FINE SETTIMANA CON LA CULTURA A Milano

 

 

Oltre dieci le mostre in corso tra Palazzo Reale, Castello, Rotonda di via Besana e altri musei civici

Chi, a Milano, vuole trascorrere un week end all'insegna della cultura ha l'imbarazzo della scelta fra le numerose proposte dell'assessorato alla Cultura e Musei del Comune di Milano. Tre grandi mostre, in contemporanea, a Palazzo Reale. Al piano nobile prosegue il "Gran Teatro del Mondo. L'anima e il Volto del Settecento aperta fino al 12 aprile 2004). Ideata e curata da Flavio Caroli la rassegna esamina il Settecento attraverso l'arte di Hogarth, Watteau, Fra' Galgario, Ceruti, Crespi, Longhi, Mengs, Lancret, Gainsborough mettendo in luce l'ambiente, il clima di un secolo fondamentalmente frainteso. Non solo frivolezza e superficialità ma anche grande arte. 


Sempre al primo piano di Palazzo Reale, nella suggestiva Sale delle Cariatidi il pubblico può ammirare 35 straordinarie opere di Van Dyck in una mostra unica allestita per la prima volta da Luca Ronconi che documenta l'influenza dell'arte italiana nella pittura dell'artista fiammingo. L'evento prende spunto da un'operazione congiunta tra la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano e il Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale dell'Arma dei Carabinieri che ha assicurato allo Stato Italiano uno dei grandi capolavori dell'arte di van Dyck, un Compianto su Cristo. 


Al piano terra Palazzo Reale ospita una delle mostre più attese dedicata all'arte giapponese, Ukiyoe. Il mondo fluttuante (fino al 30 maggio). Più di 500 opere tra dipinti, libri illustrati, stampe provenienti dalle principali collezioni pubbliche europee e mondiali raccontano la trasformazione, tra il XVII e la metà del XIX secolo, della società e della cultura giapponese che si formò intorno alla città di Edo, divenuta poi Tokyo. La mostra non descrive solo uno stile artistico o un periodo storico ma racconta, attraverso le sue immagini, quella profonda trasformazione culturale che la società giapponese interpretò dalla crisi dell'aristocrazia feudale e i nuovi stimoli portati dalle nuove classi borghesi. Artisti come Moronobu, Harunobu, Utamaro, Hokusai, Hiroshige, Kuniyoshi e molti altri, coinvolgono il visitatore in un mondo di piacere e beltà, accompagnandolo attraverso le diverse sezioni: teatro, tradizione, natura, paesaggio, piaceri della vita di città, beltà femminili, in un unico e trascinante mondo fluttuante che questa mostra vuole far rivivere. 


Per conoscere, per ricordare o per non dimenticare i tragici avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale alla Rotonda della Besana si può visitare la mostra Bombe sulla città. Milano in guerra (1942-44), aperta fino al 9 maggio 2004. Le sezioni, attraverso un allestimento toccante e suggestivo, illustrano, accanto alla storia del capoluogo lombardo, gli snodi fondamentali della vicenda bellica (che ebbero il loro apice nell'estate del 1943 quando i quadrimotori RAF colpirono Milano riducendo il centro storico e diversi quartieri limitrofi a un cumulo di macerie, roghi e polvere) a partire dalla dichiarazione di guerra fino alla ricostruzione, dedicando particolare attenzione ai danni subiti dal patrimonio artistico di Milano. 


Un'altra pagina di storia del nostro Paese è quella proposta al Museo di Milano e di Storia Contemporanea (da pochi giorni risperto al pubblico dopo i lavori) dove fino al 21 marzo 2004, c'è la mostra Alcide De Gasperi. Un europeo venuto dal futuro. A cinquant'anni dalla scomparsa, l'esposizione ripercorre la vita dello Statista attraverso gli aspetti salienti delle sue opere, i brani tratti dai suoi scritti, discorsi, lettere e da numerosi documenti, fotografie e oggetti. In mostra anche schede storico-politiche esplicative, biografie dei personaggi politici del tempo, approfondimenti di storici, economisti, oltre alla corrispondenza con i familiari, che coinvolgono sia De Gasperi come persona che il suo operato.


