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La
Cascina, attuale sede dell’Associazione culturale “Amici della
Cascina Linterno” - prototipo di un’antica “corte chiusa” lombarda
con i suoi terreni agricoli originari che ancora conserva - bene si
ambienta ad una Mostra che, attraverso l’iconografia di Immaginette
Sacre, vuole ricordare all’uomo moderno come la religiosità popolare
del mondo agricolo, seppure, talvolta, frammista alla superstizione,
è stata un veicolo di trasmissione orale e di segni concreti della
dottrina e delle tradizioni cristiane legate ad una fede naturale
nelle sue espressioni individuali e collettive. A titolo
informativo, la Cascina Linterno è anche un edificio storico perché
risulta che sia stata la casa di campagna del grande poeta Francesco
PETRARCA
dove, nei suoi soggiorni milanesi, si rifugiava alla ricerca della
quiete nella sua “ diletta solitudine”.
Lorenzo Perrone
Associazione “Amici Cascina Linterno” -
Via F.lli Zoia, 194 - 20152 – Milano
Internet:
www.cascinalinterno.it – e-mail:
amicilinterno@libero.it - info: 334 7381384
IL SANTINO: QUALE SUA
FUNZIONE OGGI?
NELL’ERA DELLA MULTIMEDIALITA’ IL SANTINO SVOLGE ANCORA LA SUA
FUNZIONE?
Nei
giorni scorsi leggendo le news che ricevo sulla mia e-mail da
parte di un’Agenzia internazionale ( pagina web:
www.zenit.org
) ho appreso la seguente notizia: ”I Cubani riscoprono il
cristianesimo con un’immagine di Gesù Bambino”.
“La distribuzione massiccia di immagini in plastica
fluorescente di 9 cm. che rappresentano Gesù Bambino sta
facendo rinascere l’interesse per il cattolicesimo. Nell’isola caraibica sono state distribuite circa 350.000 immagini in
appena un mese”
Leggendo poi tutto l’articolo , oltre alla gioia provata come
cristiano, ho avuto un’ulteriore conferma del merito
pedagogico e della funzione divulgativa della devozione
popolare e/o di sostegno alla fede che le Immaginette sacre
familiarmente chiamate “Santini” hanno avuto e continuano ad
avere nella storia della Chiesa.
Questo fatto deve far riflettere non solo noi “cultori” di
immaginette sacre che le collezioniamo, ma anche chi le
produce o le fa stampare.
Infatti, a mio giudizio, si deve sempre ricordare che le
Immaginette non sono dei pezzi di carta finalizzati a se
stessi, ma rappresentano la “quasi presenza dell’invisibile”;
perciò, questo semplicissimo, a volte umile ma efficace ,
mezzo d’informazione serve a far conoscere al popolo al quale
è destinato, le verità della fede, una realtà dogmatica, un
avvenimento o la figura di un personaggio del quale la Chiesa
ne suggerisce la devozione.
Perciò, il Santino deve essere un oggetto che coniuga la
bellezza artistica ed il messaggio cristiano che va diritto
alla mente ed al cuore della gente per portare gioia, luce,
pace e dolcezza ed, inoltre, divenire una realtà presente e
viva: “quel personaggio è qui con me, perciò mi ama e mi
protegge e mi sento liberamente legato a lui in forma più o
meno grande”.
I colleghi soci AICIS che mi conoscono, ormai, avranno
rilevato che i Santini che più mi aggradano sono quelli
stampati, con la tecnica della cromolitografia, del periodo
che va dalla fine del 1800 al primo ventennio del 1900 quando
le maggiori case editrici, italiane e francesi, avevano
ingaggiato i migliori artisti disegnatori del tempo per
produrre immaginette sacre a colori con una bellezza estetica
e ricche di elementi iconografici relativi al soggetto
riprodotto, destinate appunto ad essere divulgate in tutto il
mondo cattolico (di queste, in un mio viaggio a Cuba di
qualche anno fa, ne ho comprate parecchie in un mercatino
dell’Avana ).
