Gabriella de Ferrari,
peruviana che ha fatto
carriera in USA GABRIELLA de Ferrari è una donna che
si avvicina ai cinquanta, seria, discreta, con
occhi indagatori e ballerini che muovono le pupille al limite della sua volontà. Quando
ha visitato Lima lo scorso settembre, lo ha fatto senza mettersi in mostra e durante l'intervista
ha gelosamente evitato di trattare i dettagli della sua vita personale. Era evidente che non
le piacciono i reportage, nonostante
che "Vanity Fair" le abbia dedicato un'ampia intervista quando pubblicò
il suo primo romanzo, "Una nuvola nella sabbia", di gran successo negli Stati Uniti.
Dopo qualche esitazione, Gabriella confessa che la prima edizione con la copertina
consistente uscì nel 1990 e l'edizione tascabile nel 1993 a cui sono seguite sette riedizioni e due traduzioni (nessuna
in spagnolo). Solo come dettaglio si aggiunga che Martín Scorzese ha
acquisito i diritti del romanzo per
portarlo nel cinema e che acquistò anche, in anticipo, i diritti di "Yankee Latino", il romanzo che ancora stava scrivendo e che
sarà distribuito nelle librerie nordamericane a partire dal prossimo 21
aprile (1995).
Gabriella è nata a Tacna, figlia di genitori italiani, da bambina si abituò
agli spaghetti e alla patasca. Questa formazione bilingue e di doppia cultura - che alla fine si manifesta nella sensazione di non
appartenere a nessuna cultura - è alla base della sua successiva attività letteraria.
Terminando l'adolescenza andò a studiare agli Stati Uniti e vi rimase. Fece un
master in Belle arti, lavorò al Museo di Arte Moderna di Boston, è stata
direttrice del Museo Fogg in Harvard è una nota collezionista, lei e suo marito possiedono la più
fantasiosa collezione d'arte di New York", secondo Vanity Fair. Scrive regolarmente
reportage sul Perù e l'America Latina per la rivista "Mirabelle", un
mesile di fascia intellettuale diretto al grande pubblico femminile. Scrive in inglese, lingua nella quale si esprime con più fluidità che in spagnolo o in italiano. Tuttavia,
ha nella coscienza di essere un'americana in Perù e una latina negli Stati
Uniti. Tema sempre presente nei testi "Una nuvola nella sabbia" e "Yankee Latino".
Una memoria "saturata da poderosi eco e profonda nostalgia di un posto che non posso
lasciarmi dietro."
La critica americana segnalò a proposito di "Una nuvola." che " i personaggi di Gabriella
de Ferrari crescono pieni di forza e vitalità, introducendoci ad un mondo misterioso e
sfumato" (Los Angeles Times); "un'opera maestra, ricca con un preciso senso di storia, classe e cultura... un romanzo civilizzato, intelligente e
dinamico". (Entertainment Weekly). Sebbene il suo primo romanzo si sviluppi in
Yayaku, un paese inventato collocato in America Latina dove narra il pellegrinaggio di sua madre e di sua nonna dal Mediterraneo fino
in America, nel decennio degli anni '40, in "Americana Latina" la trama si
sviluppa a Tacna, la storia è quella di Gabriella: la sua infanzia, la scuola, il suo primo viaggio
in Italia per incontrare la terra dei suoi antenati. Non è un romanzo propriamente
autobiografico né regionalista, benché contenga entrambi gli elementi, è piuttosto un ritratto psicologico abilmente composto con immaginazione e vitalità.
Gabriella è una persona metodica ed organizzata. Scrive tutti i giorni dalle 9 alle 13, siano articoli, romanzi o pagine sciolte. Cerca la precisione.
"Il romanzo ha una voce, l'articolo un tono", dice. E
questo è quello che cerca. Tra i suoi autori preferiti si trovano García Márquez, John
Updike, Julián Burnes e Flaubert, benché negli ultimi anni preferisca leggere letteratura scritta per donne come Toni Morrison e la portoghese Cisneros autrice di "The house in
Mango street". Dei suoi piani futuri, la scrittrice preferisce non dare maggiori
lumi. "Sono superstiziosa", spiega. Basta segnalare che segue la saga transumante, quella degli
emigranti temporanei che pensano sempre come ritornare alla propria casa.
Tratto dall'articolo "L'americana Latina", scritto dalla giornalista Maria Elena CORNEJO
Foto José VILCA , per la
Rivista "CARETAS",
edizione n° 1356, del 30 Marzo 1995
Traduzione Maria Julia A.
