Jorge Basadre Grohmann

 


Un aspetto poco conosciuto dell'autore di " Storia della Repubblica"
 
Basadre senza frontiere
di GIOVANNI BONFIGLIO
 Revista Somos n°868 (26-7-03), giornale El Comercio

Tra gli aspetti poco conosciuti di Jorge Basadre, 1903 - 1980, emerge l'importante relazione che mantenne con la comunità italiana stabilitasi  in Perù. Presidente dell'Istituto di Cultura Italo Peruviano nella seconda metà della decade degli anni quaranta, Basadre insegnò storia nella scuola Antonio Raimondi e mantenne stretti contatti con gli intellettuali italiani che arrivarono in quegli anni in Perù, fuggendo dalla repressione politica e le leggi razziali del proprio paese. 
Durante gli anni funesti della Seconda Guerra Mondiale, diversi intellettuali italiani arrivarono dal Perù fuggendo dalla repressione politica e delle leggi razziali. Uno di essi fu Alberto Pincherle, professore di Storia all'Università di Roma che dovette uscire dall'Italia a causa delle leggi razziali, perché era ebreo-italiano. Qui Pincherle fu accolto dall'Università di San Marcos, dove insegnò, e Basadre lo inserì nell'organico dei docenti della "Escuela de Bibliotecarios". Pincherle pubblicò interessanti saggi sulla rivista HISTORIA, fondata e diretta da Basadre e, tra gli anni 1943 e 1945, la serie CRÓNICAS DE ULTRAMAR, dove si davano notizie ed analisi sugli avvenimenti bellici e politici in Europa. Pubblicò una serie di saggi sotto il titolo "Il Fascismo nella Storia D'Italia", dove dimostrò la sua profonda conoscenza della storia, risalendo al secolo XVIII° per spiegare i fenomeni come il fascismo nel XX° secolo. È interessante notare che Pincherle scriveva sotto lo pseudonimo di Pablo Echenelverry, forse perchè faceva parte del comitato per l'Italia Libera, organo della resistenza antifascista italiana all'estero. Gli scritti di Pincherle sono ancora oggi, i migliori che siano stati scritti in Perù sulla storia italiana e senza dubbio, furono motivo delle conversazioni e dei dialoghi con Basadre. Pincherle ritornò in Italia nel 1945, terminata la guerra, riprese la sua cattedra universitaria e senza dubbio si mantenne contatto con Basadre, l'amico che lo accolse in Perù.  
Basadre presidente 
Quando nel 1934 fu fondato l'Istituto di Cultura Italo Peruviano, aveva una struttura direttiva binazionale, perché era stata pensata per essere realmente una relazione tra due  culture, per questo aveva un presidente peruviano ed un altro italiano. I primi furono José della Riva Agüero, per il Perù, e Gino Salocchi, per l'Italia. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e l'inquadramento del Perù a fianco degli alleati, (vi fu tra i due paesi una dichiarazione formale di guerra), l'Istituto fu chiuso, per essere riapierto alla fine della guerra, nel 1945. In quell'anno Jorge Basadre fu designato presidente dell'Istituto, per incarico del governo peruviano, e Gino Salocchi, per l'Italia. Occupò la carica fino al 1954, quando fu sostituito da Raúl Porras Barrenechea. Durante l'adempimento del suo mandato, Basadre realizzò diverse attività; ad esempio, promosse la pubblicazione di una serie di conferenze che erano state tenute a Lima da Ettore Janni. Questo intellettuale italiano ai stabilì in Perú durante gli anni che durò la seconda guerra mondiale ed aveva tenuto a Lima conferenze sulla vita di San Francisco d'Assisi, Dante Alighieri e Gabriele D'Annunzio. Le sue conferenze furono pubblicate sotto il titolo "TRES CONFERENCIAS EN LIMA", nel 1951, con la prefazione scritta da Basadre, dove indica: "Janni arrivò in Perù dopo essersi rifiutato di aderire al fascismo, allora all'apice, quando il giornale nel quale lavorava cambiò proprietario e orientamento politico". Quello giornale era niente meno che IL CORRIERE DELLA SERA. Sarà, successivamente diretto da Janni nel dopoguerra. Un'altra opera scritta da Janni durante la sua permanenza in Perù fu una biografia di Antonio Raimondi che apparve in italiano ed in spagnolo. 
Contatto a Lima 
Altro rinomato intellettuale italiano che mantenne i contatti con Basadre fu Antonello Gerbi che dovette uscire dall'Italia per ragioni politiche, perché anche lui era ebreo e dovette partire dall'Italia quando si promulgarono le leggi razziali. Gerbi visse in Perù tra 1939 e 1950 e si dedicò ad attività accademiche e di investigazione. L'opera più importante che scrisse durante la sua permanenza peruviana fu il saggio "VIEJAS POLEMICAS SOBRE EL NUEVO MUNDO" che apparve per la prima volta nella rivista HISTORIA, diretta da Basadre. Successivamente quegli scritti si trasformarono in un grosso volume, edito in varie lingue, sotto il titolo "NATURALEZA DE LAS INDIAS NUEVAS". In questi testi, Gerbi polemizza con storiografi europei come Hegel e Di Paw che consideravano l'uomo americano di quel momento come inferiore all'europeo. Gerbi riconobbe che fu durante la sua permanenza in Perù, che ebbe occasione di investigare ed ottenere informazioni per scrivere quell'opera. Senza dubbio la sua relazione con gli storiografi peruviani, tra  cui Basadre, fu determinante per i suoi scritti. Un'altra importante opera di Gerbi fu lo studio di geografia economica intitolato "EL PERU EN MARCHA" pubblicato a Lima nel 1942, con il patrocinio dell'allora Banca Italiana, dopo Banca di Credito. 
Legami e Penne 
Nella sua HISTORIA DE LA REPUBLICA, Basadre fa numerosi riferimenti all'apporto culturale ed umano dell'Italia nella formazione del Perù repubblicano. La sua biografia di Antonio Raimondi sono alcune delle più belle pagine scritte sull'argomento; sottolineò l'apporto di medici come Manuel Solari, Petriconi e Copello, (promosse la riedizione di un studio fatto da questi ultimi). Si occupò anche di immigrati poco conosciuti, come gli agricoltori che introdussero l'industria della seta in Abancay durante il secolo XIX°, o il caso di Faustino Piaggio, l'impresario che arrivò ad essere sindaco di Callao. Nessuno studio storico sull'apporto degli immigrati in Perù può ignorare l'opera di Basadre. 
È giusto che, commemorando l'opera di Basadre, ricordiamo i suoi passaggi all'Istituto di Cultura Italo Peruviano, alla Scuola Raimondi - dove fu professore di storia - ed i suoi contatti con intellettuali italiani confinati, che accolse ed aiutò affinché continuassero a ricercare e scrivere. Per tutto questo possiamo affermare che Jorge Basadre contribuì allo sviluppo della cultura italiana in Perù e ad ampliare i vincoli culturali tra i due paesi. 

testo di Giovanni BONFIGLIO  Revista Somos n°868 (26-7-03), Giornale "Il Commercio" 
liberamente tradotto per Peruan-Ità da Pietro Liberati


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