Milano: sui fatti di parco Cassinis

Abbiamo sentito e letto dei fatti accaduti al parco Cassinis di Milano e questo ci porta a fare alcune riflessioni su questo evento. Sicuramente non hanno scusanti coloro che hanno aggredito i Vigili milanesi nell'espletamento delle loro funzioni e male fanno coloro che minimizzano l'episodio, non il primo accaduto in questi ultimi mesi sempre a Milano. Alla base ci sono certamente errori, sottovalutazioni,  disinformazione e una mancanza di un vero dialogo fra le parti . Un "comune permissivista" o che non voleva vedere fino qualche tempo fa, divenuto repressore di situazioni da sempre lamentate dai cittadini e minimizzate o colpevolmente ignorate per motivazioni non sempre chiare e trasparenti fino ad oggi . Questa mancanza di una direttiva seria e di una ferma condotta nel corso del passato ha fatto si che l'anarchia abbia preso il sopravvento sulla civile convivenza e sul rispetto delle leggi esistenti. Il ripristino della legalità e convivenza non può essere oggi legato solo alla repressione (fatta con metodo e personale inadeguato) ma risolta alla radice con l'informazione e la collaborazione  tra le varie comunità e le istituzioni,  verso un'integrazione auspicabile ed auspicata da tutti.  Una collaborazione integrale a 360 gradi che comprenda i permessi, il lavoro, la casa, la scuola, il tempo libero. Le comunità da parte loro devono offrire supporto e aiuto, non "coperture", ai connazionali, deve affermare la legalità e non agevolare l'illecito, dimostrando la volontà di voler veramente vivere e convivere civilmente in questo Paese . PiLi



Parco de las rosas(come lo chiamano i latini) ovvero parco Cassinis zona sud Milano

Domenica 01 luglio ore 18 circa Scontro tra un gruppo di peruviani e la polizia locale (vigili).
Questo potrebbe essere il titolo ricavato da un qualsiasi quotidiano.

Facciamo subito una doverosa premessa:

totale solidarietà ai vigili che sono stati feriti nel corpo e nell'anima(forse non proprio nel luogo giusto ed in sufficiente numero visto che non sono addestrati e formati per svolgere il compito di ordine pubblico).

Comprensione anche per la comunità latinoamericana colpita e ferita nell'anima e nell'immagine.

Dopo questa premessa dobbiamo chiarire e sfatare un luogo comune,i parchi della città sono frequentati ( parlando dei solo dei latini)da persone provenienti da almeno cinque paesi del sud America: El Salvador, Colombia, Ecuador, Perù e Bolivia,non commettiamo l'errore per superficialità, pigrizia ed ignoranza di considerare tutti i sudamericani Peruviani,cosi come si pensa che tutti quelli che provengono dal nord Africa siano Marocchini.

Noi non vogliamo commentare i fatti vogliamo invece ribadire alcuni punti:

Basta! con quegli arruffapopoli che strumentalizzano lo straniero fomentando l'odio sociale e alimentando la condizione di immigrato come condizione debole e bisognosa,attraverso la giustificazione sempre! con un inutile fazioso e interessato terzomondismo condito da un finto buonismo.

Basta! con quegli arruffapopoli che considerano lo straniero sempre brutto, sporco cattivo,clandestino(ci sono anche quelli)e delinquente che esercita la violenza in modo addirittura scientifico e premeditato alimentando cosi sempre l'odio sociale.

Basta con il vittimismo e l'arroganza dello straniero che vuole sentirsi sempre tale.

Ricordiamo che l'immigrazione di massa dal sudamerica verso l'Europa e quindi in Italia è iniziata già dal 1990,quindi quasi 18 anni fa,una prima generazione che ha ormai partorito una seconda che a sua volta ha quasi prodotto una terza, una popolazione che rappresenta ormai i nuovi Italiani,i nuovi Europei( ricordiamo che i primi morti tra i soldati Spagnoli in Libano sono di origine sudamericana).

E' vero i latini amano molto la vita sociale(e questo è un bene) e hanno anche questa "discutibile" abitudine di abusare nell'uso di alcool,sono tanti! occupano le aree che possono ospitare grandi numeri e quindi per forza di cose, i parchi.

Ma sono gli stessi che incontriamo facendo turismo nei paesi di origine, incontrati "a casa loro" li consideriamo ESOTICI, bisognosi, poveri ma... Esotici,
mentre ritrovato nella condizione di immigrato come si è gia detto la considerazione e la percezione cambia radicalmente!.

