Celia Cruz la Regina

Considerata la Regina della Salsa e del popolo musicale Latino americano Celia Cruz se n'è andata lasciando un grande vuoto nel cuore di tutti latino americani.  
Ma il vuoto che lascia è di tutto un pianeta che ancora stenta a credere  che Lei non c'è più, che non ascolterà più il suo "Azucar" che vuol dire zucchero sinonimo di dolcezza, con cui soleva divertire con i suoi ritmi e personalità, ma che nascondeva anche il sentimento d'amore verso la Sua terra, Cuba. Zucchero dal sapore amaro di non poter più rivedere la sua amata Isola. Nel 1960, dopo la rivoluzione di Fidel Castro, Celia e il suo gruppo lasciarono per sempre
Cuba approdando in Messico. Da allora il Governo Cubano non le ha più permesso di tornare a casa,  neanche per i funerali del padre.
Ciò nonostante il feeling con la terra madre rimasse sempre molto solido, divenne la voce dell'opposizione, degli esuli cubani, prendendo posizione contro Fidel Castro ed il suo regime.
La Regina Nera resterà per sempre nel cuore dei latino americani, i suoi dischi sono e saranno un'eredità che attraverso le canzoni dal profondo significato emotivo, hanno fatto la storia di questo continente,. 
La leggendaria interprete di grandi successi come "La negra tiene tumbao", "Bemba colorá", "Carnaval'', era nata a L'Havana nel 1924. 
Studiò al conservatorio dell'Havana ed iniziò la sua carriera a Radio Garcia Serra.
Nel 1962 Celia sposò il trombettista della band Pedro Knight che ne diviene anche manager e direttore d’orchestra. 
A Londra nel 1973, interpreta nella splendida cornice della Carnegie Hall, il musical di Larry Harlow "Hommy", versione latina del "Tommy" degli Who.
Celia riesce così a farsi conoscere e apprezzare anche da un pubblico molto più ampio e  giovane.
Nel 1974 esce "Celia e Johnny", il primo di una lunga e fortunatissima serie di album, ben 6, frutto della collaborazione con il talentoso Johnny Pacheco. 
Nel 1975 esordisce nella leggendaria formazione Fania All Stars nella quale si alternavano alcuni tra i più grandi musicisti latini dell’epoca: Ray Barretto, Mongo Santamaria, Pappo Lucca, Pete "El Conde" Rodriguez, Hector Lavoe, Willie Colòn, Nicky Marrero, Ismael Miranda, Cheo Feliciano. Collaborazione che prosegue fino al 1988.
Il rapporto con il Perù non fu soltanto commerciale, negli anni 70 diede un contributo alla musica nera del Perù registrando Toro Mata di C. Soto, un brano che è diventato una rarità quasi impossibile da trovare almeno in Italia e in Perù.
Celia Cruz, visitò il Perù più volte e ci fu una sorte di reciproco amore tra lei ed il pubblico peruviano; aveva inciso alcuni valzer creoli di Chabuca Granda e altri compositori.
Nel 1982, dopo 17 anni, Celia si riunisce alla Sonora Matancera per incidere  l’album "Feliz Encuentro".  
Nel 1989 riceve una Laurea ad Honorem in musica dalla Yale University. 
Nel 1990 vince un Grammy Award, una sorta di Oscar della musica, per il disco "Ritmo en el Corazòn" frutto della seconda collaborazione con Ray Barretto.
Nel ‘91 appare nel film The Mambo Kings. Nello stesso anno, Celia Cruz entra nell’orbita dell’etichetta RMM Records insieme ad altri grandi cantanti:
Oscar D’Leon, José Alberto "El Canario", Tito Nieves, Tony Vega.

Fin dagli esordi Celia Cruz riuscì ad esprimere il suo straordinario talento canoro e ancora oggi è l’incontrastata Regina della Salsa. Continuerà a vivere attraverso la sua musica. 
Alcuni dei brani più conosciuti:
"Guantanamera","Angelitos Negros", resa famosa in Italia da Fausto Leali, lo spirito del curandero in "Yerbero Moderno", oppure la geniale performance insieme alla mitica spagnola Lola Florez in "Burundanga".

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SERGIO F GARCIA - P. LIBERATI

FONTI: DIZIONARIO DELLA MUSICA CUBANA SALSA.IT   CARETAS


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