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Riceviamo questa lettera da Maria Laura con cui abbiamo collaborato per
la festa dell'INTIRAYMI del maggio scorso la pubblichiamo per
contribuire a far conoscere il punto di vista di chi,come noi, cerca
di far conoscere e comprendere le altre realtà etnico-culturali. Abbiamo
tolto alcuni riferimenti personali e addolcito alcune frasi, senza per
questo modificarne i contenuti
......
E' la terza domenica che passo spalmata sul divano cercando di risolvere una
bronchite che non vuole andarsene. Una domenica di contatti, di lunghe telefonate e di riflessioni. Sono riuscita a contattare Luigi e a metterci d'accordo per un incontro. Mi ha chiamato Michel a cui ho
raccontato in breve quello che stava succedendo; le sue analisi sono
sempre così precise e pertinenti che mi costringono a pensare a lungo.
Grande saggezza africana!!!! Quando abbiamo incontrato Michel e la compagnia
Africana, lui aveva già pronosticato la difficoltà di mantenere viva a lungo
una iniziativa che si basa solo sul volontariato. Ci diceva che nella sua lunga carriera di artista e collaboratore con
Associazioni, aveva visto morire idee bellissime per lo scontro più o meno
nascosto tra personalità e aspettative personali che non sempre coincidono
o che non vengono dichiarate esplicitamente e che non si risolvono. Si parte alla grande e poi si
perde di vista l'obiettivo principale per una volontà di affermazione personale.
Ma anche per la solitudine istituzionale, l'incapacità o impossibilità di trovare gruppi di pressione o di forza politica che possono spostare e determinare attenzione al progetto o alle idee che
esprimiamo può essere un motivo di debolezza, di grande fragilità che mette a rischio tutto. Michel aveva già analizzato anche in conseguenza alle difficoltà enormi in cui mi sono trovata l'anno scorso, le dinamiche fatte di invidia, paura e potere che si sviluppano nelle scuole e che la mancanza di denaro,
di investimenti sul futuro della scuola,delle professionalità o solo delle varie umanità che
la compongono aumentano a dismisura. In due settimane mi è capitato più volte di sentire colleghi e amici dire che non
sopportano più nessuno. La ristrettezza e la paura tira fuori i sentimenti peggiori dell'animo
umano. Banale, ma vero e forse bisogna tenerne conto. Siamo in un momento in
cui guardiamo al futuro con paura e incertezza e sentiamo tutti i nostri investimenti affettivi e professionali svanire. Con affettivi intendo
l'amore, la passione per il nostro lavoro. Michel diceva che dobbiamo resistere.
Lui ritiene che il nostro modo di lavorare insieme, di portare idee e confronto nella scuola sia l'iniziativa più innovativa ed energica che la scuola abbia prodotto in questi anni.
Tutto il contrario delle espressioni settarie ed elitarie dell'ISMU e del COME. Parole che fanno bene al cuore. Ci ha invitato a riflettere: senza il lavoro delle nostre scuole i bambini stranieri e la loro originalità tornano nell'oscurità.
Esattamente come vogliono la signora Moratti e questo Governo.
Ah, dimenticavo un particolare piccantino !!!Senza essere stato imboccato da parte mia, mi faceva notare che secondo lui,
qualcuna... si sta preparando a un futuro di scrittrice ... in fondo quest'istituzione ha
abbandonato anche lei ...è cambiato il vento.
La seconda telefonata è di Armando. Armando è il presidente dell'Associazione Peruanità. Lui e tutti i suoi collaboratori che tengono una trasmissione cultural-musicale sulla musica della costa peruana spiegando contaminazioni con i ritmi africani e altro su Radio Meneghina
ci hanno aiutato (tanto) a condurre la festa dell'INTIRAYMI. Dagli inizi dell'estate passata sta lavorando al progetto di una giornata dedicata al Perù. Siamo a novembre e sta ancora aspettando
una risposta affermativa. Consiglieri e cittadini di quella zona hanno invitato i
peruaviani a studiare il codice civile (pare che siano troppo festaioli) e
sebra non vogliono dare loro nessuno spazio per incontrarsi. La paura di quello che
non conosciamo oscura quasi completamente la capacità di pensare. Nel progetto di Armando è compreso l'intervento degli alunni
delle scuole della zona. Anche lui pensa in grande; vorrebbe prepararli, vorrebbe fare
dell'animazione, portare suonatori nelle scuole, prepararli a pensare alle note che fondono la cultura dell'umanità e favoriscono gli incontri,
in questo caso tra l'America latina e l'Italia ... e mentre aspetta un sì definitivo dal
Consiglio ci chiede se vogliamo partecipare, se le scuole della zona possono accogliere il progetto.
