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Germania : strascichi razzisti dal Campionato mondiale di calcio

Dal „Coburger Tageblatt“ del 20 luglio 2006
Insultati gli scolari della classe 6c che rappresentavano l’ “Italia Campione del mondo”
alla sfilata della Festa dei Bambini
di Volker Gundel

NEUSTADT - Alla Festa dei Bambini è caduta una goccia amara sullo spensierato clima festoso degli oltre 2.000 partecipanti. Non pochi tra loro, infatti, durante la sfilata non si sono per niente attenuti al motto della Scuola Reale statale: “Il mondo ospite da amici”. Al contrario!

L’entrata in scena della classe 6c come “Italia Campione del mondo” non è stata per davvero quella “sfilata trionfale con la coppa” prevista, ma è somigliata di più ad un “passare per le picche”. Mentre le altre “Nazioni” sono state applaudite, o per lo sfoggio di colori delle magliette o per l’allestimento, l’umore degli spettatori è totalmente cambiato quando sono sfilati gli “Italiani”.

Commenti pieni di disprezzo e gridati a voce alta nei confronti dei “Campioni del mondo” hanno inizialmente disturbato poco i bambini; nel corso del tempo però hanno rovinato completamente il loro buonumore. Proprio in questa occasione hanno dovuto “espiare” loro la sconfitta della Nazionale tedesca nella semifinale contro il futuro campione del mondo.

Il rettore della Scuola Reale Ronald Bänisch non vede però la questione in modo troppo drammatico: “Ci sono state delle frecciate” ha ammesso, e gli alunni sono stati “offesi in vari modi”. Da parte della scuola si sarebbe comunque saputo già in anteprima di questo “patriottismo”. Ciò nonostante non si poteva prevedere che molti cittadini si sarebbero rivelati ancora dei cattivi perdenti una settimana dopo la Finale.

Il proprietario di gelateria Fabio Pizzato ha giudicato più duramente l’avvenimento, senza tuttavia rilasciare dichiarazioni più concrete: “Non mi esprimo nei dettagli in merito, ma quello che si è sentito ai lati della strada dà da pensare e suscita tristezza”.

Il mondo (dei bambini) della 6c questo sabato non è stato ospite da amici. Gli scolari sono stati testimoni di come gli adulti non hanno fatto nessuna distinzione tra realtà e gioco d'interpretazione; non hanno elaborato le loro delusioni ed aggressioni a seguito della sconfitta e le hanno ribaltate 1:1 sugli alunni, che non se lo meritavano.

Il motto delle giornate festive “Noi siamo Neustadt” deve, come anche altrove, essere visto in modo più differenziato. Non tutti sono, per l’appunto, ugualmente tolleranti.


 

Mondiali di calcio 2006
Comunicato Comites di Norimberga (Germania)

Con grande gioia e soddisfazione abbiamo assistito alla vittoria della nostra Nazionale contro la Germania in semifinale in questi campionati mondiali. Questa bellissima vittoria è stata la giusta risposta a tutti quelli - in particolare al signor Achim Achilles - che, superando ogni limite sportivo, di buon senso e di buon gusto, hanno propagandato e alimentato pregiudizi, vecchi stereotipi e insulti nei confronti degli Italiani.
Dopo le massicce proteste dei nostri connazionali residenti in Germania e l'intervento dell'Ambasciatore d'Italia, Antonio Puri Purini, lo 'Spiegel online', che aveva pubblicato l'articolo, ha chiesto scusa e radiato lo scritto, chiudendo ufficialmente il caso. Ma quanto ha seminato è già stato raccolto da parte della popolazione; le conseguenze le subiranno gli Italiani qui residenti ancora per molto tempo.
Volentieri avremmo sentito una presa di posizione del Governo tedesco e dal Presidente del Consiglio Prodi, che ha assistito alla partita Italia-Germania insieme alla cancelliere Merkel.
Quanto è avvenuto, dà adito a doverose riflessioni: come è possibile, dopo 60 anni di emigrazione italiana in Germania e dopo aver attivamente partecipato alla ricostruzione di questo Paese, portato e diffuso un nuovo stile di vita e novità culinari, con ristorazione all'aperto ecc., essere titolati ancora con certi aggettivi negativi, offensivi: parassiti, viscidi, scansafatiche, mafiosi, corrotti, ecc.?
Se poi si tiene presente che lo 'Spiegel' viene considerato come un giornale ' progressista ', quanto è successo conferma che l'intolleranza e il razzismo non è - come qualche benpensante cerca continuamente di far credere - un male proveniente da una determinata parte politica, ma un problema che avvolge tutti e trova riscontro anche a Sinistra, perché è il semplice frutto di ignoranza ed acredine in alcuni strati della pubblica opinione.
Questi sono i ' cattivi maestri ' che forniscono l'alibi intellettuale a malaccorti, ingenui e teppisti di turno e di diversi colori - e se ciò avviene in una situazione sociale attualmente difficile come in Germania, con oltre 5 milioni di disoccupati, questo è irresponsabile e pericoloso.
Le esternazioni di 'Achille' su ' Spiegel online ' dovrebbero interessare e preoccupare i sociologi e i politici, poiché riguardo la difesa della dignità e immagine della persona, o di una comunità, non possono esserci ambiguità, cioè due pesi e due misure.
La risposta in senso sportivo è stata data. Speriamo ora che anche dal lato politico avvenga lo stesso.