In tale produzione,infatti io rilevo, oltre alla nitidezza
dell’immagine, i valori della delicatezza, del garbo,
dell’arte, dell’armonia, della devozione ed il top, secondo
me, viene raggiunto quando tali stampe sono riportate su carta
merlettata, incollate su canivet meccanico o semplicemente
fustellate.
Invece, nella produzione moderna di Santini, ( periodo dagli
anni ’70 a tutt’oggi), a parte qualche serie da collezione, mi
sembra che, spesso, si notino alcuni difetti dell’uomo moderno
quali la fretta, la superficialità e il consumismo che,
conseguenzialmente, portano a non tener conto dei suddetti
elementi estetici ed iconografici.
Pertanto, faccio un appello alle Congregazioni, alle
Parrocchie, ai Santuari, alle Case editrici che, attualmente,
si accingono a stampare o diffondere “Santini” di effettuare
una produzione di qualità che tenga conto dei suddetti
elementi considerati e verificando preventivamente che il
messaggio che si intende dare con gli stessi susciti
nell’interlocutore esattamente quei sentimenti positivi che si
vogliono stimolare e trasmettino le informazioni essenziali
che riguardano il personaggio raffigurato. Per fare alcuni
esempi su quello che intendo dire - e su questo mi piacerebbe
sentire il pensiero degli altri soci AICIS - io eviterei di
produrre immaginette che:
- raffigurano le bare o le teche contenenti le salme o gli
scheletri dei Santi perché se le vedono i bambini si
spaventano, anche se potrebbero avere lo scopo di far meditare
sulla caducità della vita terrena in chi è avanti con la fede;
- riproducano foto di statue di Santi che hanno un brutto
aspetto estetico;
- riportino la sola fotografia del Santo/a che può destare
immediatamente antipatia, repulsione o altre emozioni
negative; io preferirei che la stessa, in generale, fosse
arricchita da disegni raffiguranti le attività della sua vita
, della sua professione ecc. e perché no da qualche elemento
floreale se può essere indicato.
-abbiano un formato non standard; il Santino tradizionale ,
intendendosi per tale quello prodotto in tutto il secolo
scorso, aveva, per lo più, una dimensione minima di cm. 5,6
x10.1 ed una massima di cm. 6,6 x11,8, ciò allo scopo di
essere custodito come segnalibro nei libretti delle preghiere
oppure nel proprio borsellino o portafoglio.
- sia stampato su carta troppo leggera che si maltratta
facilmente;
- sia prodotto con stampa monocromatica e non a colori; (con i
macchinari moderni che utilizzano la tecnica dell’off-set si
possono fare stampe meravigliose a colori ).
- siano prive di preghiera nel retro.
Infine, al termine di questo mio articolo, mi si è accesa una
lampadina in testa che mi ha fatto intravedere un progetto che
dovrò approfondire e valutare e se i risultati mi
convinceranno, lo presenterò come proposta al direttivo della
nostra benemerita Associazione.
Lorenzo PERRONE
Articolo pubblicato sulla circolare dell’A.I.C.I.S.
( Associazione Italiana Culturi Immaginette Sacre) del Maggio
2006
Inserisco due 'Santini' ereditati da mia nonna tutti e due
senza datazione ma presumo degli inizi del 900 che, unitamente
ad un'altra cinquantina, compongono la mia collezione.
Ho scelto
San Lorenzo in onore dell'estensore dell'articolo e visto
l'approssimarsi del Natale, la sacra Famiglia.
Condivido appieno l'appello di Perrone visto che al giorno
d'oggi questa usanza è quasi del tutto scomparsa e quelle
poche immagini che vengono distribuite non sono minimamente
all'altezza di quelle degli anni passati .
Pietro Liberati
webmaster
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