Tra gli aspetti poco conosciuti di Jorge Basadre, 1903 - 1980, emerge l'importante relazione che mantenne con la comunità italiana
stabilitasi in Perù. Presidente dell'Istituto di Cultura Italo Peruviano nella seconda metà della decade
degli anni quaranta, Basadre insegnò storia nella scuola Antonio Raimondi e mantenne
stretti contatti con gli intellettuali italiani che arrivarono in quegli anni
in Perù, fuggendo dalla repressione politica e le leggi razziali del
proprio paese.
Durante gli anni funesti della Seconda Guerra Mondiale, diversi intellettuali italiani arrivarono dal Perù fuggendo dalla repressione politica e delle leggi razziali. Uno di essi fu Alberto Pincherle, professore di Storia
all'Università di Roma che dovette uscire dall'Italia a causa delle leggi razziali, perché era ebreo-italiano. Qui Pincherle fu accolto
dall'Università di San Marcos, dove insegnò, e Basadre lo inserì nell'organico
dei docenti della "Escuela de Bibliotecarios". Pincherle pubblicò interessanti
saggi sulla rivista HISTORIA, fondata e diretta da Basadre e, tra gli anni 1943 e 1945, la serie
CRÓNICAS DE ULTRAMAR, dove si davano notizie ed analisi sugli avvenimenti bellici e politici in Europa.
Pubblicò una serie di saggi sotto il titolo "Il Fascismo nella Storia
D'Italia", dove dimostrò la sua profonda conoscenza della storia, risalendo al secolo XVIII° per spiegare
i fenomeni come il fascismo nel XX° secolo. È interessante notare che Pincherle scriveva sotto
lo pseudonimo di Pablo Echenelverry, forse perchè faceva parte del comitato
per l'Italia Libera, organo della resistenza antifascista italiana all'estero.
Gli scritti di Pincherle sono ancora oggi, i migliori che siano stati
scritti in Perù sulla storia italiana e senza dubbio, furono motivo delle conversazioni e
dei dialoghi con Basadre. Pincherle ritornò in Italia nel 1945, terminata la guerra, riprese la sua cattedra universitaria e senza dubbio
si mantenne contatto con Basadre, l'amico che lo accolse in Perù.
Basadre presidente
Quando nel 1934 fu fondato l'Istituto di Cultura Italo Peruviano, aveva una struttura
direttiva binazionale, perché era stata pensata per essere realmente una relazione
tra due culture, per questo aveva un presidente peruviano ed un altro italiano. I primi furono José della Riva Agüero, per il Perù, e Gino Salocchi, per l'Italia.
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e l'inquadramento del Perù a
fianco degli alleati, (vi fu tra i due paesi una dichiarazione formale di guerra), l'Istituto fu chiuso, per essere
riapierto alla fine della guerra, nel 1945. In quell'anno Jorge Basadre fu designato presidente dell'Istituto, per incarico del governo peruviano, e Gino Salocchi, per l'Italia. Occupò
la carica fino al 1954, quando fu sostituito da Raúl Porras Barrenechea. Durante l'adempimento del
suo mandato, Basadre realizzò diverse attività; ad esempio, promosse la pubblicazione di una
serie di conferenze che erano state tenute a Lima da Ettore Janni. Questo intellettuale italiano
ai stabilì in Perú durante gli anni che durò la seconda guerra mondiale ed aveva
tenuto a Lima conferenze sulla vita di San Francisco d'Assisi, Dante Alighieri e Gabriele D'Annunzio. Le sue conferenze furono
pubblicate sotto il titolo "TRES CONFERENCIAS EN LIMA", nel 1951, con
la prefazione scritta da Basadre, dove indica: "Janni arrivò in Perù dopo
essersi rifiutato di aderire al fascismo, allora all'apice, quando il giornale nel quale lavorava cambiò proprietario e
orientamento politico". Quello giornale era niente meno che IL CORRIERE DELLA SERA. Sarà,
successivamente diretto da Janni nel dopoguerra. Un'altra opera scritta da Janni durante la sua permanenza in Perù fu una biografia di Antonio Raimondi che apparve in italiano ed in spagnolo.
Contatto a Lima
Altro rinomato intellettuale italiano che mantenne i contatti con Basadre fu Antonello Gerbi
che dovette uscire dall'Italia per ragioni politiche, perché anche lui era ebreo e dovette
partire dall'Italia quando si promulgarono le leggi razziali. Gerbi visse in Perù tra 1939 e 1950 e
si dedicò ad attività accademiche e di investigazione. L'opera più importante che scrisse durante la sua permanenza peruviana fu
il saggio "VIEJAS POLEMICAS SOBRE EL NUEVO MUNDO" che apparve per la prima volta nella rivista
HISTORIA, diretta da Basadre. Successivamente quegli scritti si trasformarono in un grosso volume, edito in varie lingue, sotto
il titolo "NATURALEZA DE LAS INDIAS NUEVAS". In questi testi, Gerbi polemizza con storiografi europei come Hegel e Di Paw che
consideravano l'uomo americano di quel momento come inferiore all'europeo. Gerbi riconobbe che fu durante la sua permanenza
in Perù, che ebbe occasione di investigare ed ottenere informazioni per scrivere quell'opera. Senza dubbio la sua relazione con
gli storiografi peruviani, tra cui Basadre, fu determinante per i suoi scritti. Un'altra importante opera di Gerbi fu lo studio di geografia economica intitolato
"EL PERU EN MARCHA" pubblicato a Lima nel 1942, con il patrocinio dell'allora Banca Italiana, dopo Banca di Credito.
Legami e Penne
Nella sua HISTORIA DE LA REPUBLICA, Basadre fa numerosi riferimenti all'apporto culturale ed umano dell'Italia nella formazione del Perù repubblicano. La sua biografia di Antonio Raimondi sono alcune delle più belle pagine scritte sull'argomento; sottolineò
l'apporto di medici come Manuel Solari, Petriconi e Copello, (promosse la riedizione di un studio fatto
da questi ultimi). Si occupò anche di immigrati poco conosciuti, come gli agricoltori che introdussero l'industria della seta in Abancay durante il secolo
XIX°, o il caso di Faustino Piaggio, l'impresario che arrivò ad essere sindaco di Callao. Nessuno studio storico sull'apporto
degli immigrati in Perù può ignorare l'opera di Basadre.
È giusto che, commemorando l'opera di Basadre, ricordiamo i suoi passaggi
all'Istituto di Cultura Italo Peruviano, alla Scuola Raimondi - dove fu professore di storia - ed i suoi contatti con intellettuali italiani
confinati, che accolse ed aiutò affinché continuassero a ricercare e scrivere. Per tutto questo possiamo affermare che Jorge Basadre contribuì allo sviluppo
della cultura italiana in Perù e ad ampliare i vincoli culturali tra
i due paesi.
testo di Giovanni BONFIGLIO
Revista Somos n°868 (26-7-03), Giornale "Il Commercio"
liberamente tradotto per Peruan-Ità da Pietro Liberati
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