La Processione del Señor de los Milagros a Milano
La S. Messa presieduta da Mons. Luis Bambaren Gastelumendi
si svolgerà domenica 30 ottobre  ore 10.30 largo Richini
presso la chiesa dei SS. Apostoli e Nazaro Maggiore
dalle ore 12.30
inizio della processione
largo Richini - via Pantano - via Larga - piazza S. Stefano
ore 17.30
arrivo del corteo in piazza S. Stefano
inaugurazione della nuova facciata della chiesa di S. Stefano alla presenza di Mons. L. Manganini
ingresso dell'Imagen del Señor de los Milagros in Basilica
 


Estimados amigos de “Peruanita” Quièn le escribe, Roberto Montoya,  es periodista del “Gruppo Espresso” quotidiano “La Repubblica” Me acaban de señalar la apariciòn de mi articulo en su pagina web. http://www.peruan-ita.org/
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Ci scusiamo con Roberto Montoya per questa involontaria omissione a cui abbiamo posto rimedio ora

Il Cristo Moreno
sfila per la Capitale.
In festa  la comunità peruviana
di Roberto Montoya - Roma
 fuente: www.ilpassaporto.it

ROMA - La comunità peruviana di Roma ha accompagnato questa domenica la prima processione del Cristo Moreno per la Città eterna, che si ripeterà alla fine del mese di ottobre. Come ogni anno, migliaia di credenti peruviani si sono dati appuntamento nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. Un evento che ha riunito famiglie, amici, anziani e bambini. I più piccoli tra questi, nati in Italia, hanno conosciuto il Cristo Moreno per la prima volta.

Spazio anche al folclore andino. Al suono delle note di "Condor Pasa", nel piazzale antistante la Basilica si è esibito il corpo di ballo "Sentimiento Latino", che ha rappresentato "La danza delle vergini del sole". Sono molti quelli che hanno approfittato del caldo sole di metà ottobre per unirsi con canti e preghiere al Cristo de Pachacamilla, compresi italiani e turisti, che incontravano l’immagine nel percorso verso il Vaticano. Le istituzioni romane hanno permesso l’evento facendo transitare la processione per alcune delle strade più famose di Roma, come via Nazionale, piazza Venezia ed infine il trafficato corso Vittorio Emanuele, ultima tappa del corteo religioso prima di arrivare nella Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, dove nel pomeriggio è stata celebrata la messa in castigliano.

Circa un centinaio sono "los cargadores de anda" che, divisi in gruppi di 36 persone, si danno il cambio portando a spalla la struttura e si differenziano dagli altri fedeli per le tuniche di colore viola che indossano, che simboleggiano la sofferenza del Cristo sulla croce. Uno di loro, Barturen, è residente in Italia da tredici anni e racconta l’emozione di essere cargador: “Il Señor dei Miracoli per me è tutto, mi rinnova la fede, mi dà la forza necessaria per affrontare i nostri problemi di immigrati, gli chiedo di non far mancare il pane quotidiano alla mia famiglia”.
Alicia è da due anni qui in Italia e lavora come domestica: “Mi aiuta a capire molto di più le persone, al Signore dei Miracoli chiedo che le persone abbiano più comprensione per noi immigrati”.
Antonio è studente di Scienze Politiche, indirizzo Relazioni internazionali. Vive da dieci anni in Italia ed è anche lui un cargador: “Un cargador deve fare il suo lavoro con la massima umiltà, personalmente chiedo al Cristo Moreno di dare salute ai miei familiari, di risolvere i problemi a coloro che non hanno il permesso di soggiorno. Ho saputo che l’immagine è stata nominata dall’Hermandad di Lima "Santo di tutti gli immigrati peruviani". Per noi è un punto di riferimento, ma tutti ci auguriamo che le cose in Perù cambino, per tornare a vivere dove siamo nati”.

