A Milano il Ministro della Solidarietà  sociale Paolo Ferrero

Prosegue il viaggio nell’immigrazione del Ministro della Solidarietà  sociale Paolo Ferrero che lunedì 22 gennaio ha incontrato insieme alla Sottosegretaria Cristina De Luca a Milano i rappresentanti della Regione  Lombardia, i rappresentanti degli Enti locali, le realtà della società  civile e del mondo dell’immigrazione, presso l’Auditorium “G. Gaber” nel Palazzo della Regione Lombardia in Piazza Duca D’Aosta 3. Il “Viaggio nell’Italia dell’immigrazione”, partito dall’Umbria il 9 novembre si concluderà il 29 gennaio nelle Marche. L’iniziativa prevede un ciclo di incontri aperti che avranno luogo nelle sedi di ogni Regione e a cui parteciperanno, oltre ai rappresentanti delle Regioni, quelli dei diversi Enti locali, della società civile, dei sindacati, delle associazioni degli immigrati. Il “Viaggio” è pensato nella prospettiva di valorizzare le  realtà presenti sul territorio e cogliere stimoli e proposte utili nel percorso  di modifica della legislazione italiana sull’immigrazione.

«In Lombardia vive oltre il 25% della popolazione straniera presente in Italia. Negli ultimi cinque anni il loro numero è raddoppiato, passando  dai 400 agli 800mila. Questo dato deve assolutamente far riflettere, anche per quanto riguarda i criteri con cui vengono ripartiti e assegnati i fondi nazionali che vedono la nostra Regione ancora oggi fortemente e ingiustamente penalizzata, a fronte di un impegno che ci distingue da  tutte le altre Regioni d'Italia». È questo il tenore della dichiarazione dell'assessore regionale alla Famiglia e Solidarietà sociale, Gian Carlo Abelli, nel corso dell'incontro con il ministro alle Politiche sociali, Paolo Ferrero, che si è svolto questo pomeriggio in Regione, in occasione  di un convegno al quale hanno partecipato i rappresentanti di oltre 150 associazioni del volontariato e del Terzo Settore che in Lombardia, si occupano dei problemi legati all'immigrazione.
Il Dr. JOSE YSMAEL CRUZ CHAMORRO - (Peru) Presidente: della Ass. Unione Immigrati Mondo ed anche autorevole rappresentante di CIRCLA (Centro di Integrazione Permanente di Rappresentanza della Comunità Latino  Americana). Ha  parlato in particolare dalla sua esperienza come Segretario nel CONSIGLIO PROVINCIALE DEI RAPPRESENTANTI DEGLI IMMIGRATI dalla Provincia di Rimini  con  la quale ha sviluppato diverse iniziative per Promuovere l’accoglienza, il riconoscimento delle differenze culturali e la valorizzazione degli immigrati latino americani come risorsa e ricchezza. Cruz ha manifestato che dopo lunghi anni di lavoro nel calcio, in qualità  di organizzatore ha trovato in questo sport , il più popolare del mondo, la forza  per combattere il razzismo, giàcchè il suo potenziale di integrazione aiuta la gente a comprendere a conoscere le differenza, tolleranza e accettazione.

 

