DOS DÍAS EN EL NOMBRE DE RAIMONDI
de Miguel Luna

¿Pueden dos días cambiar la historia?,
depende de las ideas, de los objetivos, de las intenciones y sobre todo de la buena voluntad.
El 5 y 6 de abril del 2008 serán dos días recordados por la asociación PERUAN-ITA' como el inicio de algo grande: El mejor conocimiento entre la comunidad sudamericana residente en Milán y las instituciones civiles y del orden de Italia.

La associazione PERUAN-ITA', en la persona de su presidente Armando Pace, propuso en diciembre del 2007 la magnífica idea de crear un campeonato de fútbol de dos días entre equipos formados por las principales comunidades sudamericanas residentes en Milán: Perú, Ecuador, Bolivia y Brasil y las instituciones más representativas del orden en esta ciudad: Policía Local, Policía de Estado, Carabinieri y Guardia de Financia. Idea co-sostenida por la Asociación Cultural Peruana/ Liga Deportiva Sudamericana.

Esto debido a que siguiendo la historia de diferentes hechos ocurridos, poco agradables, se verificaron malentendos y hasta agresiones donde en parte figuraban como actores principales ciudadanos provenientes de sudamerica además de una clara intensión de sobredimensionar estos hechos de parte de
cierta prensa local.

Todo producto de un error de poco conocimiento, de falta de oportunidades para condividir momentos gratos donde puedan nacer nuevas amistades y donde grupos diferentes por roles y proveniencia puedan encontrar los puntos de contacto en común. Como por ejemplo las antiguas relaciones entre el Perú e Italia, entre Sudamerica e Italia.

Es así que este torneo propuesto por PERUAN-ITA' intituló el nombre a Antonio Raimondi, milanés que participó a las Cinco Jornadas contra el Imperio Austro-Hungarico y muy recordado en Milán, un Raimondi que
posteriormente viajó al Perú, quedandose por mucho tiempo, donde re-escribió y descubrió flora, fauna y geografía peruana, un ejemplo: La Puya de Raimondi. Su persona representa una puente, un lazo, ese feeling que existió, existe y exsistirá entre el Perú e Italia, entre Latinoamérica e Italia y que no vale la pena destruirlo por hechos aislados y protagonizados por pocas personas que traen consigo un modo de vida que no es condividido por la gran mayoría de peruanos y sudamericanos sea en sus lugares de orígen como en Italia. Y no vale la pena destruirlo a causa de una cierta ideología, de donde ella provenga, que busca la división en cambio de la unión, que promueve la desconfianza y el aislamiento social aprovechando de ciertos hechos acaecidos en el pasado.

No vale la pena destruir esos lazos de unión entre ambos países y continentes a causa de cierto periodísmo que cuando se trata de remarcar los hechos negativos que ven como protagonistas los extranjeros y donde incluímos los sudamericanos, le dedican extensas páginas, horas y días a tratar el asunto, estando en todo su derecho como es lógico ya que los hechos negativos se deben combatir y sobre todo prevenir. Pero dejan la sensación amarga, ya que muy sutilmente (quizás sin darse cuenta), hacen parecer de que todos son iguales en sus comportamientos, provocando una reacción a cadena en la ciudadanía que les llevan a decir: Sí todos los sudamericanos son iguales, sí estos peruanos son todos iguales, si todos los bolivianos son así, los ecuatorianos son así. Pero cuando se trata de almenos mencionar iniciativas como la del Torneo Antonio Raimondi, no dedican ni una palabra, ni tanto menos un segundo de sus programas.

Queremos dejar en claro que todos estámos y creemos en el respeto de las leyes y del buen vivir y quien viola dichas normas debe asumirse su responsabilidad venga de donde venga.

Al margen de este pequeño análisis que espero sea un contributo más para poder avanzar y no retroceder, ya que esta es la intención: Avanzar. El Torneo fue todo un exito por el simple hecho de haber visto participar familias sudamericanas y familias italianas, grupos de amigos y amigas. Todos bajo un mismo sol primaveril que iluminó las tardes del 5 y el 6 de abril del 2008.

Un gracias a todos los participantes, un gracias a la Fanfara dei Bersaglieri por el espectáculo que nos han regalado, gracias por los himnos bien ejecutados y por la seriedad y el empeño que pusieron, con un público que respondió con sendos aplausos y urras, gracias a ellos también.

