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¿Pueden dos días cambiar la
historia?,
depende de las ideas, de los objetivos, de las
intenciones y sobre todo de la buena voluntad.
El 5 y 6 de abril del 2008 serán dos días
recordados por la asociación PERUAN-ITA' como el
inicio de algo grande: El mejor conocimiento
entre la comunidad sudamericana residente en
Milán y las instituciones civiles y del orden de
Italia.
La associazione PERUAN-ITA', en la persona de su
presidente Armando Pace, propuso en diciembre
del 2007 la magnífica idea de crear un
campeonato de fútbol de dos días entre equipos
formados por las principales comunidades
sudamericanas residentes en Milán: Perú,
Ecuador, Bolivia y Brasil y las instituciones
más representativas del orden en esta ciudad:
Policía Local, Policía de Estado, Carabinieri y
Guardia de Financia. Idea co-sostenida por la
Asociación Cultural Peruana/ Liga Deportiva
Sudamericana.
Esto debido a que siguiendo la historia de
diferentes hechos ocurridos, poco agradables, se
verificaron malentendos y hasta agresiones donde
en parte figuraban como actores principales
ciudadanos provenientes de sudamerica además de
una clara intensión de sobredimensionar estos
hechos de parte de
cierta prensa local.
Todo producto de un error de poco conocimiento,
de falta de oportunidades para condividir
momentos gratos donde puedan nacer nuevas
amistades y donde grupos diferentes por roles y
proveniencia puedan encontrar los puntos de
contacto en común. Como por ejemplo las antiguas
relaciones entre el Perú e Italia, entre
Sudamerica e Italia.
Es así que este torneo propuesto por PERUAN-ITA'
intituló el nombre a Antonio Raimondi, milanés
que participó a las Cinco Jornadas contra el
Imperio Austro-Hungarico y muy recordado en
Milán, un Raimondi que
posteriormente viajó al Perú, quedandose por
mucho tiempo, donde re-escribió y descubrió
flora, fauna y geografía peruana, un ejemplo: La
Puya de Raimondi. Su persona representa una
puente, un lazo, ese feeling que existió, existe
y exsistirá entre el Perú e Italia, entre
Latinoamérica e Italia y que no vale la pena
destruirlo por hechos aislados y protagonizados
por pocas personas que traen consigo un modo de
vida que no es condividido por la gran mayoría
de peruanos y sudamericanos sea en sus lugares
de orígen como en Italia. Y no vale la pena
destruirlo a causa de una cierta ideología, de
donde ella provenga, que busca la división en
cambio de la unión, que promueve la desconfianza
y el aislamiento social aprovechando de ciertos
hechos acaecidos en el pasado.
No vale la pena destruir esos lazos de unión
entre ambos países y continentes a causa de
cierto periodísmo que cuando se trata de
remarcar los hechos negativos que ven como
protagonistas los extranjeros y donde incluímos
los sudamericanos, le dedican extensas páginas,
horas y días a tratar el asunto, estando en todo
su derecho como es lógico ya que los hechos
negativos se deben combatir y sobre todo
prevenir. Pero dejan la sensación amarga, ya que
muy sutilmente (quizás sin darse cuenta), hacen
parecer de que todos son iguales en sus
comportamientos, provocando una reacción a
cadena en la ciudadanía que les llevan a decir:
Sí todos los sudamericanos son iguales, sí estos
peruanos son todos iguales, si todos los
bolivianos son así, los ecuatorianos son así.
Pero cuando se trata de almenos mencionar
iniciativas como la del Torneo Antonio Raimondi,
no dedican ni una palabra, ni tanto menos un
segundo de sus programas.
Queremos dejar en claro que todos estámos y
creemos en el respeto de las leyes y del buen
vivir y quien viola dichas normas debe asumirse
su responsabilidad venga de donde venga.
Al margen de este pequeño análisis que espero
sea un contributo más para poder avanzar y no
retroceder, ya que esta es la intención:
Avanzar. El Torneo fue todo un exito por el
simple hecho de haber visto participar familias
sudamericanas y familias italianas, grupos de
amigos y amigas. Todos bajo un mismo sol
primaveril que iluminó las tardes del 5 y el 6
de abril del 2008.
Un gracias a todos los participantes, un gracias
a la Fanfara dei Bersaglieri por el espectáculo
que nos han regalado, gracias por los himnos
bien ejecutados y por la seriedad y el empeño
que pusieron, con un público que respondió con
sendos aplausos y urras, gracias a ellos también.
Miguel Luna |
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DUE GIORNI NEL
NOME DI RAIMONDI
Possono due giorni cambiare
la storia?