Anche le autorità peruviane in Italia tengono molto a questa festa, vista come un’occasione per avvicinarsi ancora di più alla comunità: “Il Cristo Moreno non è soltanto per i peruviani”, dice l’Ambasciatore peruviano presso la Santa Sede, Pablo Moran. “Ai nostri migranti si uniscono anche i migranti degli altri paesi dell’America Latina. A questa celebrazione partecipano anche italiani e filippini che riconoscono nel Santo il simbolo dell’unione dei popoli”. E aggiunge: “È il simbolo della pace, un atto di fede. Vogliamo convivere in pace con il resto della comunità e soprattutto con la comunità italiana”.

In processione ci sono molti bambini, alcuni piccolissimi, di appena tre mesi. Tra loro c’è Flavio, di un anno e mezzo, e la sua mamma, Agnese, italiana, sposata da dodici anni con un peruviano: “Non potevamo mancare a questo appuntamento. Mio figlio Flavio è nato in Italia, ma voglio che conosca anche le radici del papà. Attraverso mio marito ho vissuto la sua condizione di immigrato, ho sofferto e gioito con lui. Per me era una realtà sconosciuta. Ringrazio el Señor de los Milagros per avermi dato tanta ricchezza”.
Roberto Montoya
 fuente www.ilpassaporto.it

 

  Señor de los Milagros

È la processione che si celebra in quasi tutte le parrocchie dell'America del Sud, risale all'epoca della colonizzazione spagnola, ed ha origine da quando uno schiavo portato dall'Angola disegnò l'immagine di un Cristo Nero nella parete di un'umile casa di Pachacamilla, vicino a Lima. L'immagine rimase nella parete malgrado in vari tentativi di cancellarla, circostanza che ne risvegliò ed accrebbe la devozione.


Señor de los Milagros
foto y texto original de: Arzobispado de Lima  http://www.arzobispadodelima.org
traducción de Pietro Liberati


Signore dei Miracoli a te veniamo in processione
 i tuoi fedeli devoti
 ad implorare la tua benedizione...
.

 Faro che guida

 dà alle nostre anime
 la fede, rassicura, la carità
 il tuo amore divino c'illumini
 ci faccia degni della tua bontà....

 Con passo fortemente, di buon cristiano
 facciamo grande il nostro Perù
 ed uniti tutti come una forza
 ti supplichiamo dacci la tua luce. 

