CECILIA BRACAMONTE 

RENACE UNA ESTRELLA- CECILIA BRACAMONTE...

Il riscatto della musica creola

Un personaggio, un'artista che non necessita di presentazione per i peruviani, mentre in Italia è  sconosciuto. Parliamo di Cecilia Bracamonte vera e grande interprete della musica della costa, la musica Creola. Fa parte di quegli interpreti raffinati e perfezionisti da sempre impegnata nella ricerca di nuove tematiche tecniche. Uno dei suoi dischi, caso unico ed insolito per un'interprete di musica popolare, è stato presentato da un noto critico di musica classica. Cecilia non si è mai accontentata del successo, proseguendo la sua ricerca  ha imparato  nuove tecniche vocali cimentandosi con il suo bel timbro di voce, (contralto) proponendo nel suo repertorio svariati temi Latinoamericani, accompagnata da grandi musicisti. Bisogna dire che la sua tenacia è inusuale nei paesi latini e lei non 

foto diCecilia Bracamonte tratta dal sito decajon.com

si risparmiata nel darsi al pubblico ballando i ritmi afro in maniera perfetta. Una showgirl, presentatrice, conduttrice,  appassionata dello sport e del mare. Di Lei si può affermare che è votata ad ogni sacrificio per dare il meglio di sé. Un talento innato che è poi l'immagine di questa "Mujer Limeña" e che professa, innanzi tutto, un profondo rispetto per il pubblico. Cecilia Bracamonte ostacoli ne ha avuti molti ma li ha superati tutti ed ha avuto una carriera relativamente fortunata in un ambiente difficile come quello peruviano. Il suo ultimo disco "Mujer Limeña"- "Donna di Lima" risale ad alcuni anni fa, ma Cecilia non si è fermata nella sua ricerca di sviluppo della musica creola. Le sue innovazioni sono state riprese da altre colleghe che ne hanno tratto benefici di vendita e promozionali. Ma la differenza è fatta da Cecilia poiché si è proposta come produttrice e imprenditrice di se stessa. Ha girato il mondo con diverse tournè, ha rappresentato il Perù al prestigioso Festival  della Canzone Ibero-Americana O.T.I con un'insolita composizione di Chabuca Granda intitolata Landò ... un poema  afro peruviano che gli ha fruttato un premio speciale come l'interprete più impegnata e di spiccata personalità, talento e professionalità.
Cecilia ha fatto anche l'attrice ottenendo il consenso del pubblico, l'abbiamo vista in mille versioni, anche punk, ma l'obbiettivo della sua ricerca è stato  lo stesso di  sempre: il riscatto della cultura popolare della costa del Perù, della sua musica, la musica creola. Per un lungo periodo è rimasta assente dal panorama musicale peruviano ed in questa intervista ne scopriremo i tanti perché. Aspettando il suo ritorno sulla scena e augurandoci di vederla magari in una tournee in Italia chiudiamo questa breve presentazione invitandoVi ad ascoltare il programma: "Perù anche italiana la musica della costa" in onda dalle frequenze di Radio Meneghina di Milano (91.950) e, in differita in questo sito, in cui vengono trasmessi anche i brani dell'artista.

Sergio Fernando Garcia Rodriguez
sergiofernandogr@virgilio.it

Dall'intervista originale di
 Juan Alvarez Morales

per gentile concessione di 
www.decajòn.com

Octubre del 2001

Forse perché è di poche parole, forse perché in questi tempi ha parlato fin troppo. Comunque sia, ha deciso di ritornare sul palcoscenico, il suo. Nello scenario del ristorante di cui è proprietaria, "La Estación de Barranco", nel romantico quartiere degli artisti costruito su di un burrone che si affaccia sull'Oceano Pacifico, da questo, il nome Barranco, che in spagnolo vuol dire appunto burrone. 
L'artista afferma sorridente, è tempo... e la gente è pronta ad ascoltarla, e non soltanto nelle giornate del 30 e 31 ottobre dedicate alla musica creola.   Mancava proprio Lei per completare "la jarana", la festa creola peruviana.

Quando verrà il giorno in cui nel Perú si darà importanza alla musica creola per tutto l'anno e non soltanto a ottobre ?

Credo che finche coloro che ci governano continuano a pensare che gli artisti della musica creola siano l'ultima ruota del carro, dovremo continuare ad aspettare.

Certo, ma dipende anche da come gli artisti si evolvono, si adattino ai tempi moderni e non restino soltanto in attesa che si faccia qualche cosa per loro...

Penso che l'artista peruviano si trova praticamente da solo, per niente motivato ad evolversi in questo settore per poi riproporlo in modo diverso. Credo che percorriamo una strada senza uscita appoggiandoci unicamente sul talento che abbiamo.  

Te lo dico perché la Tecnocumbia ad esempio, iniziò in un modo molto artigianale e terminò appropriandosi del panorama musicale, del mercato, anche grazie  al fatto che i loro artisti si sono trasformati 

È anche vero però che quei ritmi e i loro artisti, come ogni moda, passano, finiscono. La musica creola é parte della nostra cultura, qualcosa con cui il peruviano si può identificare poiché è la sua musica!. Il Ministero dell'Educazione dovrebbe prendere l'iniziativa per far si che gli insegnanti, nel tempo libero, incentivino negli allievi l'interesse per la propria musica. Come sta facendo attraverso il suo programma televisivo di musica creola Cecilia Baraza. Lei, invita le scuole, stimola la conoscenza e la propensione verso la musica creola che era praticamente morta e che adesso vede una rinascita. 