Adattamento Pietro Liberati
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Gabriella de Ferrari,
peruana que ha hecho carrera en EE.UU.
GABRIELLA de Ferrari es una mujer que debe arañar los cincuenta, sería, discreta, con unos ojos inquisidores y juguetones que le bailan en las pupilas al margen de su
voluntad. Cuando visitó Lima en setiembre pasado, lo hizo sin aspavientos, y durante la entrevista cuidó celosamente de no introducir ningún detalle de su vida personal. Era evidente que no le gustan los
reportajes, pese a que Vanity Fair le hizo una amplia entrevista cuando publicó su primera novela "Una nube en la arena", de gran éxito en los Estados
Unidos. Después de algunos titubeos, Gabriella confiesa que la primera edición en tapa dura salió en 1990 y la edición de bolsillo en 1993, amén de siete reediciones y dos traducciones
(ninguna al español). A modo de detalle agrega que Martín Scorsese adquirió los derechos de la novela para llevarla al cine y compró también, por
anticipado, los derechos de "Gringa Latina", la novela que todavía estaba escribiendo y que se distribuirá en librerías norteamericanas a partir del próximo 21 de
abril (1995).
Gabriella nació en Tacna, hija de padres italianos, y desde niña se acostumbró al spaguetti y a la
patasca. Esta formación bilingüe y bicultural -que al final se manifiesta en la sensación de no pertenecer a ninguna cultura- está a la base de su posterior actividad
literaria.
Terminando la adolescencia se fue a estudiar a los Estados Unidos. Allí se quedó. Hizo una maestría en Bellas
Artes, trabajó en el Museo de Arte Moderno de Boston, fue directora del Museo Fogg en Harvard y es una coleccionista de nota ("ella y su esposo poseen la más imaginativa colección de arte de Nueva York", según Vanity Fair). Regularmente escribe reportajes sobre Perú y América Latina para la revista
"Mirabelle", un mensuario de corte intelectual dirigido al gran público
femenino. Escribe en inglés, idioma en el que se expresa con más fluidez que en español o en italiano. Sin embargo, la conciencia de ser una gringa en Perú y una latina en Estados
Unidos, sigue presente. "Una nube en la arena" y "Gringa Latina" fueron
eso. Una memoria "saturada con poderosos ecos y profunda nostalgia de un lugar que no puedo dejar atrás".
La crítica americana señaló a propósito de "Una nube." que "los personajes de Gabriella de Ferrari crecen llenos de fuerza y
vitalidad, introduciéndonos a un mundo misterioso y desvanecido" (Los Angeles
Times); "una rica obra maestra con preciso sentido de historia, clase y cultura... una novela
civilizada, inteligente y dinámica". (Entertainment Weekly). Si bien su primera novela se desarrolla en
Yayaku, un país inventado situado en América Latina donde narra el peregrinaje de su madre y de su abuela desde el Mediterráneo hasta América en la década del '40, en
"Gringa Latina" la trama transcurre en Tacna y la historia es la de Gabriella: su niñez, el
colegio, su primer viaje a Italia para encontrarse con la tierra de sus
ancestros. No es una novela propiamente autobiográfica ni costumbrista, aunque contenga ambos
elementos, es más bien un retrato sicológico hábilmente compuesto con imaginación y
vitalidad.
Gabriella es una persona disciplinada y organizada. Escribe diariamente de 9 a 1 de la tarde, sean artículos, novelas o páginas
sueltas. Busca la precisión. "La novela tiene una voz, el artículo un
tono", dice. Y eso es lo que busca. Entre sus autores preferidos se encuentran García Márquez, John
Updike, Julian Burnes y Flaubert, aunque en los últimos años prefiere leer literatura escrita por mujeres como Toni Morrison y la portuguesa Cisneros autora de "The house in Mango street". De sus planes
futuros, la escritora prefiere no dar mayores luces. "Soy supersticiosa",
explica. Basta con señalar que sigue la saga trashumante, la de los inmigrantes temporales que siempre están pensando con regresar a su
hogar.
Artículo "La Gringa Latina"
Escribe MARIA ELENA CORNEJO (periodista)
Fotos JOSE VILCA,
Revista "CARETAS", edición n° 1356, del 30 Marzo1995
...comunico que autoriza la publicación y traducción del artículo "La Gringa Latina", escrito por la periodista MariaElena Cornejo en la edición de CARETAS
N° 1356 del 30 de marzo de 1995. - Ysla.
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