Gli Amici della Cascina Linterno,
 nell’ambito del Programma
di attività “Autunno 2007 - Inverno 2008”,

invitano tutta la Cittadinanza all’evento culturale:

 LA RELIGIOSITA’ DEL MONDO CONTADINO
Mostra di Immaginette Sacre della devozione popolare
a cura di Lorenzo PERRONE
autore del libro "IMMAGINETTE SACRE ANTICHE E MODERNE”
Uno strumento per conoscere i Santi e capire la loro iconografia
Cascina Linterno - Via Fratelli Zoia, 194
Sala “Emilio Porro” DOMENICA 18 Novembre 2007 - Ore 10-18
Autobus 67 da MM Bande Nere e 63 da MM Bisceglie
e-mail: Lorenzo.Perrone@fastwebnet.it  - Blog: lorenzoperrone.splinder.com 

 

La Cascina, attuale sede dell’Associazione culturale “Amici della Cascina Linterno” - prototipo di un’antica “corte chiusa” lombarda con i suoi terreni agricoli originari che ancora conserva - bene si ambienta ad una Mostra che, attraverso l’iconografia di Immaginette Sacre, vuole ricordare all’uomo moderno come la religiosità popolare del mondo agricolo, seppure, talvolta, frammista alla superstizione, è stata un veicolo di trasmissione orale e di segni concreti della dottrina e delle tradizioni cristiane legate ad una fede naturale nelle sue espressioni individuali e collettive. A titolo informativo, la Cascina Linterno è anche un edificio storico perché risulta che sia stata la casa di campagna del grande poeta Francesco PETRARCA
dove, nei suoi soggiorni milanesi, si rifugiava alla ricerca della quiete nella sua “ diletta solitudine”.


Lorenzo Perrone

 


Associazione “Amici Cascina Linterno” - Via F.lli Zoia, 194 - 20152 – Milano
Internet: www.cascinalinterno.it  – e-mail: amicilinterno@libero.it  - info: 334 7381384


IL SANTINO: QUALE SUA FUNZIONE OGGI?
NELL’ERA DELLA MULTIMEDIALITA’ IL SANTINO SVOLGE ANCORA LA SUA FUNZIONE?

 

