Cinquant'anni a Lima
Il 26 Settembre 2004, sono 50 anni che sono arrivato a
Lima.
Mia figlia ha voluto celebrare con una sorpresa l'importanza del mio arrivo in questa città, tanti anni fa, per
iniziare una
nuova vita in un nuovo paese. Un Paese che mi ha accolto e ospitato a braccia aperte
per formare la mia nuova famiglia.
Con la scusa che dovevamo andare a pranzo in un ristorante si doveva prima
brindare in famiglia alla stessa ora del mio arrivo, l'una del pomeriggio, con
uno spumante. Al momento di aprire la bottiglia suona il campanello, si
presentano tutti i miei amici che avevano preparato a casa loro il pranzo per
tutti.
Proprio una bella sorpresa che ci ha rallegrati e che è stato anche motivo per
ricordare il mio viaggio per arrivare a Lima tanti anni fa.
Dopo due anni trascorsi in Brasile, ero partito da San Paolo accompagnato dai
miei amici in macchina fino al porto di Santos per imbarcarmi sul transatlantico
Augusto. Rimasto solo ad affrontare un'altro grande passo della mia
vita ho versato qualche lacrimone principalmente per dover lasciare il mio caro
amico Pancio. Lui aveva gia una fidanzata ed era prossimo a sposarsi e io invece
andavo a trovare una ragazza peruviana che consideravo valesse la pena non
perdere e se nel suo paese trovavo un lavoro come in Brasile mi ci sarei
stabilito.
La nave bellissima con tutte le comodità è arrivata in due giorni a Montevideo
ed ho avuto la possibilità di visitare la città. Il giorno dopo siamo arrivati nella
grande metropoli di Buenos Aires.
Era l'epoca di Peron e gli argentini erano
tanto orgogliosi della loro città che si sentivano superiori a tutti. Una città
veramente cosmopolita e con una vita notturna impressionante. Il padrone
dell'hotel nel sapere che andavo in Peru mi ha detto: "la, sono
selvaggi!" Sono rimasto sei giorni nella città del tango, per poi
prendere un treno e su un vagone letto che in cinque giorni mi portò a La Paz,
in
Bolivia.
A me sempre è piaciuto viaggiare in treno e non mi sono stancato di
vedere la pampa argentina con milioni di vacche e le interessantissime montagne
delle Ande. Quando Siamo arrivati al confine con Bolivia hanno cambiato la
locomotiva e sono rimasti
pochi vagoni oltre a quello ristorante ed al mio vagone letto.
Nel riprendere il viaggio ero sicuro di essere il solo italiano sul treno,
non era vero perché chi seguiva il bar, era italiano!
A La Paz sono rimasto un giorno per poi prendere un treno diretto al lago di
Tititaca dove mi sono imbarcato in un battello verso sera, e abbiamo navigato tutta la notte
per
arrivare a Puno, in Perù, alle sette del mattino. Mi dispiaceva attraversare il
lago di notte però all'alba ho avuto occasione di vedere le anitre selvatiche
le gallinelle e le folaghe che sono la mia passione in una quantità mai vista.
Alle otto ho preso l'ultimo treno che attraverso le Ande, laghi e vulcani mi ha
portato a Arequipa nel sud del Perù dove sono arrivato alle quattro del
pomeriggio. Il giorno dopo l'ultima tappa da Arequipa a Lima, in aereo, dove
sono arrivato all'una del pomeriggio del 26 Settembre 1954 proprio CINQUANTA
ANNI FA.
Ricordo come se fosse ieri il giorno che ho cominciato a lavorare e mi sembra impossibile che siano passati tanti
anni!!!
Ero arrivato a Lima un mese prima e da solo mi ero dedicato a imparare lo spagnolo, prima di cercare un lavoro. In
Brasile gia da due anni lavoravo in una fabbrica di xxxxx. A Lima di fabbriche di
xxxxxxxx non ce n'erano pero la xxxxx , la piu grande fabbrica di xxxxx nel
mondo, aveva appena avuto un contratto per l'installazione di xxxxxxxx in un grande ospedale in costruzione. Non era la mia
specialità, però, mi sono presentato ugualmente dal direttore che era un
americano. Gli ho spiegato che cosa facevo in Brasile e che se mi pagava la
stessa cifra sarei rimasto in Perù, altrimenti sarei tornato a San Paolo.
La ditta stava cercando tecnici in altri Paesi e che sarebbero costati molto di
più di quel che chiedevo io, cosi la mia proposta è stata accettata subito.
Il primo giorno lavorativo era proprio il giorno di tutti i morti!.
Non nascondo che ho avuto un poco di pessimismo vista la data poi è prevalsa la logica ed ho
iniziato il mio nuovo lavoro che lungo questi anni mi dato l'opportunità di dimostrare
le mie capacità e che mi ha dato tante soddisfazioni.
Oggi ho ancora l'opportunità di continuare a lavorare anche se non a tempo
pieno, sento di essere utile e posso contribuire con la mia esperienza, a risolvere
le problematiche che si presentano alla nuova e giovane direzione.
Mi considero fortunato aver compiuto questi cinquant'anni in buona salute e considero ogni giorno in
più come un regalo di DIO. Giorgio
Pubblico questa testimonianza che mi ha inviato Giorgio da
Lima a cui, per sua tranquillità, ho tolto i riferimenti diretti e personali
inserendo delle xxx - Ho avuto tempo fa, l'onore e il piacere di conoscere
personalmente Giorgio e non posso esimermi da mandargli pubblicamente i miei
migliori auguri per questo anniversario, Pietro Liberati
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