“Más allá de oro” 

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Edith Barr celebra 55 años de actividad artística. Se presentará el 18 y 19 en Montreal y Toronto, Canadá. Prepara nuevo CD y serie de conciertos para 2005

“Soy una mujer algo mayor, pero feliz”, dice la señora, con esa sonrisa intacta de mujer fatal. En 55 años de carrera, Edith Barr sumó 35 álbumes, 400 canciones, reconocimientos y conciertos en Lima y otras ciudades importantes del hemisferio y Europa. Alternó con figuras como “Bola de Nieve”, Olga Guillot, Los Panchos, entre otras. De paso, llegaron a sus camerinos flores, tarjetas y piropos de seguidores cautivados por su voz grave; embelesados por su elegancia de guapa mujer morena.

Edith Barr nació hace 68 años en La Victoria. A los 14, un guionista de Radio Nacional la bautizó como “La Flor Morena de la Canción Criolla”. Pronto dejó la voz de soprano por los tonos bajos y el estilo temperamental, pues concluyó que era lo mejor para interpretar música criolla. Durante 1960 fue figura del grill del hotel Bolívar. Alguna vez en esta carrera que sobrepasa el medio siglo quiso ser “La Flor Morena de la Canción” a secas y cantó “música internacional”. “Ahora canto boletos cuando estoy sola”, recuerda. Lo suyo son los valses, marineras y tonderos. Porque si Frank Sinatra tenía por emblema “My way”, Barr tiene el “José Antonio”, vals que parece ser compuesto por Chabuca Granda a la medida de sus cuerdas vocales.

En la década de 1980, cuando volvió a los escenarios tras 10 años dedicada a ser madre y esposa, y dos periódicos publicaron su vida en entregas diarias, siguió en esplendor con un espacio de televisión propio y administrando su propio local: “La casa de Edith”. De la actividad empresarial dice que nunca volvería a ella. “Quiero vivir en paz”.

La señora pinta acuarelas y escribe textos por placer personal. Tiene una hija y cuatro nietos, todos ellos heredaron su talento artístico, pero todavía no de forma profesional. No obstante sus ricas mil y un anécdotas, Edith no se anima a publicar su autobiografía, que sabe se vendería como pan caliente. Prefiere trabajar un disco nuevo y presentarlo a fin de año.

Sus maletas aguardan en la puerta de su casa en Bellavista. Llegó ayer de realizar cuatro presentaciones en Dallas y Houston, Estados Unidos; sin embargo, no tiene tiempo de desempacar: parte mañana a Canadá para otras presentaciones.

Y viaja ligera, porque hace mucho tiempo desterró el amor. “Así soy más feliz. Además, ya no tengo edad para eso. Después de estar casada con el papá de mi hija (el catalán Alberto Salvanig) probé, pero sin suerte. Y cuando encontré a la persona perfecta, Enrique Loza (hermano del cómico Tulio Loza) se me murió y me encerré para otros sentimientos”.

Ella, que tantas veces renunció por voluntad propia, está convencida de que el público será el que la retire de los escenarios. “Cuando ya no me llamen ni los gatos, ahí me preocuparé”.

De la música criolla, considera que con Lucía De la Cruz se cerró un ciclo de voces maravillosas. “Hay cantantes buenas, pero que quizá con los años mejoren”. Que salvo Carlos Rincón no hay un boom de compositores criollos. Sin embargo, Edith se niega a pensar que esta música agonice. “Es nuestra bandera, no debemos perderla. A mucha gente todavía le gusta. Lo malo es que pasa por una etapa de muchas fusiones que desconciertan a la gente. Pero no deja de ser bonita y exitosa“. Como ella, esa voz siempre en flor.

• A partir de mayo, “La Flor Morena de la Canción Criolla” ofrecerá recitales en diversas ciudades de Estados Unidos.