Canta il paese peruviano quando esce il Signore il primo sabato di ottobre, il 18 ed il 28 dello stesso mese, come il 3 novembre, data in cui si ripone fino al prossimo anno. Il 28, giorno della festa principale, quasi un milione di persone accorre davanti all'immagine che da una parte mostra il Signore sul Gólgota e dall'altro la "Virgen de la Nube". La confraternita è composta da diversi gruppi, quasi tutti incaricati di portare sulle spalle l'immagine sacra, ma ce ne sono alcuni speciali, come quello dedicato ai malati, alla sicurezza, a preparare il cammino della processione. L'immagine che si conserva nel tempio de "Las Nazarenas" è custodita dalle religiose che hanno  lo stesso nome, in virtù di una concessione della Santa Sede, sono religiose di clausura, di formazione carmelitana, ma vestono l'abito violetto e ricevono il nome del Signore a cui accudiscono. 
Centinaia di migliaia di voci, tutti gli anni nel mese di ottobre, i cuori si uniscono per rivolgersi al miracoloso Cristo di Pachacamilla, il Signore dei Terremoti, il Signore dei Miracoli che da più di trecento anni esce e percorre le strade di Lima per dispensare ringraziamenti e benedizioni al popolo di Lima. Abiti violetti in segno di penitenza ed unità con il Cristo della Croce, parole piene di fede, parole che chiedono miracoli, cuori induriti che chiedono la riconciliazione con il Padre, mani e voci unite per lodare e benedire il Figlio, a Cristo che, crocifisso, rinnova negli uomini il senso del dolore e della sofferenza.
Grande è la fede del paese peruviano che unisce i suoi dolori e vita a quella del Cristo sofferente, grande l'entusiasmo per costruire  un paese più giusto e riconciliato, come disse il Santo Padre nella sua visita in Perù, grande la fiducia che, unita  alla ricchezza del perdono divino, vivrà la Civiltà dell'Amore, nella prospettiva del Terzo Millennio.
Racconta la storia che a metà del diciassettesimo secolo un mulatto il cui nome è rimasto sconosciuto, dipinse su un muro di mattoni crudi,  l'immagine che ora si venera nel tempio di "Las Nazarenas".   Passando vicino ad un canale di scarico, Antonio de León vide la pittura del Gesù crocifisso su questo muro che era l'unica parte restante di un'antica difesa militare. Nel 1655 un terremoto distrusse Lima, ma il muro rimase in piedi e dimenticato da tutti. Quindici anni dopo, nonostante l'umidità e l'abbandono il murale pitturato, continuava a rimanere in piedi come se nulla fosse passato. Sorpreso da  questo fatto, Antonio de León sistemò il posto, costruì un altare ma dovette fermare la sua opera per un  male strano che lo colpì. Guarì miracolosamente quando, per onorarla con maggiore fervore ci andò con l'arpa, cajón e musicisti.
Nel 1671 più di un centinaio di persone si riunivano per lodare con i loro canti e feste il Signore.  In considerazione del rumore che veniva fatto, le autorità disposero di distruggere il muro, ma con grande sorpresa videro che accadevano diversi fenomeni che ne rendevano impossibile l'abbattimento. Il giorno 14 di settembre dello stesso anno, giorno in cui la Chiesa ricorda l'esaltazione della Santa Croce, si celebrò per la prima volta la Messa vicino all'immagine. In questi anni si aggiunsero le immagini della Vergine e San Giovanni, come quelle del Padre Eterno e dello Spirito Santo.
Il 20 ottobre di 1687 venne fatta una riproduzione dell'immagine per potere essere portata in processione, dati  i continui terremoti. Nel 1746 uscì per la seconda volta. Poco dopo, il gruppo di persone che era cresciuto fino a trasformare questa processione in una delle manifestazioni di religiosità popolare più grande dell'America latina, si è unito per chiedere al Signore di Pachacamilla che la fede non sia vinta, che conservi integra la speranza che nella nostra Patria si viva l'amore come lo ha vissuto il nostro Signore sulla Croce
foto y texto original de: Arzobispado de Lima  http://www.arzobispadodelima.org
liberamente tradotto da Pietro Liberati                                                                                     

La devoción al Señor de los Milagros perdura por más de 354 años y eso quedó demostrado con la inmensa cantidad de fieles que se hicieron presentes en la Plaza Mayor de Lima durante la procesión. foto original de: Arzobispado de Lima http://www.arzobispadodelima.org
 


Señor de los Milagros
foto y texto original de: Arzobispado de Lima  http://www.arzobispadodelima.org

Esta procesión, que congrega a la mayor feligresía de América del Sur, se remonta a la Colonia, cuando un esclavo traído de Angola dibujó la imagen de un Cristo moreno en las paredes de un humilde solar del fundo de Pachacamilla, cerca de Lima. La imagen permaneció en la pared a pesar de que en varios intentos se pretendió borrarla, circunstancias que despertaron su devoción.

En el terremoto de 1746 todas las edificaciones vecinas se destruyeron menos la pared del Cristo moreno. A raíz de este evento se consolidó una fe popular que con los años se ha ido expandiendo hasta llegar a ser, en la actualidad, la imagen más venerada de la ciudad de Lima. El centro de la celebración es una de las más grandes procesiones de América, en la que decenas de miles de fieles vestidos con hábitos morados cantan y rezan acompañando a la imagen. El anda, de dos toneladas de peso, llevada sobre los hombros de los fieles parte en su recorrido tradicional de casi 24 horas, desde el templo de Las Nazarenas, cruza la zona del centro de Lima hasta que llega a la iglesia de La Merced en Barrios Altos. Por estas fechas abundan vendedores de una gran variedad de platos y dulces típicos, como el afamado Turrón de Doña Pepa. En conmemoración del Señor de los Milagros, en octubre se realiza también, en la Plaza de Acho, la reconocida feria taurina del mismo nombre, a la que llegan los más prestigiosos toreros de España y América.

