Il Giorno della Memoria

Causa un disguido postale riceviamo solo ora questo documento sul significato del"Giorno della Memoria" celebrato il 27 gennaio scorso a Lima e in tutta Italia. Per 'importanza del tema trattato lo pubblichiamo ringraziando l'ing.Pompilio Inglesi che lo ha inviato.


Oggi é il "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico, dei deportati militari e politici italiani e di quanti a rischio della propria vita hanno salvato e protetto altre vite.

Ricordare, per prima volta a Lima, la celebrazione del 25 aprile, "Giorno della Liberazione", ci sono voluti un po' più di cinquant'anni; in questo caso siamo stati più efficienti, abbiamo impiegato soltanto tre anni, anche se il tema della ricorrenza è quasi lo stesso; lo scenario vede l'Italia fascista alleata alla Germania nazista e la promessa del Duce di inviare nei campi di sterminio gli ebrei, affinché il suo alleato il Führer potesse fare piazza pulita dei suoi nemici. Questa iniziativa si svolge insieme ad analoghe iniziative promosse in diversi paesi, presso le sedi diplomatiche e consolari, dal Ministero degli Affari Esteri  dietro indicazione del Ministro plenipotenziario Stefano Ronca.

Ricordiamo che due anni e mezzo fa la Repubblica Italiana istituisce la Legge n. 211 datata 20 luglio 2000. 
La "Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti"
Legge pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 recita: 
Articolo  1.
La Repubblica Italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Art. 2.
In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all'articolo 1, sono organizzate cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.


Riflettiamo che: shoah, olocausto, genocidio, sterminio sono quattro parole terribili che conservano il senso dell'indicibile tragedia degli ebrei d'Europa. Spazzati via durante la Seconda guerra mondiale dalla agghiacciante volontà nazista di "fare piazza pulita, dell'odiosa razza ebraica". Un progetto folle ma spaventosamente lucido e ben organizzato. Che ha portato nelle camere a gas sei milioni di esseri umani: uomini, donne, bambini. "Colpevoli" di essere quello che erano: ebrei. Il 27 gennaio è una data altamente simbolica: nel 1945, infatti, le avanguardie delle truppe sovietiche raggiunsero il campo di concentramento di Auschwitz (l'odierna Oswiecim, in Polonia). Per la prima volta, l'orrore della "Soluzione finale" escogitata da Hitler e dai suoi gerarchi per liberarsi, una volta per tutte, della "questione ebraica", apparve nella sua banale allucinante realtà. Ad Auschwitz trovarono la morte, uccisi nelle camere a gas o dagli stenti, quattro milioni di uomini, donne, bambini. Quasi tutti ebrei. Ma furono sterminati anche zingari, omosessuali, testimoni di Geova, oppositori politici e altri "nemici" del Reich,  alleato del nostro fascismo. Nel complesso, le vittime della Shoah, olocausto o genocidio, furono circa sei milioni. 
Questa data è da tre anni il Giorno della Memoria. Una giornata dedicata al ricordo di quello che fu, "perché non accada mai più": Il massacro di un intero popolo. 
Per la prima volta, anche in Perù, si celebra questa tragica data. Centinaia di eventi sono stati organizzati nelle scuole, nelle piazze, nelle vie delle città italiane mentre pochi infelici nostalgici continuano a sorridere sotto i baffi. Intanto, sono stati pubblicati i nomi dei 10.689 deportati dall'Italia e dalle isole del Dodecanneso. Due anni fa il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha sottolineato con energia l'alto significato di queste manifestazioni in un messaggio inviato ad Amos Luzzatto, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. 
"La Shoah deve rappresentare - ha detto tra l'altro il Presidente della Repubblica - un monito per tutta l'umanità contro l'odio razziale, etnico e religioso che ancora insanguina molte parti del mondo e, purtroppo, talora riaffiora anche nelle società più evolute. La memoria è un dovere. È un dovere verso un popolo che è stato vittima di un lucido disegno di sterminio, verso una civiltà che si è tentato di estirpare dalla coscienza europea, cui pure aveva dato nel corso dei secoli un contributo straordinario. Ma la memoria è anche un dovere verso le giovani generazioni, alle quali si deve trasmettere la consapevolezza e la conoscenza del passato, perché non siano private di quel patrimonio morale che è rappresentato dalla continuità della storia dell'uomo. Spetta alla famiglia, alla scuola, alle istituzioni serbare nel profondo dell'animo di ognuno di noi e coltivare nei giovani il rispetto della dignità di ogni essere umano".
Tre giorni fa nel Palazzo del Quirinale nostro Presidente ha detto:
"...a tutti quanti gli auguri più vivi e un'esortazione finale. Sappiamo di essere stati fortunati a nascere in Italia. Siate, siamo, sempre orgogliosi della nostra Patria, anche quando ne critichiamo alcuni aspetti, nel desiderio di renderla ancora più bella".
Il Ministro plenipotenziario Stefano Ronca, rispetto a i deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, afferma:
"Si potrà fornire in tal modo il giusto riconoscimento al comportamento esemplare di quegli uomini che si sono fatti interpreti del senso più profondo del ruolo istituzionale del quale erano investiti. Essi hanno saputo adempirvi quali degni agenti della storica vocazione istituzionale del Dicastero che essi rappresentavano nel Popolo Italiano e del valore e il rispetto della dignità umana".
Come già abbiamo detto, oggi 27 gennaio, è riconosciuto dalla Repubblica Italiana come la "Giornata della memoria", al fine di ricordare lo sterminio e la persecuzione degli ebrei e degli italiani che hanno subito la deportazione nazista. Nell'anniversario dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, l'Istituto Italiano di Cultura, dove ci troviamo riuniti, ha organizzato la proiezione del documentario "The Righteous Enemy/ Il nemico fraterno" dedicato al salvataggio di ebrei di Croazia, di Grecia e di altri paesi ad opera di militari e diplomatici italiani. L'autore del filmato, Imre Rochlitz, prende spunto dalla storia di suo padre, Joseph Rochlitz, un ebreo che venne salvato da militari italiani durante l'occupazione nazista in Croazia. Da qui attraverso interviste, fotografie e documentari dell'epoca sono messi in risalto il coraggio e la determinazione con cui molti Ambasciatori, Consoli rappresentanti delle Forze Armate Italiane e semplici cittadini, con grave rischio per la propria vita, si contrapposero alla predominante ideologia fascista dell'epoca, salvando migliaia di bimbi ebrei, uomini e donne. Il filmato è in inglese, ma, doppiato nella nostra lingua. La lavorazione dello stesso é durata sei anni dal 1981/87.
Contiamo che il filmato serva a chiarire certi concetti.
Grazie

Pompilio Inglesi da Lima 

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