CIRCLA 

 Il progetto CIRCLA è stato creato del Dott. Héctor Villanueva , con l'obbiettivo di dare risposta al bisogno di rappresentanza, integrazione e relazione dell’ampia comunità latino americana, presente a Milano, attraverso la realizzazione di un centro di rappresentanza in grado di dialogare a  livello istituzionale, sociale e culturale con la comunità cittadina. Tale centro contribuirà a rafforzare ed incrementare il processo di integrazione degli immigrati a Milano, raccogliendo utenze che gravitano intorno a servizi, sportelli, attività promosse da enti pubblici, associazioni di categoria, iniziative informali, ecc. e favorendo processi di scambio tra immigrati provenenti da vari paesi dell’America Latina, al fine di istituire un’identità comune e collettiva in grado di relazionarsi con il tessuto sociale, culturale e imprenditoriale milanese, in modo più efficace e significativo. L’ideazione di questo progetto è in risposta all’analisi dei bisogni riscontrati nei contatti con le comunità latinoamericane a Milano, che evidenziano la necessità di collegare i servizi offerti ai cittadini stranieri, con percorsi di integrazione e di recupero dell’identità sociale e culturale della comunità latinoamericana. Molti sono, infatti, i servizi  a cui l’immigrato può rivolgersi, pochi sono, invece, i contesti che  stimolano i processi di autorapresentazione dell’identità comunitaria: la creazione del CIRCLA andrebbe in questa direzione.
Il centro di integrazione permanente di rappresentanza della comunità latinoamericana a Milano vuole essere un punto di riferimento per tutti i cittadini di origine latinoamericana e per la più ampia comunità urbana,  con l’intento di coinvolgere ogni fascia di età nella proposta di servizi e attività che rispondano ai bisogni aggregativi, socializzanti ed integrativi.
CIRCLA, sarà un punto di riferimento in grado di offrire in primis una  serie di azioni, ma capace anche di connettersi con le istituzioni già operanti  a livello metropolitano, nell’ottica della rete. 
Si propone, di essere un nodo, o uno snodo, importante in quanto luogo  della rappresentazione e dell’identità delle comunità latinoamericane, nell’ampia rete di Milano.
Il progetto cofinanziato dalla Provincia di Milano prevede, con il coinvolgimento dei Comuni, dei Consolati latinoamericani,  dall'Associazioni degli immigrati, del Terzo Settore e dei Patronati sindacali, l'attivazione di una rete sei servizi territoriali , che forniscano informazioni e consulenza agli immigrati in lingua spagnola e portoguese.
 - Valorizzare e collegare le esperienze territoriali degli operatori di sportello
 - Conoscere la realtà dei servizi gestiti dal terzo settore per un’integrazione con i servizi agli immigrati
 - Formazione e consulenza per gli immigrati
 - Favorire momenti di incontro finalizzati all’implementazione della rete  di collaborazione
 - Organizzare momenti di confronto e di riflessione sull'identità
 - Organizzare percorsi formativi
 - Garantire consulenza decentrata nei singoli ambiti territoriali

 PROPOSTE PER LA CONSULTA
 I seguenti “punti di attenzione” per la realizzazione di azioni concrete a favore degli immigrati di origine Latino-Americana al fine di favorirne l’integrazione, nascono dalla consapevolezza che non esiste un unico
modello vincente per realizzare l’integrazione. Ogni paese ospitante, in base alle sue caratteristiche di contesto e di risorse, deve elaborare il proprio a partire dal dialogo con gli immigrati e dalla volontà di considerali parte attiva delle politiche a loro destinate Passiamo ora ad illustrare le nostre riflessioni/proposte:
 
- necessità di attivare corsi di lingua italiana collocati in momenti di riposo lavorativo quali il sabato, la domenica (giovedì pomeriggio per le badanti) e i giorni festivi con moduli altamente flessibili e capaci di rispondere alle esigenza di ogni singola persona nella prospettiva del “servizio personalizzato”;

- attività di accompagnamento scolastico per i bimbi con genitori di nazionalità estera. Tali attività dovranno integrarsi con la scuola e il curricolo scolastico ma nello stesso tempo dovranno tener conto delle esigenze di gioco ed espressività dei bambini;

 - valorizzare la lingua d’origine dei genitori affinché il bambino non  perda il contatto con le proprie radici culturali e sia nella situazione  corretta per poter integrare il contributo della cultura d’origine e quello della cultura italiana (che acquisisce a scuola) non dimenticando che l’integrazione permetterà un arricchimento reciproco e un confronto positivo. E’ inoltre evidente che questo permetterà ai genitori di  esprimere al meglio la loro competenza educativa in quanto potranno realizzarla  nella loro lingua di origine;

 - attivare esperienze ludico creative quali “il teatro per l’integrazione” a favore di bambini e adolescenti che altrimenti potrebbero avere quale unica alternativa la piazza con il pericolo di sviluppare forme  aggregative quali “baby gang” (troppo spesso oggetto di cronaca). L’attenzione su  questo fronte influirebbe, in positivo, sul fenomeno delle gravidanze precoci che vedono ragazzine di 13-14 anni già impegnate con una gravidanza.  Proponiamo il teatro quale strumento fondamentale e non dimentichiamo anche le  valenze educative formative dello sport in generale. A questo fine l’accesso a palestre, piscine e impianti sportivi di proprietà comunale o provinciale dovrebbero essere facilitati alla popolazione immigrata di questa fascia di età;