Señor de los Milagros a ti venimos en procesión/ tus fieles devotos/ a implorar tu bendición... Cientos de miles de voces, todos los años en el mes de octubre, unen sus corazones para dirigirse al milagroso Cristo de Pachacamilla, el Señor de los Temblores, el Señor de los Milagros que desde hace más de trescientos años sale a recorrer las calles de Lima para derramar sus gracias y bendiciones al pueblo limeño. Hábitos morados en señal de penitencia y unión con el Cristo de la Cruz, gargantas llenas de fe, gargantas que piden milagros, corazones endurecidos que piden la reconciliación con el Padre, manos y voces unidas para alabar y bendecir al Hijo, a Cristo que, crucificado, renueva en los hombres el sentido del dolor y del sufrimiento.

Cuenta la historia que a mitad del siglo diecisiete un mulato cuyo nombre ha quedado oculto, pintó en un muro de adobe la imagen que ahora se guarda en el templo de las Nazarenas. El año 1670, al pasar junto a una acequia y basural, Antonio de León vio la pintura de Jesús crucificado sobre este muro, que era lo único que quedaba de una antigua defensa militar. En 1655 un terremoto asoló Lima, pero el muro quedó en pie y olvidado por todos. Quince años después, a pesar de lo húmedo y olvidado que estuvo el mural, seguía en pie con la pintura como si nada hubiese pasado. Sorprendido por este hecho, Antonio de León arregló el lugar, construyó un altar y tuvo que detener su obra por un extraño mal que lo aquejó. Curado milagrosamente del mismo, con mayor fervor fue donde la imagen milagrosa, para honrarla con arpa, cajón y músicos.

Faro que guía/ da a nuestras almas/ la fe, esperanza, la caridad/ tu amor divino nos ilumine/ nos haga dignos de tu bondad... Canta el pueblo peruano cuando sale el Señor el primer sábado de octubre, el 18 y el 28 del mismo mes, así como el 3 de noviembre, fecha en que se guarda hasta el siguiente año. El 28, día de la fiesta principal, casi un millón de personas acude ante la imagen que por un lado muestra al Señor en el Gólgota y por otro a la Virgen de la Nube. La hermandad consta de diversas cuadrillas, casi todas ellas encargadas de llevar sobre sus hombros la imagen santa, pero también hay algunas especiales, como la dedicada a los enfermos, a la seguridad, a preparar el anda para la procesión. La imagen que se guarda en el templo de las Nazarenas está custodiada por las religiosas que reciben el mismo nombre pues, en virtud de una concesión de la Santa Sede, son religiosas de clausura de espiritualidad carmelitana, pero visten el hábito morado y reciben el nombre del Señor a quien cuidan.

En 1671 más de un centenar de personas se reunían para alabar con sus cantos y fiestas al Señor. En vista del ruido que se armaba, las autoridades mandaron destruir el muro, pero con gran sopresa vieron que ocurrían diversos fenómenos que hacían imposible derribarlo. El día 14 de septiembre del mismo año, en que la Iglesia recuerda la exaltación de la Santa Cruz, se celebró por primera vez la Misa junto a la imagen. En estos años se añadieron las imágenes de la Virgen y San Juan, así como las del Padre Eterno y del Espíritu Santo.

Con paso firme, de buen cristiano/ hagamos grande nuestro Perú/ y unidos todos como una fuerza/ te suplicamos nos des tu luz. Grande es la fe del pueblo peruano, que une sus dolores y vida a la del Cristo sufriente, grande el entusiasmo por edificar un país más justo y reconciliado, como pidiera el Santo Padre en su visita al Perú, grande la confianza en que, unido a la abundancia de las gracias divinas, se vivirá la Civilización del Amor, en la perspectiva del Tercer Milenio.

El 20 de octubre de 1687 se hizo una reproducción de la imagen para poder ser sacada en procesión, ante los continuos temblores. En 1746 salió por segunda vez. Poco después un grupo de personas que había ido creciendo hasta convertirla en una de las manifestaciones de religiosidad popular más grandes de Latinoamérica, se ha ido sumando para pedir al Señor de Pachacamilla que la fe no sea vencida, que conserve íntegra la esperanza, que en nuestra Patria se viva el amor como lo vivió el mismo Señor en la Cruz

foto y texto original de: Arzobispado de Lima  http://www.arzobispadodelima.org

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