Diario Oficial El Peruano
Sección: Espectáculos
(José Vadillo Vila)



"Più dell'oro"
Edith Barr celebra 55 anni di attività artistica. Si esibirà il 18 e 19 a Montreal e Toronto  in Canada.
In preparazione  un nuovo CD e una serie di concerti per 2005

"Sono una donna anziana, ma felice", dice la signora, con quel sorriso intatto di donna fatale. In 55 anni di carriera, Edith Barr ha al suo attivo 35 album, 400 canzoni, riconoscimenti e concerti a Lima ed in altre città importanti di questo emisfero ed in Europa. Ha alternato figure come "Bola de Nieve (Palla di Neve)", Olga Guillot, I Panchos, tra altre. Attraverso il suo camerini sono passati  fiori, biglietti e complimenti di ammiratori attratti dalla sua voce grave; affascinati dalla sua eleganza di bella donna bruna.

Edith Barr nacque 68 anni fa in La Victoria. A 14 anni, uno sceneggiatore della Radio Nazionale la battezzò come "Il Fiore Bruno della Canzone Creola". Presto lasciò la voce di soprano per i toni bassi e lo stile temperamentale, perché concluse che era la cosa migliore per interpretare musica creola. Nel 1960 fu figura di spicco del hotel Bolivar. Qualche volta in questa carriera che supera il mezzo secolo ha voluto essere "Il Fiore Bruno della Canzone" ed ha cantato "musica internazionale". "Ora canto biglietti quando sono sola", ricorda. I suoi brani sono i valzer, marine e tonderos. Perché se Frank Sinatra aveva per emblema "My way", Barr ha "José Antonio", valzer che sembra essere composto da Chabuca Granda su misura delle sue corde vocali.

Negli anni '80, quando ritornò sulla scena dopo 10 anni dedicati ad essere madre e sposa, due quotidiani pubblicarono la sua vita a puntate, seguì uno spazio in televisione con uno splendido programma  proprio ed amministrando il suo locale: "La casa di Edith". Dell'attività imprenditoriale dice che non la girerebbe mai. "Voglio vivere in pace".

La signora dipinge acquarelli e scrive testi per piacere personale. Ha una figlia e quattro nipoti, tutti hanno ereditato il suo talento artistico, ma ancora non in forma professionale. Nonostante i suoi  ricchi mille aneddoti, Edith non si azzarda a pubblicare la sua autobiografia che sa, si venderebbe come pane caldo. Preferisce lavorare a un disco nuovo e presentarlo alla fine dell'anno.

Le sue valigie aspettanosulla porta della sua casa in Bellavista. Arrivata ieri per realizzare quattro presentazioni a Dallas e Houston, Stati Uniti; e tuttavia, non ha tempo di disfarle perchè parte domani al Canada per altre presentazioni.

E viaggia leggera, perché  molto tempo fa confinò l'amore. "Così sono più felice. Inoltre, non ho oramai l'età per quello. Dopo essere stata sposata col papà di mia figlia (il catalano Alberto Salvanig) provai, ma senza fortuna. E quando trovai la persona perfetta, Enrique Loza (fratello del comico Tulio Loza)  morì e mi rinchiusi per altri sentimenti."
Lei che tante volte rinunciò per volontà propria, è convinta che il pubblico sarà quello che la farà ritirare dalle scene. "Quando non mi chiameranno più nemmeno i gatti, allora mi preoccuperò."

Della musica creola, considera che con Lucía Della Croce si chiuse un ciclo di voci meravigliose. "Ci sono cantanti buoni,  chissà che con gli anni non migliorino".  Salvo Carlos Rincón non c'è un boom di compositori creoli. Tuttavia, Edith si rifiuta di pensare che questa musica agonizzi. "È la nostra bandiera, non dobbiamo perderla.  Piace ancora a molta gente. La cosa brutta è che passa per una tappa di molte fusioni che sconcertano la gente. Ma non smette di essere bella e di successo". Come lei,  con quella voce sempre in fiore.

* A partire da maggio, "Il Fiore Bruno della Canzone Creolo" offrirà recital in diverse città degli Stati Uniti.

José Vadillo Vila
Diario Ufficiale Il Peruviano

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