Costi a bambino irrisori: circa 6 euro per 10 incontri. Voglio ricordare che di
professione Armando oltre l'animatore musicale per la radio fa
l'animatore pedagogico-musicale. Un'altra grande risorsa che la scuola non
accoglierà...?? Ha promesso che a breve ci manda il progetto... speriamo che le scuole della zona vogliano dare una bella lezione al loro consiglio di zona e chiamino Armando a lavorare per preparare questa giornata dell'incontro tra Italia e Perù.
E' con Armando e Sergio che abbiamo iniziato a pensare alla festa dei Popoli.
Loro suggerivano un festival per i bambini ...Temo che per come si
stanno
mettendo le cose non avremo la forza di arrivare ad organizzare la festa delle culture,
continuare a ragionare e progettare incontri cittadini. SIG!!!!!
Terza telefonata:
Fathi ...ve lo ricordate ??? Un signore tunisino che è venuto a farci una bellissima lezione sull'arte nell'Islam. Altre
riflessioni sulla paura dell'arabo che cresce ... sull'ignoranza che aumenta esponenzialmente,
sulla contaminazione culturale e la contiguità tra il nostro paese e il nord Africa.
Figli di coppie miste che diventano solo numeri ... come nelle parole di un tecnico del CSA, che devono essere alfabetizzati, trattati come emergenza e della loro individualità e riconoscimento culturale spesso in bilico non gliene può
interessare di meno a nessuno.
E' sera e io sono depressa... Come sempre insieme alla tristezza mi monta l'arrabbiatura
... Penso se avremo la forza di chiedere aiuto a qualche altra istituzione forte,
dove lo troviamo un gruppo per fare pressione? Nessun Nanni Moretti tra le nostre file .… E se riprovassimo con Don Rigoldi…. E se la Chiesa … fosse interessata a darci una mano??
Ci proviamo????
Ci penso... di sicuro la mia volontà di uscire completamente dal CSA è fortissima, non credo di dover essere più chiara di quello che sono già
stata in questi tre anni. Sì, le mie aspettative sono super deluse ??
Dal bollino Blu da parte dell'istituzione matrigna sono passata alla rottamazione del rapporto con questa istituzione che non ha saputo e
voluto accogliere idee ed energie se non per farne una spremuta a suo uso e
consumo.
Sono tre anni che chiedo un riconoscimento formale del lavoro delle scuole!
Abbiamo voluto il patentino di progetto del provveditorato per dare ufficialità,
per permettere alle scuole di conoscere il nostro lavoro, ma dopo tre anni le informazioni le facciamo girare solo noi o meglio solo Betti via
Rete.
Qualcuno non ha mai voluto incontrarci, altri hanno organizzato una conferenza
stampa l'anno scorso di cui non dimentico la vergogna per come è stata
organizzata al punto che alcuni invitati dissero: mai più in Provveditorato!
E chissà se vi ricordate il primo incontro che abbiamo organizzato con i consoli e gli addetti interculturali dei paesi di cultura islamica.
Che orrore!!!! Non c'erano le chiavi per la sala dove incontrarsi! Questo il trattamento riservato agli esponenti ufficiali di altri paesi.
Abbiamo organizzato il primo incontro con gli ambasciatori e i consoli dei paesi Arabi e non c'era nessun alto esponente del Provveditorato
…come dobbiamo leggere tutto questo?
La mia aspettativa e che nessuno di noi debba essere lasciato da solo a contrattare
la propria retribuzione aggiuntiva con il suo dirigente. Non sono
d'accordo con il lavoro volontario su ordinazione altrui, perchè così si chiama
schiavismo. Quale stupida difesa dell'art.18 dobbiamo fare se poi non siamo
capaci di riconoscerci come lavoratori e continuiamo a viverci come piccole e piccoli missionari
?? La mia aspettativa è che dal provveditorato arrivino tre righe che ricordino l'importanza di questo progetto per la scuola milanese e che permettano agli insegnati di sapere che le loro ore
di coordinamento, almeno quelle, siano retribuite.
Lavoriamo per la scuola o siamo un'associazione privata ??
Mi sento sempre più sola tanto vale essere autonomi dal CSA. Se qualcuno pensa che questo sia un errore faccia qualcosa per dirmi che sto
sbagliando analisi. Mentre noi urliamo che dobbiamo scambiarci idee e proposte vengo a sapere
che il lunedì, una scuola, ha organizzato una serie di conferenze insieme al
Comune. Un urlo mi sale dalla pancia, ma a che C.... serve la conferenza se la frequentano solo i nostri
amici? Perché lo sforzo che fa soprattutto Betti di tenere insieme questo veicolo di comunicazione sulle iniziative interculturali della città non viene pubblicizzato dal
CSA?
Perché i colleghi non la smettono di pensarsi come isole e non si vogliono dare
un'organizzazione da
arcipelago??
Tutti per uno e uno per tutti o ognuno per sé e Dio per tutti?
Finisco dicendo per il capodanno Cinese, anche lì abbiamo messo tanta di quella carne al fuoco
che, … come facciamo a mollare? Maria Laura
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