Stefano Palombo, Presidente Comites Norimberga
Lucio Albanese, Componente Comites Norimberga

Per pura cronaca riportiamo la traduzione dell'articolo pubblicato dal questo pseudo giornalista che non solo dovrebbe vergognarsi ma che dovrebbe farsi una passeggiata riflessiva in una qualsiasi località italiana per ricontrollare le proprie affermazioni dettate dalla  stupidità e dall'ignoranza. Fortunatamente la stragrande maggioranza del popolo tedesco non appartiene a questa categoria ma, come affermato dal Comites, ci sono sempre frange di teppisti in agguato, anche se devo dire che lo spirito tenuto dagli spettatori al termine della partita è stato ammirevole e cavalleresco come dovrebbe sempre essere, in qualunque campo. (ndr.)

l'articolo in ORIGINALE (attualmente introvabile) di Achim Achilles che ha indignato tutti gli Italiani e che Der Spiegel, dopo la sua pubblicazione, si è affrettato a togliere dal sito....

ndr - Achim Achilles è uno pseudonimo; in realtà l'autore dell'articolo si chiama Hajo Schumacher, vive a Berlino dove lavora come libero giornalista dopo essere stato, negli anni passati, editore di Max e co-direttore dello stesso "Spiegel".


 

"Viscido e insudiciato" (oliati e fregati - titolo a doppio senso)
"Con un discutibile rigore nei tempi di recupero, l’Italia è riuscita ad entrare nei quarti di finale.
 Il modo con cui si è giunti a questo calcio di rigore, ricorda molto quei calciatori stanchi sulle spiagge dell'Adriatico.
Ma questa tattica furbesca può andar bene solo fino alla semifinale".

"L'uomo italiano, chiamiamolo Luigi Forello, è una forma di vita parassitaria. Egli non è in grado di sopravvivere senza aiuto altrui, succhia sempre da qualche parte fin che può . E poi si lascia cadere, volentieri anche sul campo di calcio. Luigi Forello è perennemente impegnato a mostrare il suo bisogno di aiuto. E ciò comincia già con il nome; se non si chiama Luigi, si chiama Andrea o Luca".  "L'obiettivo primario nella vita di Luigi è quello di evitare qualsiasi sforzo. Il suo animale ospite preferito è "la Mamma", la sua nutrice tettona che gli lava i calzini di seta e gli cucina ogni giorno la pasta con il sugo denso. All'età di circa 30 anni, l'uomo italiano cambia la cuoca, si sposa per riprodursi. Le conseguenze sono orrende: un'italiana precedentemente bella, si trasforma nel giro di qualche mese in una macchina da cucina dai fiancotti larghi - una nuova mamma. Ma questo a Luigi non interessa, impegnato com'è a prendere parte a un corteo di macchine, ammesso che la sua Fiat traballante ce la faccia ad arrivarci. Per il pranzo è però di ritorno".
"Particolarmente maligno è il nostro Luigi nello sport, come si può osservare milioni di volte ogni anno sulle spiagge dell'Adriatico. Ha bisogno di ore per ungere il suo corpo mingherlino e la sua capigliatura, per liberare la sua schiena dal pelame rimanente e per ficcare i suoi genitali ben poco spettacolari in un costume da bagno troppo stretto. Poi cammina tutto impettito in giro per ore, per giocare alla fine massimo cinque minuti il calcio in spiaggia. Salta come un pazzo tutt'intorno, imita sbraitando le gesta che ha visto in tv, colpisce rarissimamente la palla, in compenso spesso e duramente le ossa degli altri".  "Poichè si spossa facilmente, gli basta un leggero sfioramento dell'avversario per cadere melodrammaticamente a terra. Nel cadere fa girare lo sguardo per vedere se tra il pubblico ci siano abbastanza persone, soprattutto donne, che lo possano compiangere e incoraggiare di nuovo. Le languide occhiate delle turiste tedesche sono la base di vita dell'uomo italiano".  "Quello che è accaduto ieri non è dunque inusuale. Grosso è caduto in area di rigore e sogghignava mentre era ancora in volo. Il non meno viscido Francesco Totti ha trasformato poi il rigore contro l'Australia. Dopodiché
si è succhiato il pollice; questo è normale per gli uomini italiani. E' andata come sempre. Venerdì saranno gli scalcianti taglialegna dell'Ucraina ad essere oliati e fregati. Così, seppur buoni a nulla, gli italiani arriveranno di nuovo fino alla semifinale. Ma poi, cari Luigi, non sarà sempre domenica. Noi abbiamo ancora un paio di conti aperti dall'ultima vacanza italiana".
Achim Achilles
 

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