- attività di counseling a favore dei bimbi e dei portatori di disagio psicologico derivanti dal processo di immigrazione e dalle sue influenze sull’identità soggettiva e culturale dell’immigrato che si sente per molto tempo non appartenente ad una comunità in quanto non si ritrova in quella  di origine e non è ancora integrato in quella italiana;

 - corso di lingua destinato alle famiglie in modo che tra genitori e  bambini non si crei un gap dovuto alla diversità di competenze linguistiche;

 - attivare attraverso l’azione degli Istituti di cultura italiana  collocati nei paesi d’origine, dei corsi di lingua italiana ad uso dei soggetti (partner e figli) che intendono ricongiungersi al coniuge in Italia;

 - ancora attraverso gli Istituti di cultura italiana nei paesi di origine, attivare dei corsi ad uso dei lavoratori che, di conseguenza alle quote decise di immigrati in entrata in Italia, attendono nel loro paese sei  mesi per poter entrare. E’ un periodo ideale per alfabetizzarli all’italiano in modo che al loro arrivo abbiamo una buona base, sufficiente a non farli sentire estranei;

- per gli immigrati che già possiedono la cittadinanza italiana o per nascita, come i figli, o per diritto acquisito, favorirne l’accesso all’interno delle forze dell’ordine (Polizia Locale – Poliziotto di Quartiere). Questa operazione potrebbe risultare vincente al fine di prevenire e punire i reati commessi dalla malavita di origine straniera;

 - ammettere alla fruizione del “bonus bebè” anche i bambini di genitori stranieri che non erano inclusi come beneficiari nel provvedimento deciso dal governo passato. Per sanare la sperequazione occorre intervenire con una sanatoria che possa incidere sui casi pregressi di genitori che hanno avuto i soldi e che dovranno restituirli nel caso in cui la sanatoria non sarà attivata;

 - messa a disposizione di uno spazio di proprietà della provincia da attrezzare con computer e mezzi di comunicazione (internet). Tale spazio dovrebbe servire prima di tutto alla comunicazione con le famiglie di
origine e la propria rete di relazione, e alla ricerca di informazioni interessanti per giovani e non, riguardanti il paese di origine (storia e cultura) e i temi più sentiti quali la ricerca del lavoro e dei servizi. E’ importante tener conto che i PC sarebbero forniti gratuitamente e per i collegamenti telefonici si utilizzerebbe internet con la forma gratuita di SKIPE. Il centro, che potrebbero funzionare da “chiosco” informatico,  sarebbe in grado di erogare corsi di informatica e di e-learning in generale;

- attivare corsi di formazione per gli imprenditori immigrati che devono essere in grado di crescere a partire dal possesso delle competenze non  solo linguistiche (su cui occorre lavorare) ma anche specifiche quali la normativa, la gestione, le risorse umane, i canali di finanziamento ecc.;

 - impegnarsi affinché venga riconosciuta la cittadinanza finanziaria alla luce delle seguenti considerazioni:

  1. le rimesse economiche verso i paesi di origine seguono molto spesso dei canali irregolari; questo facilita un esproprio di ricchezza anche per i paesi destinatari in quanto queste rimesse sono a favore dei singoli e non portano reale ricchezza al paese di origine. Se la transazione fosse “regolare” si potrebbero arrivare – come già si fa in Messico – a  trattenere per opere pubbliche, esigenze di pubblica utilità e attività di  cooperazione internazionale, una parte della ricchezza entrante;

  2.  il lavoro degli immigrati (ca. 4.200.000) contribuisce al PIL italiano  nella misura del 7%. Abbiamo 180.000 imprese in Italia gestite da imprenditori immigrati che danno lavoro a ca. 30.000 operatori italiani. Queste realtà imprenditoriali potrebbero promuovere l’internalizzazione  dei prodotti italiani nei paesi d’origine e viceversa. I vantaggi reciproci sarebbero rilevanti.

  3. Infine, particolare attenzione va dedicata all’attivazione di iniziative  idonee a fronteggiare il problema complesso degli immigrati carcerati sui quali occorre una riflessione complessiva da condurre anche con gli operatori carcerari.

Per informazioni su CIRCLA rivolgersi a: Héctor Villanueva - Via Longoni,  2 - 20159 Milano - Tel. 02/6682644- Fax 02/6682648 - self@hectorvillanueva.com 

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