, la tua decisione di abbandonare gli studi per cominciare a lavorare. Più tardi seppi che te n'eri andato a Chimbote, non ci vedemmo per molto tempo. Poi, per caso, Il nostro incontro al " Rancho" - già in compagnia di mogli e figli!

Ricordo le riunioni con i nostri ex compagni durante le quali, a poco a poco riuscii a trascinarti nel mondo delle Associazioni Italiane: AIP in testa, seguita dalla SIBA, Società Italiana D'Istruzione e per ultima ACIA - dove sei stato il presidente giusto nel momento giusto.

Ebbi professionalmente la fortuna di costruirti la casa, l'ufficio e le casette delle tue meravigliose figlie: la nostra amicizia si fece ancora più solida, pochi clienti mi hanno fatto sentire bravo, come te con i tuoi commenti. E pensare che sei sempre stato sotto torchio: la malattia di Betti anziché sopraffarti ti dette una carica ulteriore permettendoti di fare, non solo il babbo ma anche la mamma !!!
Quante volte, nel momento più saliente di una riunione, guardavi l'orologio e salutavi!!!

Perché te ne sei andato così? Nel miglior momento della riunione? Ci mancheranno il tuo senso di responsabilità e il tuo grande Amore (con la A maiuscola) per la famiglia, impossibile da uguagliare anche per chi ti era così vicino. 

L'inesorabile malattia che ti ha colpito ci fece ancora più amici ed ebbi l'opportunità di conoscere meglio tua moglie, continuare con Lei la nostra grande amicizia. Quante parole buone, quanti consigli, quante risate, quante profonde riflessioni! Perché hai voluto andare prima anche questa volta? Stavamo tanto bene insieme! A chi racconterò tutto quello che mi accadrà d'ora in avanti? Forse sei andato avanti per farci un giorno da anfitrione?

In questo momento in cui rispettando la tua decisione si spargono le tue ceneri nell'Oceano, guardando verso l'orizzonte dove il mare si confonde con il cielo, m'accorgo che non potevi fare miglior scelta. La tua anima dal cielo sarà sempre vicina a ciò che fu il tuo corpo e ogni qualvolta la tua famiglia o il tuo amico Giacomo, guardino l'orizzonte, tra cielo e mare vedranno Te.

Ciao Remo, ti voglio bene, mi manchi!

Giacomo Canepa


www.peruanita.it