Dipende dalle idee, dagli obiettivi, dalle
intenzioni e soprattutto dalla buona volontà.
Il 5 e 6 aprile del 2008 saranno due giorni
ricordati dall'associazione PERUAN-ITA' come
l'inizio di qualcosa di grande: La migliore
conoscenza tra le comunità sud-americane
residenti a Milano e le Istituzioni Civili e
dell'Ordine italiane.
L'associazione PERUAN-ITA', nella persona del
suo presidente Armando Pace, propose nel
dicembre del 2007 la magnifica idea di creare un
campionato di calcio di due giorni tra squadre
formate dalle principali comunità sud-americane
residenti a Milano: Perù, Ecuador, Bolivia e
Brasile e delle Istituzioni più rappresentative
dell'ordine in questa città: Polizia Locale,
Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di
Finanzia. Idea sostenuta anche dall'Associazione
Culturale Peruviana Lega Sportiva Sud-americana.
Questo, in seguito ad alcuni eventi
poco gradevoli in cui ci sono stati
disordini ed anche aggressioni e dove erano
coinvolti come attori principali cittadini
provenienti dal sud-america oltre ad una
chiara intenzione di sovradimensionare questi
fatti da parte di una certa stampa locale.
Tutto prodotto da un errore di scarsa
conoscenza, di mancanza di una opportunità per
condividere momenti piacevoli dove possano
nascere nuove amicizie e dove gruppi diversi per
ruoli e provenienza possano trovare i punti di
contatto comuni. Come ad esempio le antiche
relazioni tra il Perù e l'Italia, tra il
Sud-America e l'Italia.
È cosi che questo torneo proposto da PERUAN-ITA'
intitolato ad Antonio Raimondi, milanese che
partecipò alle Cinque Giornate contro l'Impero
Austro-Ungarico e molto ricordato a Milano, un
Raimondi che successivamente viaggiò in Perú,
rimanendoci per molto tempo, dove riscrisse e
scoprì flora, fauna e geografia peruviana, un
esempio:
'La Puya de Raimondi'. La sua
persona rappresenta un ponte, un legame, quel
feeling che è esistito, esiste ed esisterá tra
il Perù e l'Italia, tra l'America latina e
l'Italia e che non vale la pena di distruggere
per fatti isolati ed a causa di poche persone
che hanno un modo di vita che non è condiviso
dalla grande maggioranza dei peruviani e
sud-americani sia nei paesi d'origine come in
Italia. E non vale la pena distruggerlo a causa
di una certa ideologia, da qualsiasi parte
provenga che cerca la divisione
invece dell'unione, che promuove la
sfiducia e l'isolamento sociale sfruttando i
fatti accaduti nel passato.
Non vale la pena distruggere questi legami
tra questi paesi e continenti a causa di
un certo giornalismo che quando si tratta di
rimarcare fatti negativi che vedono come
protagonisti gli stranieri e dove includiamo i
sud-americani, dedicano ampie pagine, ore e
giorni a trattare il tema, sono nel loro diritto
com'è logico poiché i fatti negativi devono
essere combattuti e soprattutto prevenuti. Ma
lasciano una sensazione amara, poiché molto
sottilmente, magari senza rendersene conto,
fanno sembrare che tutti siano uguali nei
comportamenti, provocando una reazione a catena
nella cittadinanza che porta a dire: Si, tutti i
sud-americani sono uguali, si, questi peruviani
sono tutti uguali, si tutti i boliviani sono
così, gli ecuadoriani sono così. Ma quando si
tratta di menzionare iniziative come quella del
Torneo Antonio Raimondi, non dedicano ne una
parola, ne tanto meno un secondo dei loro
programmi.
Vogliamo sia chiaro a tutti che siamo e
crediamo nel rispetto delle leggi e del buon
vivere e chi viola le norme deve assumersene la
responsabilità da qualsiasi parte venga.
Al margine di questa piccola analisi che spero
sia un contributo per poter avanzare e non
retrocedere, poiché questo è l'intenzione:
Avanzare. Il Torneo è stato un successo per il
semplice fatto di aver visto parlare
famiglie sud-americane e famiglie italiane,
gruppi di amici ed amiche. Tutti sotto lo stesso
sole primaverile che ha illuminato i pomeriggi
del 5 e del 6 di aprile 2008.
Un grazie a tutti i partecipanti, un grazie alla
Fanfara dei Bersaglieri per lo spettacolo che ci
hanno regalato, grazie per gli inni ben
interpretati, per la serietà e l'impegno che
hanno profuso, con un pubblico che ha risposto
con applausi e urrà , grazie anche a loro.
traduzione di Pietro Liberati
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