Ultimo fine settimana di apertura, invece, per la mostra "Shoah: l'infanzia rubata", in chiusura proprio domenica 29 febbraio. L'esposizione di quest'anno, a Palazzo della Ragione, documenta il tragico sterminio di bambini e adolescenti vittime della Shoah. 


Ultimo week end anche per ammirare Con gli Occhi di Testori al Castello Sforzesco. In occasione del decennale della scomparsa di Giovanni Testori (1923-1993), la Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli presenta una selezione di 35 opere di incisori particolarmente apprezzati da Giovanni Testori, appartenenti alla Raccolta Bertarelli. Critico acuto e appassionato, Testori ha contribuito all'affermazione del linguaggio incisorio come mezzo di espressione autonoma, compiendo insieme agli artisti un'indagine poetica, personale e nel contempo universale sul significato dell'arte. 


Sempre al Catello Sforzesco, è in corso la mostra "Le culture del Perù da Chavin agli Inca" (fino al 2 maggio 2004). Per per la prima volta è possibile ammirare le opere appartenenti alla collezione Federico Balzarotti, una delle più rilevanti raccolte di arte peruviana preispanica, donata alla città nel 2001. Con l'arrivo di questa raccolta, Milano diventa così, il più importante centro per i materiali del Perù preispanico in Italia. La mostra, con i circa 200 reperti, propone un percorso storico-antologico del Perù preispanico: da Chavín (900 - 200 a.C.) agli Inca (1440 - 1532) con la rappresentazione di tutte le culture che si sono succedute nella regione: Cupisnique, Paracas, Moche, Nasca, Recuay, Huari, Chimú, Chancay. 


Dal Castello al Museo di Storia Naturale per conoscere un'altra civiltà attraverso la mostra Évhé-Ouatchi: un'estetica del disordine. Sculture e oggetti rituali dal Togo (fino al 6 giugno). L'esposizione è il frutto di una di una ricerca etno-storica condotta dal Centro Studi Archeologia Africana di Milano nel Togo, abitato dalle popolazioni Évhé-Ouatchi. L'indagine, durata quattro anni, si è sviluppata intorno alle località di Afagnagan e Aklakou fino al fiume Mono - confine politico tra il Togo e il Benin - e ha permesso di collezionare sculture, oggetti rituali, pali figurati, filmati, suoni e di mettere in luce alcuni aspetti culturali del mondo vodu, religione tradizionale delle popolazioni locali. 


Nella stessa sede prosegue la mostra Ambra (prorogata fino al 12 aprile). L'esposizione ripercorre la storia naturale della resina vegetale che nel corso di milioni di anni si trasforma in una vera e propria gemma di origine organica. In esposizione campioni di ambra da tutto il mondo e di ogni età: l'ambra del Baltico, la più diffusa e nota, è vecchia di oltre 50 milioni di anni, quella della Repubblica Dominicana può avere fino a 25 milioni di anni, ma si conoscono ambre vecchie fino a 300 milioni di anni. Una rara e apprezzata varietà di ambra italiana è la simetite, che si trova nella Sicilia occidentale: in mostra esemplari eccezionali per bellezza e grandezza. Le sezioni sono dedicate a gioielleria e inclusioni organiche che dimostrano come nell'antica resina sono stati inglobati fiori, foglie, insetti e piccoli vertebrati che si sono conservati in modo perfetto attraverso le epoche geologiche. Fra i campioni di ambre in mostra, un bellissimo nodulo di oltre 6 kg, completamente trasparente, rinvenuto alla fine dgli anni '90 nella Repubblica Dominicana.


Al Museo Archeologico prosegue, fino al 31 maggio 2004, la mostra Uomo, mito e teatro nei vasi della Grecia antica. 

Nel vasto panorama di esposizioni si inseriscono anche due conferenze tenute al Civico Planetario: sabato 28 febbraio (ore 15 e ore 16.30) "Lo zodiaco - I racconti del cielo"; domenica 29 febbraio (ore 15 e ore 16.30) "Il moto della terra attorno al sole - 29 febbraio l'anno bisestile"



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