E' determinante, con tutta la diffusione, il circuito dei locali dove si ascolta musica creola... Un altro apporto di Cecilia, con La Estacion...  

Esatto e mi entusiasmerei  se in questo locale si suonassa  soltanto la musica peruviana, la musica creola. Però sappiamo purtroppo, che il  Perú è invaso dalla musica straniera e se i locali come questo si dedicano solamente alla musica tradizionale, non saremo qui a raccontarlo.

In questo contesto, è importante che Lei abbia deciso di ritornare a cantare.

Sicuramente ... pensi che qualche tempo fa  avevo in mente di ritirarmi... e nonostante sappia che ci sono colleghe di straordinario talento, valori importantissimi, devo anche riconoscere che mancava qualcosa nel circuito della musica creola... e quel qualcosa ero io.

Questo perché come proposta ho il Io, il mio stile, che stavo reprimendo in modo assurdo, scioccamente... però questa  scelta mi fa rivivere. Per questo canterò per il tempo che sarà necessario... non so quanto, ma di certo lo farò fino a che avrò la consapevolezza di essere un'artista vitale sul palcoscenico.  Quando  mi renderò conto che le cose non vanno come vorrei, ne sono certa, mi ritirerò, sono fin troppo esigente con me stessa.

La permanenza d'un artista è segnata dallo stile che è riuscito a consolidare di fronte ad un pubblico che lo accetta, ma un intero repertorio, forse è ancora più complicato. Cosa canterà in questo rientro? 

Io cerco di recuperare la musica vecchia, se si  può chiamarla in questo modo, cercando di fonderla con i ritmi, le arie ed i  colori che si adoperano oggi. Cerco di amalgamare la nostra musica con strumenti che diano una aria nuova. Le mie proposte non sono legate al tradizionale ... direi che è uno stile sempre fusion... 

Che da sempre provoca controversie, disaccordi fra gli ortodossi creoli... 

Certo però devono finirla! e capire, che è l'unico modo perché la nostra musica possa essere ascolta da tutti, ad ogni livello, attraversando le frontiere, sarà così se c'è una fusion... purtroppo... alternative non ce ne sono, questo é ciò che hanno fatto in Messico ed è la prova più chiara; o in Colombia come fece Carlos Vives...  

Con composizioni antiche o nuove? 

Di tutto, benché devo ammettere che è stata colpa mia, perché tanti giovani artisti compositori mi hanno proposto cose nuove per me... ma non ho dato loro neppure una opportunità ...ero una "desaparecida". Ad ogni modo nel gruppo ci sono dei giovani che compongono cose bellissime per me. Per ora credo che la cosa più importante  che sto facendo è recuperare dei pezzi che avevo registrato nel '72 e '73... brani che ho cantato allora e che, curiosamente, ora prendono vita e vigore stavolta per la somma delle mie esperienze di vita o per il mio stato d'animo attuale. 

O perché ritornare alle origini è la miglior forma di riprendere la strada...

Forse si, ma ne sono felice perché farò ascoltare la musica con arrangiamenti nuovi il 30 e 31, giorno della musica creola, sono stregata dall'idea,  mi affascina... 

A proposito delle sue esperienze di vita. Molta gente si avvicinerà a Lei per ricordare la sua musica, però può anche darsi che lo facciano per spettegolare dopo quella trasmissione televisiva dove rivelò i suoi segreti più intimi. Non pensa che ciò possa danneggiare la Sua immagine?  

Credo che il mio talento e quello che ho fatto nella mia vita artistica, non si possano mettere in discussione. Questa affermazione non è peccare di vanità, non sono una vanitosa. È qualche cosa che è al di sopra di qualunque altra cosa. Sono convinta che se la gente mi segue ancora è perché sopratutto sono Cecilia Bracamonte... Nient'altro... nada más.

In definitiva, sono giorni in cui Lei avrebbe potuto comporre  una canzone... 

Ci ho pensato ...  si, ma per ora lascio quel lavoro ai compositori, io ho soltanto il dovere di interpretare le loro canzoni alla mia maniera.
 
Supponiamo che lo abbia fatto, quale sarebbe il titolo?

 "Come un uccello, come  La Fenice"

e con quale ritmo ...?

Siccome sono romantica, potrebbe essere un valzer creolo, o forse semplicemente una canzone... perché quello che vorrei, è solamente che la gente conosca  Cecilia Bracamonte così com'è, conoscere l'artista perché conosca anche l'essere umano. 
Sono una persona che ha commesso molti sbagli, con molti difetti, però anche con molte virtù... 

traduzione di Sergio Garcia & Pietro Liberati

Ringraziamo
 Cecilia  Bracamonte 
www.decajon.com
 ®decajón.com
Juan Alvarez Morales
jam@decajon.com

www.peruanità.it