Questa dei parchi è una questione vecchissima,questione che a nostro avviso non si è mai affrontato veramente (o non si è voluti),un problema che riemerge ogni volta che arriva la bella stagione come è ovvio.

Qualche interrogativo!

Possibile che questa città cosi importante non debba essere gestita con la prevenzione,con le regole e con il dialogo?

Possibile che non si capisca che questa umanità debba essere considerata parte integrante della popolazione e non solo immigrati?

Possibile che non si capisca che bisogna realizzare progetti di comunicazione (radio tv, giornali) che abbiano la funzione di fare da punto di riferimento e che abbiano anche una funzione informativa ed educativa?

In fondo dopo che l'Italia è stato unificata da Garibaldi (ricorre il bicentenario) sul piano politico e geografico, abbiamo dovuto aspettare(qualche tempo dopo) l'arrivo della televisione ( e quindi un mezzo di comunicazione) per permettere sia agli abitanti di Belluno che a quelli di Gela di dialogare e quindi di comprendersi utilizzando la stessa lingua ( anche se rimane ancora qualche lacuna).
In conclusione, ribadiamo un concetto che per noi è fondamentale: il dialogo, l'applicazione delle regole la comunicazione e la reciproca conoscenza permettono una civile, fraterna e arricchente convivenza.
NON CI SONO SCUSE PER NESSUNO!!

Armando Pace


l'articolo di Andrea Galli sul Corriere della Sera  del 02 luglio 2007

Vigili aggrediti da 60 peruviani

Arrestato un sudamericano che vendeva scarpe contraffatte.
De Corato: troppi clandestini, siamo in difficoltà
Il punto e il giorno del non ritorno: vicolo dei Lavandai, sui Navigli, il 26 gennaio. Da allora, da inizio anno, 37 vigili feriti. Feriti in scontri con quattro comunità straniere. Gli ambulanti senegalesi, quel giorno. I cinesi, nella rivolta di via Sarpi, il 12 aprile. I rom abusivi di via Triboniano, il 21 giugno. E i peruviani ubriachi, ieri sera. Una coincidenza? Per Giulio Gallera, capogruppo comunale di Forza Italia, no. Anzi: «È la conseguenza di un presidio del territorio ormai lasciato esclusivamente ai ghisa. Dove sono le altre forze dell'ordine?».
Non erano, per esempio, al parco Cassinis, in periferia, dopo piazzale Corvetto. Non per altro, comunque: il lavoro di controllo nei giardini pubblici è da sempre, e da fine maggio con l'operazione «Verde sicuro » ancor di più, «prerogativa» proprio dei vigili. Che provano a prevenire schiamazzi, ubriacature moleste, danni alle strutture, risse. E, come successo ieri, attorno alle 18.30, l'«installazione» di mercati clandestini. Con vendita indisturbata di scarpe Nike taroccate. Un peruviano ne aveva appena scaricata una caterva quando è spuntata una squadra di 10 agenti. Il peruviano è finito ammanettato. Ha reagito. Soprattutto, ha urlato. Chiamando a raccolta una sessantina di connazionali, in gran parte donne, che bivaccavano da mezzogiorno nei paraggi tra barbecue e bottiglioni di birra. E con queste ultime, l'orda sudamericane ha assalito i ghisa. Colpi in testa e sul corpo (tre feriti, due dei quali in prognosi riservata al Niguarda). I vigili hanno arretrato. Hanno chiesto soccorso ai colleghi. Hanno reagito, arrestandone cinque. Prima che i peruviani, allertati dalle sirene delle pattuglie di soccorso in arrivo, sono scappati, approfittando dei larghissimi spazi del Cassinis. Nell'area dei disordini, non ci sono telecamere. La ricerca dei responsabili non sarà facile. E però il comandante della polizia locale Emiliano Bezzon assicura: «Non resteranno impuniti».
È preoccupato, Bezzon. Preoccupato perché a contare gli episodi sta diventando quasi una moda, quella di dar addosso ai vigili. Ammette lui: «Siamo nel mirino? Forse. Di sicuro, siamo davanti a un problema. Chi di dovere ne prenda atto e corra ai ripari». Gl'immigrati «si radunano in gruppi assai numerosi. Centinaia e centinaia di persone. Sono tanti. E d'accordo che noi siamo "attrezzati" per l'ordine pubblico. Ma i numeri sono impari, e beh, è difficile...». Attrezzati: per il Siapol, il sindacato di polizia locale, «è chiaro che serva un incremento degli strumenti in dotazione ». Il dirigente del sindacato, Giuseppe Falanga: «Un'escalation di violenze che non può passare inosservata ».
E allora, che cosa fare? Il vicesindaco Riccardo De Corato: «Premesso che questa è l'ennesima dimostrazione che i vigili sono al servizio della città a loro rischio e pericolo, bisogna insistere con il far rispettare le regole e le leggi. Ci sono delle norme di comportamento, in un campo nomadi come in un parco. Nessuno, dico nessuno, può pensare che esistano zone franche dove si fanno i proprio comodi. In ogni modo, siamo in difficoltà. Troppi clandestini. Che delle divise delle forze dell'ordine se ne fregano».
Nei giardini pubblici, specie in periferia, e «complici» gli italiani che il fine settimana non li frequentano oppure vanno al mare, nascono eclanvi d'illegalità. Dal 29 aprile, da quando è scattata l'operazione «Verde sicuro» — 20 ghisa in giro a vigilare sui parchi — ci sono stati: 72 sequestri per vendita abusiva, 10 sequestri per merce contraffatta, 93 contestazioni per violazione dei regolamenti comunali. Come, per esempio, l'accensione di fuochi. E di focolai di rivolta.
 


