Proposte Artistico-musicali

p r e s e n t a n o
B O R D E R L I N E B O O K I N G
Inverno 2001/02 – primavera 2002

AIRES TANGO 

Il gruppo nasce nel ‘94 da un’idea del sassofonista e compositore argentino Javier Girotto, che ispirandosi alle proprie radici musicali e fondendole con le modalità espressive tipiche del Jazz crea un terreno musicale nuovo. Facendo esplicito riferimento alla musica del grande Astor Piazzolla, gli Aires Tango arrivano ad un repertorio di musica originale in progressiva evoluzione, sia per la natura di improvvisazione che per il continuo ricambio di materiale musicale.

La musica degli Aires Tango rispecchia fedelmente i tratti della melodia tangueira e dell’improvvisazione jazzistica. Il risultato è una sorta di "Tango trattato", dalle caratteristiche spiccatamente latine per le melodia e i ritmi che lo animano, ma meno vincolato dai canoni del Tango tradizionale, perciò terreno fertile per un’improvvisazione d’ispirazione jazz; in questo modo gli Aires giungono ad una musica di notevole libertà espressiva e di grande fascino, nella quale gli echi del passato si fondono con le istanze del linguaggio musicale più moderno.

DISCOGRAFIA: "Malvinas" – 1996 – Equipe, "Madres" – 1997 – BMG Victor; "Poemas" – 1999 – via veneto, "Cronologia del ‘900 " – 2000 – Manifesto 


 


SOLIS String Quartet


In un’epoca che vede la diffusione ed il successo presso fasce di pubblico sempre più vaste di generi musicali quali la world music o la new age, il Solis String Quartet ha la straordinaria fortuna di essere con naturalezza una pura formazione di "confine": un classico quartetto d’archi (primo e secondo violino, viola e violoncello) che può permettersi, di passare con estrema agilità dalle tradizioni popolari (dal blues alla canzone napoletana) al jazz e alla musica contemporanea, con una sorprendente capacità di coinvolgimento del pubblico, che sfiora con delicatezza l’intrattenimento.

Il suono inevitabilmente acustico del quartetto diventa l’occasione per un divertimento trascinante, un viaggio pieno di stimoli attraverso la musica del xx secolo con ampio spazio per la melodia ed il ritmo. Non è facile accostare il Solis String Quartet ad altre formazioni simili come il Kronos Quartet o the Green String per il semplice fatto che le origini fanno la differenza: questo quartetto d’archi è nato a Napoli e suona con un calore ed un’intensità che non ha eguali.

La collaborazione con celebri musicisti (Edoardo Bennato, Andreas Vollenweider, Claudio Baglioni, Roberto Murolo, Katia Ricciarelli, Massimo Ranieri, Mariella Nava, Giorgia, Rossana Casale, Dulce Pontes, Elisa) e le lunghe fortunate esperienze dal vivo hanno fatto il resto, consentendo al Solis String Quartet di diventare una formazione unica nel suo genere.

DISCOGRAFIA: "Metrò" – 2001 – BMG RICORDI


 

 

AMEDEO BIANCHI GROUP



Amedeo Bianchi appartiene alla corrente stilistica denominata in USA "Smooth Jazz" alla quale appartengono artisti del calibro di Sade, Dave Koz, Boney James, Richard Elliot e tanti altri.

La cura del sound è componente fondamentale di questa musica che ha radici sostanzialmente in America del Nord dove Amedeo ha realizzato entrambi i suoi dischi che vedono la partecipazione di importanti collaborazioni italiane e straniere.

Il concerto proposto è un progetto strumentale d’autore che unisce, oltre le sonorità dei suoi tre sax, la presenza di una solida sezione ritmica, basso – batteria – percussioni, coadiuvata da pianoforte e chitarra unita alla partecipazione di una tromba. Quasi tutti i brani sono composti da Amedeo con grande cura delle sonorità e delle melodie. La struttura formale dei brani è prevalentemente quella della canzone. 