Miguel Luna

 

DUE GIORNI NEL NOME DI RAIMONDI

Possono due giorni cambiare la storia?
Dipende dalle idee, dagli obiettivi, dalle intenzioni e soprattutto dalla buona volontà.
Il 5 e 6 aprile del 2008 saranno due giorni ricordati dall'associazione PERUAN-ITA' come l'inizio di qualcosa di grande: La migliore conoscenza tra le comunità sud-americane residenti a Milano e le Istituzioni Civili e dell'Ordine italiane.
L'associazione PERUAN-ITA', nella persona del suo presidente Armando Pace, propose nel dicembre del 2007 la magnifica idea di creare un campionato di calcio di due giorni tra squadre formate dalle principali comunità sud-americane residenti a Milano: Perù, Ecuador, Bolivia e Brasile e delle Istituzioni più rappresentative dell'ordine in questa città: Polizia Locale, Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanzia. Idea sostenuta anche dall'Associazione Culturale Peruviana Lega Sportiva Sud-americana.

Questo, in seguito ad alcuni eventi poco gradevoli in cui ci sono stati disordini ed anche aggressioni e dove erano coinvolti come attori principali cittadini provenienti dal  sud-america oltre ad una chiara intenzione di sovradimensionare questi fatti da parte di una certa stampa locale.

Tutto prodotto da un errore di scarsa conoscenza, di mancanza di una opportunità per condividere momenti piacevoli dove possano nascere nuove amicizie e dove gruppi diversi per ruoli e provenienza possano trovare i punti di contatto comuni. Come ad esempio le antiche relazioni tra il Perù e l'Italia, tra il Sud-America e l'Italia.

È cosi che questo torneo proposto da PERUAN-ITA' intitolato ad Antonio Raimondi, milanese che partecipò alle Cinque Giornate contro l'Impero Austro-Ungarico e molto ricordato a Milano, un Raimondi che successivamente viaggiò in Perú, rimanendoci per molto tempo, dove riscrisse e scoprì flora, fauna e geografia peruviana, un esempio: 'La Puya de Raimondi'.  La sua persona rappresenta un ponte, un legame, quel feeling che è esistito, esiste ed esisterá tra il Perù e l'Italia, tra l'America latina e l'Italia e che non vale la pena di distruggere per fatti isolati ed a causa di poche persone che hanno un modo di vita che non è condiviso dalla grande maggioranza dei peruviani e sud-americani sia nei paesi d'origine come in Italia. E non vale la pena distruggerlo a causa di una certa ideologia, da qualsiasi parte provenga che cerca la divisione invece dell'unione, che promuove la sfiducia e l'isolamento sociale sfruttando i fatti accaduti nel passato.

Non vale la pena distruggere questi legami  tra questi paesi  e continenti a causa di un certo giornalismo che quando si tratta di rimarcare fatti negativi che vedono come protagonisti gli stranieri e dove includiamo i sud-americani, dedicano ampie pagine, ore e giorni a trattare il tema, sono nel loro diritto com'è logico poiché i fatti negativi devono essere combattuti e soprattutto prevenuti. Ma lasciano una sensazione amara, poiché molto sottilmente, magari senza rendersene conto, fanno sembrare che tutti siano uguali nei comportamenti, provocando una reazione a catena nella cittadinanza che porta a dire: Si, tutti i sud-americani sono uguali, si, questi peruviani sono tutti uguali, si tutti i boliviani sono così, gli ecuadoriani sono così. Ma quando si tratta di menzionare iniziative come quella del Torneo Antonio Raimondi, non dedicano ne una parola, ne tanto meno un secondo dei loro programmi.

Vogliamo sia chiaro a tutti  che siamo e crediamo nel rispetto delle leggi e del buon vivere e chi viola le norme deve assumersene la responsabilità da qualsiasi parte venga.

Al margine di questa piccola analisi che spero sia un contributo per poter avanzare e non retrocedere, poiché questo è l'intenzione: Avanzare. Il Torneo è stato un successo per il semplice fatto di aver visto parlare  famiglie sud-americane e famiglie italiane, gruppi di amici ed amiche. Tutti sotto lo stesso sole primaverile che ha illuminato i pomeriggi del 5 e del 6 di aprile 2008.

Un grazie a tutti i partecipanti, un grazie alla Fanfara dei Bersaglieri per lo spettacolo che ci hanno regalato, grazie per gli inni ben interpretati, per la serietà e l'impegno che hanno profuso, con un pubblico che ha risposto con applausi e urrà , grazie anche a loro.
 


traduzione di Pietro Liberati

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