abbiamo ricevuto e pubblichiamo  Lettera di scuse per il sindaco Dott.ssa Letizia Moratti

Milano, 03 Luglio 2007

IIL.ma
 Dott.ssa Letizia Moratti
 Sindaco di Milano

oggetto : La comunità peruviana in Italia nell'esprimere solidarietà ai Vigili e Alle Forze dell'Ordine in pattuglia in servizio al parco Cassinis per gli scontri di domenica 1 luglio

 
Gentile Dott.ssa Moratti,
In qualità di cittadino peruviano, da vent'anni residente a Milano,  esprimo la mia solidarietà ai Vigili ed alle Forze dell'Ordine in  pattuglia di servizio al parco Cassinis per gli scontri di domenica 1 luglio u.s.  La comunità peruviana in Italia è costituita in gran parte da persone democratiche e progressiste che desiderano il rispetto delle regole  elementari di convivenza.  Regole secondo le quali dovrebbe essere evidente a tutti, come in  qualsiasi paese del mondo, che è vietato creare mercati clandestini di cibo, bevande  e altro. Come anche sarebbero vietati gli schiamazzi, la vendita e il consumo eccesisvo di alcolici, i danni alle strutture. La comunità peruviana in Italia, promuove diverse iniziative nel  territorio nel settore sociale, culturale, musicale, artistico, imprenditoriale e religioso, fra le quali una delle manifestazioni più importanti in Lombardia, come la Processione del Señor de los Milagros, a cui  partecipano ogni anno migliaia e migliaia di persone.

E' ovvio che chi vive nella più totale illegalità, crea problemi di relazione e di dialogo con le comunità italiana che ci ospita. Bisogna dunque identificare insieme all'Autorità italiana i problemi dei parchi, il degrado in questi ambienti e le possibile soluzioni in sinergia con le autorità consolari, le associazioni degli immigrati peruviani e latinoamericani che frequentano questi spazi e possono dare idee per il  tipo di approccio, aiuto e collaborazione alle autorità italiane ed ai  cittadini, per attuare un progetto che raggiunga l'obbiettivo di risolvere il  problema dei parchi.

Urge realizzare un piano, che coinvolga le associazioni degli immigrati,  le comunità peruviana e latinoamericana per prevedere un rilancio dei parchi nel territorio, come un modello di quartiere multietnico ma compatibile  con il suo tessuto urbanistico. Domenica c'è stata una condotta irresponsabile di un gruppo de persone che hanno causato un danno irreparabile alla comunità, piena di entusiasmo,  con voglia di lavorare e crescere in questa terra Italia, la nostra patria.

La nuova ottica sull'immigrazione, vede gli immigrati, come: ..."soggetti di cooperazione tra gli obiettivi del Millenium Development Goals", ..."risorse indispensabili per la crescita del PIL nei loro paesi d'origine, .... grazie alle loro rimesse", ..."strumento essenziale per lo sviluppo sociale, culturale ed umano del paese che li ospita"  la strada è quella giusta per sperare in un futuro di convivenza pacifica tra nativi ed immigrati.

Cordiali saluti.
HECTOR VILLANUEVA
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Cell. : 338341438
 

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