DISCOGRAFIA: "The Rhythm of life" – Blue note – Sony; "Coming Home" – Nikto – Carisch


 

 

MARIA PIA DE VITO, JOHN TAYLOR & RALPH TOWNER TRIO
 (in collaborazione con PANNONICA)

Questo trio nasce come un duo. Quello composto da Maria Pia De Vito e John Taylor, nato nel 1997, in occasione del festival jazz di Roccella Jonica. 

Un concerto che precedeva di qualche settimana la registrazione del disco "Phonè", e che fu immediatamente rivelatore di un grande incontro di affinità, basato su delle forti similitudini formali nei loro mondi espressivi, nonostante le ovvie differenze di origine. Il mondo musicale di John Taylor è caratterizzato da una singolare commistione di capacità di rarefazione e incredibile complessità ritmica. Ritmi irregolari, melodie ampie, su concatenazioni di cellule armoniche che sembrano generare modulazioni come assecondando una intima geometria. Anche nello stile vocale e compositivo della De Vito troviamo la compresenza di elementi apparentemente contrastanti, quali ad esempio la lingua napoletana e l’improvvisazione, il mélos mediterraneo e le rarefazioni, un fraseggio con tratti etnici, ritmici, melismatici, ma con un suono non "popolare" bensì asservito ad una raffinata ricerca armonica a sostegno della cantabilità.

Nel repertorio, composizioni originali dei due musicisti ed estratti dalle incisioni "Phoné" e "Verso".

La stessa sera del concerto di Roccella Jonica, Ralph Towner era tra il pubblico, e rimase tanto colpito e commosso dal concerto di Maria Pia e di John Taylor, da desiderare di cominciare un percorso musicale insieme. Così, mentre dopo poco si realizzava il progetto Phonè, nasceva il trio De Vito-Taylor-Towner, che, dopo due anni, avrebbe inciso il CD "Verso", incredibilmente poco conosciuto in Italia nonostante i pieni successi verso i quali è invece andato incontro a livello continentale.

DISCOGRAFIA: "Verso" – 1999 – Provocateur Rec


 

 

MARIA PIA DE VITO & RITA MARCOTULLI 
(in collaborazione con PANNONICA)

Maria Pia de Vito e Rita Marcotulli si conoscono personalmente e musicalmente da una ventina d’anni, ma solo nel 94, con la co-direzione del progetto Nauplia , iniziano a concretizzare dei progetti comuni. 

Con Nauplia, esplorano insieme le possibilità di sintesi tra elementi della cultura musicale napoletana e l ’improvvisazione, attraverso rielaborazioni di alcuni brani (dal rinascimento ad oggi) e la composizione di brani originali, di concezione quindi moderna su cui far risuonare il suono antico, liquido e musicalissimo della lingua napoletana.

Seguirà Fore paese lavoro monografico sulla musica del drammaturgo Raffaele Viviani, commissionato a Maria Pia De Vito dall’istituto Universitario S. Orsola Benincasa di Napoli, 

e Triboh, altro lavoro di "spaesamenti" musicali, con l’incontro con il percussionista armeno Arto Tuncboyaciyan .

Dopo qualche anno, dunque, l’incontro artistico si rinnova, per allontanarsi questa volta dal campo di ricerca specifica sulle musiche etniche.

Questa volta l’intenzione è quella di accostare il vasto patrimonio comune sul piano dell’interplay e del gusto per la ricerca compositiva alle possibilità sonore offerte dalle nuove tecnologie, utilizzando per questo progetto anche sequenze, suoni "composti" da sovrapposizioni di campionature, stratificazioni ritmiche ed anche vocali, grazie all’utilizzo di loops creati estemporaneamente dalla sola voce. Forte valenza improvvisativa, quindi, ma anche grandi spazi lirici, dinamiche ai confini del silenzio, da sempre "ambiente" ideale per il pianismo personale e lirico della Marcotulli, e per la ricerca sul "suono" della voce della De Vito. Al centro rimane sempre il comune gusto per la melodia, per la ricerca armonica e la ricerca di forme compositive trasversali ma rigorose. Le tecnologie sono infatti in questo progetto al servizio della composizione, colori a disposizione di un disegno il cui tratto è inconfondibilmente impregnato di jazz e della sua pratica.