Nei giorni scorsi leggendo le news che ricevo sulla mia e-mail da parte di un’Agenzia internazionale ( pagina web: www.zenit.org ) ho appreso la seguente notizia: ”I Cubani riscoprono il cristianesimo con un’immagine di Gesù Bambino”.
“La distribuzione massiccia di immagini in plastica fluorescente di 9 cm. che rappresentano Gesù Bambino sta facendo rinascere l’interesse per il cattolicesimo. Nell’isola caraibica sono state distribuite circa 350.000 immagini in appena un mese”
Leggendo poi tutto l’articolo , oltre alla gioia provata come cristiano, ho avuto un’ulteriore conferma del merito pedagogico e della funzione divulgativa della devozione popolare e/o di sostegno alla fede che le Immaginette sacre familiarmente chiamate “Santini” hanno avuto e continuano ad avere nella storia della Chiesa.
Questo fatto deve far riflettere non solo noi “cultori” di immaginette sacre che le collezioniamo, ma anche chi le produce o le fa stampare.
Infatti, a mio giudizio, si deve sempre ricordare che le Immaginette non sono dei pezzi di carta finalizzati a se stessi, ma rappresentano la “quasi presenza dell’invisibile”; perciò, questo semplicissimo, a volte umile ma efficace , mezzo d’informazione serve a far conoscere al popolo al quale è destinato, le verità della fede, una realtà dogmatica, un avvenimento o la figura di un personaggio del quale la Chiesa ne suggerisce la devozione.
Perciò, il Santino deve essere un oggetto che coniuga la bellezza artistica ed il messaggio cristiano che va diritto alla mente ed al cuore della gente per portare gioia, luce, pace e dolcezza ed, inoltre, divenire una realtà presente e viva: “quel personaggio è qui con me, perciò mi ama e mi protegge e mi sento liberamente legato a lui in forma più o meno grande”.
I colleghi soci AICIS che mi conoscono, ormai, avranno rilevato che i Santini che più mi aggradano sono quelli stampati, con la tecnica della cromolitografia, del periodo che va dalla fine del 1800 al primo ventennio del 1900 quando le maggiori case editrici, italiane e francesi, avevano ingaggiato i migliori artisti disegnatori del tempo per produrre immaginette sacre a colori con una bellezza estetica e ricche di elementi iconografici relativi al soggetto riprodotto, destinate appunto ad essere divulgate in tutto il mondo cattolico (di queste, in un mio viaggio a Cuba di qualche anno fa, ne ho comprate parecchie in un mercatino dell’Avana ).
In tale produzione,infatti io rilevo, oltre alla nitidezza dell’immagine, i valori della delicatezza, del garbo, dell’arte, dell’armonia, della devozione ed il top, secondo me, viene raggiunto quando tali stampe sono riportate su carta merlettata, incollate su canivet meccanico o semplicemente fustellate.
Invece, nella produzione moderna di Santini, ( periodo dagli anni ’70 a tutt’oggi), a parte qualche serie da collezione, mi sembra che, spesso, si notino alcuni difetti dell’uomo moderno quali la fretta, la superficialità e il consumismo che, conseguenzialmente, portano a non tener conto dei suddetti elementi estetici ed iconografici.
Pertanto, faccio un appello alle Congregazioni, alle Parrocchie, ai Santuari, alle Case editrici che, attualmente, si accingono a stampare o diffondere “Santini” di effettuare una produzione di qualità che tenga conto dei suddetti elementi considerati e verificando preventivamente che il messaggio che si intende dare con gli stessi susciti nell’interlocutore esattamente quei sentimenti positivi che si vogliono stimolare e trasmettino le informazioni essenziali che riguardano il personaggio raffigurato. Per fare alcuni esempi su quello che intendo dire - e su questo mi piacerebbe sentire il pensiero degli altri soci AICIS - io eviterei di produrre immaginette che:
- raffigurano le bare o le teche contenenti le salme o gli scheletri dei Santi perché se le vedono i bambini si spaventano, anche se potrebbero avere lo scopo di far meditare sulla caducità della vita terrena in chi è avanti con la fede;
- riproducano foto di statue di Santi che hanno un brutto aspetto estetico;
- riportino la sola fotografia del Santo/a che può destare immediatamente antipatia, repulsione o altre emozioni negative; io preferirei che la stessa, in generale, fosse arricchita da disegni raffiguranti le attività della sua vita , della sua professione ecc. e perché no da qualche elemento floreale se può essere indicato.
-abbiano un formato non standard; il Santino tradizionale , intendendosi per tale quello prodotto in tutto il secolo scorso, aveva, per lo più, una dimensione minima di cm. 5,6 x10.1 ed una massima di cm. 6,6 x11,8, ciò allo scopo di essere custodito come segnalibro nei libretti delle preghiere oppure nel proprio borsellino o portafoglio.
- sia stampato su carta troppo leggera che si maltratta facilmente;
- sia prodotto con stampa monocromatica e non a colori; (con i macchinari moderni che utilizzano la tecnica dell’off-set si possono fare stampe meravigliose a colori ).
- siano prive di preghiera nel retro.
Infine, al termine di questo mio articolo, mi si è accesa una lampadina in testa che mi ha fatto intravedere un progetto che dovrò approfondire e valutare e se i risultati mi convinceranno, lo presenterò come proposta al direttivo della nostra benemerita Associazione.
Lorenzo PERRONE

Articolo pubblicato sulla circolare dell’A.I.C.I.S. ( Associazione Italiana Culturi Immaginette Sacre) del Maggio 2006

    Inserisco due 'Santini' ereditati da mia nonna tutti e due senza datazione ma presumo degli inizi del 900 che, unitamente ad un'altra cinquantina, compongono la mia collezione.
Ho scelto San Lorenzo in onore dell'estensore dell'articolo e visto l'approssimarsi del Natale, la sacra Famiglia. 
Condivido appieno l'appello di Perrone visto che al giorno d'oggi questa usanza è quasi del tutto scomparsa e quelle poche immagini che vengono distribuite non sono minimamente all'altezza  di quelle degli anni passati .

Pietro Liberati
webmaster

 

 

 

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