 

 

JAVIER GIROTTO – DANIELE DI BONAVENTURA
 (in collaborazione PANNONICA)

Il duo formato da Javier Girotto e da Daniele Di Bonaventura è nato per l’esigenza di proporre e di rileggere una musica legata alle proprie origini.

L’origine è indubbiamente quella latina, ma non c’è riferimento musicale che non venga utilizzato e riletto, interpretato e riscritto, in una volontà di raggiungere un livello di espressione più alto, più maturo, completo e coinvolgente.

Il duo, originale per l’accostamento degli strumenti è intenso e rigoroso e cattura fin dal primo ascolto spaziando dal lirismo limpido ed essenziale alle aggressive sonorità.

Una proposta di confine, all’incrocio tra etno e jazz, tra tango e improvvisazione, che "arriva" e comunica emozione, lontano da ogni arido manierismo e intellettualistico sperimentalismo, da ogni virtuosismo che si avvita su se stesso e diventa fredda e celebrale accademia per iniziati, per addetti ai lavori.


 

 

A. ANDERSEN – V. TSABROPOULOS – J. MARSHALL 
(in collaborazione con PANNONICA)

Arild Andersen, uno dei contrabbassisti di assoluto riferimento del mondo sonoro ECM, propone un nuovo trio ricco di nomi quali il talentuoso pianista greco Vassilis Tsabropoulos e John Marshall veterana colonna portante di alcuni tra i migliori progetti del Jazz britannico. 

Il loro debutto nel mondo jazzistico avviene con l’uscita del disco "Achirana" dove molta dell’attenzione è focalizzata sul pianista Vassilis Tasbropoulos, vero e proprio nome nuovo del Jazz che conta.

Il programma è costituito da materiale totalmente originale e sostanzialmente ispirato ad idioma stilistico post-Bill Evans.

DISCOGRAFIA: "Alchirana" – 2000 – ECM 

 






VASSILIS TSABROPOULOS 
solo piano 

Vassilis Tsabropoulos, pianista classico di notevole fama, propone un recital per piano solo nel quale i due mondi, classico e jazz, si intersecano, dialogano tra loro dando vita ad un universo che ha una particolare ampiezza di respiro, di colore, di materia. Il tocco del giovane musicista greco è talmente sensibile e profondo allo stesso tempo che ogni nota crea nell’animo di chi ascolta una risonanza e un immagine dai mille particolari.

Il repertorio è differenziato, dallo standard jazz ai brani non strettamente jazzistici reinterpretati (Yesterday, Sunny), fino ad arrivare a brani classici importantissimi come "Pictures at an exhibition" (Mussorgsky) o Rachmaninov o Beethoven.


 

CHILLI BAND

Nascendo dalla terra con il sapore amaro abbattendo le fatiche suona un racconto antico.

Un canto strappato alla storia così come i suoni del mandolino e della mandola strappati al tempo, un canto che resuscita la Tarantella. Colui che credeva che questa musica fosse ormai dimenticata seppellita dentro l’oblio dei tempi moderni e nella facile ironia di una moda passeggera, ebbene, si sbaglia. Questa musica è ritornata avvolta da nuovi rumori nascosta nell’ascolto d’aria fresca con il desiderio di oltrepassare la tradizione di case diroccate, di vecchi morenti e di persone forzate a scappare nervosamente. E’ un cristo scalzo entrato nel sacro e profano ballando con la disperazione delle povera gente. Tutto questo è Chilli Band totem amaro che brucia le labbra è il canto trasformato in un manifesto che butta all’aria i muri di gomma senza mezze misure. E’ la magia della natura e la forza dell’uomo.


Dorotea Lo Iacono
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